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14 maggio 2005

Segnali negativi

E’ fortemente negativo il giudizio espresso sul governo in carica nelle ultime consultazioni elettorali, testimoniato dall’affidamento della quasi totalità delle amministrazioni rinnovate allo schieramento di centro sinistra, rispettando una scelta fatta da tempo, che consideriamo irrinunciabile, non esprimiamo giudizi a favore dell’uno o dell’altro schieramento e ci limiteremo ad esprimere alcuni concetti nel merito dei problemi.
Ciò che ci preoccupa di più è questo bipolarismo che non porta da nessuna parte.
Sarebbe infatti interesse di tutti che il nostro Paese e le nostre Istituzioni fossero governate con continuità ed efficacia e che lo sforzo comune fosse orientato a recuperare efficienza e soprattutto competitività a livello internazionale.
La nostra economia sta attraversando una crisi che non assomiglia a nessuna di quelle vissute negli ultimi decenni. Non siamo infatti di fronte né ad una delle ricorrenti crisi congiunturali, né ad una delle meno ricorrenti, ma più pesanti crisi strutturali.
Abbiamo piuttosto la sensazione che sia iniziato un periodo di declino che affonda le proprie radici nella staticità della nostra economia, senza che nella società si intraveda l’emergere di nuove energie che ridiano slancio al nostro sistema.
I conti non si fanno più in casa, bisogna essere capaci di rapportarsi in modo competitivo sui mercati internazionali.
Abbandonare la produzione e la sfida sui mercati internazionali per cercare effimere ricchezze in beni rifugio su cui speculare, ci pare poco ragionevole e ancor meno lungimirante.
Occorre recuperare nuove motivazioni per tentare, con uno slancio comune, di rimettere piede sui mercati internazionali, riprendere il passo dello sviluppo, imponendo sui mercati la professionalità delle nostre aziende e l’intelligenza dei nostri operatori.
Perché ciò avvenga, serve una forte politica di supporto e una capacità di promuovere il sistema Italia da parte delle Istituzioni che francamente non intravediamo né nelle sortite populiste del Governo di Centrodestra, né in ipotetiche riproposizioni utopistiche teorizzate da qualche protagonista dello schieramento di Centrosinistra.
Crediamo in definitiva che tutta la classe politica debba riflettere sul risultato di queste elezioni, sia chi ha perso sia chi ha vinto.
Alla nostra economia e al nostro Paese non serve un vincitore che sciupi il proprio mandato elettorale che dura 5 anni impegnandosi soprattutto a distruggere ciò che ha fatto chi ha governato in precedenza.
Questo non può chiamarsi bipolarismo, ma piuttosto disfattismo.
E in ogni caso, se il bipolarismo è quello che abbiamo visto in questi anni, noi non sappiamo che farcene.

Agostino Benassi
Segretario Provinciale