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29 Ottobre 2009

Riforma dei servizi pubblici locali

Il 25 settembre è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto legge 135, che prevede la riforma dei servizi pubblici locali. Il decreto è stato poi discusso  in un’ Audizione alla Commissione Affari Costituzionali del Senato, dove il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini ha espresso la posizione dell’Associazione.

Il Presidente di Confartigianato apprezza gli interventi in materia di servizi pubblici locali contenuti del decreto legge 135. “E’ la volta buona – dichiara – per passare dagli annunci ai fatti e realizzare quella liberalizzazione dei servizi pubblici locali troppo a lungo rinviata e che potrà consentire di qualificare e innovare l’offerta, offrire alle imprese un’occasione di sviluppo, abbassare le tariffe per i consumatori”.

“Finora abbiamo assistito soltanto a ‘prove tecniche di liberalizzazione’ – sottolinea Guerrini – con il risultato che, tra luglio 2004 e luglio 2009, le tariffe dei servizi pubblici locali non energetici sono aumentate del 28%, quasi il triplo del tasso di inflazione cresciuto del 10,4%. In particolare, le tariffe dell’erogazione di acqua sono aumentate del 33,4%, quelle per la raccolta rifiuti sono cresciute del 29,6%, quelle dei trasporti pubblici su strada del 15% e le tariffe per i servizi di fognatura sono aumentate del 26,1%. Rincari ben superiori a quelli registrati nei Paesi dell’area euro, dove le tariffe dei servizi pubblici locali non energetici, tra luglio 2004 e luglio 2009, hanno fatto registrare una crescita del 16,6%”. 

Nel complesso Guerrini giudica positivamente “l’introduzione della regola generale dell’assegnazione dei servizi attraverso le gare, l’affidamento in house della gestione dei servizi pubblici locali sottoposta a stringenti requisiti verificati dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato, il divieto per aziende che abbiano in concessione o in affidamento la gestione dei servizi pubblici locali di operare, in proprio o con società collegate o partecipate, in regime di concorrenza in settori collegati o contigui a quello di cui sono concessionarie o affidatarie”. Esprime perplessità invece, sui tempi del regime transitorio previsti dal decreto che portano a gennaio 2012 l’entrata in vigore delle nuove norme: “Ci possiamo permettere, considerata anche la crisi in atto, di attendere quasi tre anni per vedere gli effetti di queste norme e per dare il via ad una riforma in grado di aprire il mercato dei servizi pubblici locali alla vera concorrenza?”. 

 

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