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9 Maggio 2001

Una pagina importante nella concertazione italiana

La concertazione italiana ha vissuto in queste settimane una delle sue pagine più critiche e al tempo stesso coraggiose. 12 Organizzazioni imprenditoriali hanno deciso di porre fine alle iniziative strumentali dilatorie di Cgil e di Confcommercio, decidendo di valorizzare il risultato di nove mesi di trattativa e la coraggiosa disponibilità di Cisl e Uil per un vero e proprio cambiamento in materia di flessibilità.
Le parti datoriali hanno comunque voluto dare l’ennesima prova di disponibilità accettando la richiesta della Cgil di essere ascoltata, richiesta pervenuta a trattativa ormai in dirittura d’arrivo. Alla lettera di Cgil, si è accompagnata una lettera del Presidente di Confcommercio con la quale Billè ribadisce un concetto già noto: “Senza la presenza di Cgil, Confcommercio non firma”. Tutte le Organizzazioni presenti al tavolo – quelle che hanno deciso di portare a termine l’approfondimento finale – non hanno
fatto mistero di ritenere i motivi addotti da Confcommercio del tutto estranei al merito della trattativa e addirittura possibile causa del mettere a rischio il buon risultato raggiunto.
Proprio il pericolo che andassero a monte i risultati di nove mesi di lavoro, su cui tutti i protagonisti (salvo qualche sempre meno incomprensibile annotazione tecnica di Confcommercio) esprimono un giudizio decisamente positivo, ha indotto le 12 Organizzazioni rimaste al tavolo a proseguire la trattativa con Cisl e Uil e a definire il testo sostanziale dell’accordo. A questo testo le 12 Organizzazioni sono ben liete che si possa aggiungere anche l’assenso delle Organizzazioni che hanno abbandonato il tavolo.
Con la coraggiosa decisione delle 12 Organizzazioni che sono rimaste al tavolo la concertazione mette al bando per la prima volta il diritto di veto, salva l’ambito della rappresentanza dalla mediazione della politica e compie un formidabile passo in avanti nell’affrontare con chiarezza e trasparenza uno dei
nodi di questo Paese che si chiama flessibilità
.
A questo proposito Confartigianato aveva da tempo denunciato che il settore dell’artigianato e della piccola impresa è il più colpito da una normativa che risale a 40 anni fa, e che provoca un freno all’occupazione, una persistenza del sommerso e scoraggia le imprese nei propri piani di investimento.
Le 12 organizzazioni imprenditoriali rimaste al tavolo, che firmeranno l’accordo con Cisl e Uil sono: Confartigianato, Confindustria, Confagricoltura, Coldiretti, Cia, Confcooperative, Agci, Unci, Casartigiani, Claai, Ania, Abi.
Le 5 organizzazioni imprenditoriali che invece hanno abbandonato il tavolo sono: Confcommercio, Confesercenti, Lega delle Cooperative, Confservizi-Cispel, Cna.