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23 gennaio 2001

SERBATOI INTERRATI: ADEMPIMENTI DELLE AZIENDE

Il decreto 24 maggio 1999, n. 246 (G.U. n. 176 del 29/7/99) contenente il “Regolamento recante norme concernenti i requisiti tecnici per la costruzione, l’istallazione e l’esercizio dei serbatoi interrati” prevede all’articolo 10 che i titolari, alla data del 13 agosto 1999, di serbatoi interrati, inclusi quelli non più operativi, sono tenuti a provvedere entro il 13 febbraio 2001 alla loro registrazione.
I serbatoi interrati rientranti nel campo di applicazione sono quelli aventi capacità uguale o maggiore di un metro cubo e contenenti sostanze e preparati liquidi (sostanze pericolose) riportati nell’elenco contenuto nel decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 132.

L’elenco 1 dell’allegato menziona:


1. Composti organoalogenati e sostanze che possono dare origine a questi composti nell’ambiente idrico
2. Componenti organofosforici
3. Composti organostannici
4. Sostanze che hanno potere cancerogeno, mutageno
o teratogeno in ambiente idrico o col concorso dello stesso
5. Mercurio e composti del mercurio
6. Cadmio e composti del cadmio
7. Oli minerali e idrocarburi
8. Cianuri


L’elenco 2 dell’allegato 2 menziona:

1. I seguenti metalli, metalloidi e loro composti: Zinco; Rame; Nichel; Cromo; Piombo; Selenio; Arsenico; Antimonio; Molibdeno; Titanio; Stagno; Bario; Berillio; Boro; Uranio; Vanadio; Cobalto; Tallio; Tellurio; Argento.
2. Biocidi e loro derivati non compresi nell’elenco I.
3. Sostanze che hanno un effetto nocivo sul sapore e/o sull’odore delle acque sotterranee, nonché composti che possono dare origini a tali sostanze nelle acque e rendere queste ultime non idonee al consumo umano.
4. Composti organosilicati tossici o persistenti e sostanze che possono dare origine a tali composti nelle acque, esclusi quelli che sono biologicamente innocui o che si trasformano rapidamente nell’acqua in sostanze innocue.
5. Composti inorganici del fosforo e fosfo
ro elementare.
6. Fluoruri.
7. Ammoniaca e nitriti.

Le disposizioni del decreto si applicano ai serbatoi interrati, aventi capacità uguale o maggiore di un metro cubo, contenenti le sostanze e i preparati liquidi appartenenti alle categorie e gruppi di sostanze sopra citate.
Sono esclusi dall’applicazione del decreto i serbatoi interrati utilizzati:
a) nelle zone militari, se altrimenti regolati;
b) per l’alimentazione degli impianti di produzione di calore, se con volume totale non superiore a 15 metri cubi;
c) per stoccaggio di gas di petrolio liquefatto;
d) per stoccaggio di carburanti per aviazione su aree demaniali in sedimi aeroportuali;
e) per stoccaggio di prodotti liquidi, in serbatoi esistenti e completamente rivestiti in camicia di cemento armato o malte cementizie, di capacità superiore a 100 m3 , purché sia garantita nel tempo la tenuta dei serbatoi stessi.

L’Ufficio Ambiente e gli Uffici di Zona sono a disposizione per fornire i chiarimenti ne
cessari.