torna alle news
18 maggio 2005

Requisiti minimi uso attrezzature di lavoro

Il Decreto Legislativo 626/94 è stato ulteriormente modificato, in esecuzione della sentenza della Corte di giustizia europea del 10 aprile 2003, con l’aggiunta dei seguenti commi:

  • 8-quinquies- Il datore di lavoro adegua (…) le attrezzature di lavoro già messe a disposizione dei lavoratori alla data del 31 dicembre 1996 e non soggette a norme nazionali di attuazione di direttive comunitarie concernenti requisiti di sicurezza di carattere costruttivo.
  • 8-sexies. Fino a quando non siano completati gli adeguamenti richiesti (…), il datore di lavoro adotta misure alternative che garantiscano un livello di sicurezza equivalente.
  • 8-septies. Le modifiche apportate alle macchine (…), non configurano immissione sul mercato (…).

Inoltre stabilisce ulteriori prescrizioni minime di carattere generale per le attrezzature di lavoro, indicando in particolare le seguenti:

  1. La persona esposta deve avere il tempo e/o i mezzi di sottrarsi rapidamente ad eventuali rischi causati dalla messa in moto e/o dall’arresto dell’attrezzatura di lavoro. 
  2. La rimessa in modo di un’attrezzatura dopo un arresto, indipendentemente dalla sua origine, e il comando di una modifica rilevante delle condizioni di funzionamento di un’attrezzatura (velocità, pressione, ecc.) devono poter essere effettuati soltanto mediante un’azione volontaria su un organo di comando concepito a tale fine, salvo che la rimessa in moto o la modifica rilevante delle condizioni di funzionamento dell’attrezzatura non presenti alcun pericolo per il lavoratore esposto. 
  3. L’ordine di arresto dell’attrezzatura di lavoro deve essere prioritario rispetto agli ordini di messa in moto. Ottenuto l’arresto dell’attrezzatura di lavoro, o dei suoi elementi pericolosi, l’alimentazione degli azionatori deve essere interrotta. 
  4. Se gli elementi mobili di un’attrezzatura di lavoro presentano rischi di contatto meccanico che possono causare incidenti, essi devono essere dotati di protezioni o di sistemi protettivi che:
    a) devono essere di costruzione robusta;
    b) non devono provocare rischi supplementari;
    c) non devono essere facilmente elusi o resi inefficaci;
    d) devono essere situati ad una sufficiente distanza dalla zona pericolosa;
    e) non devono limitare più del necessario l’osservazione del ciclo di lavoro.

Gli uffici di zona sono a disposizione per fornire eventuali chiarimenti.