torna alle news
25 novembre 2002

Occhio alle polveri del legno!

Il D.Lgs. n. 66 del 25 febbraio 2000 ha introdotto alcuni cambiamenti al Titolo VII del D.Lgs. 626/94 “Protezione da Agenti Cancerogeni e Mutageni” prescrivendo, a carico del datore di lavoro, l’adozione di una serie di misure di tutela in relazione alla presenza di lavorazioni comportanti l’esposizione alle polveri di legno duro.
Sono classificati “duri” i seguenti tipi di legni: Acero, Olmo, Betulla, Noce americano o Noce Hickory, Carpino o Faggio bianco, Castagno, Faggio, Frassino, Noce, Platano americano, Pioppo, Ciliegio, Salice, Quercia, Tiglio, Olmo.
L’obiettivo del D.Lgs. n. 66/2000 è quello di limitare al più basso valore tecnologicamente fattibile l’esposizione dei lavoratori. Il valore limite è di 5 mg/m3 e rappresenta solo un valore di salvaguardia il cui rispetto va comunque garantito per gli stabilimenti esistenti entro il 31/12/2002.
– di aver messo in atto tutte le misure previste per la riduzione dell’esposizione a
l valore più basso tecnologicamente possibile;
si ritengono rilevanti le seguenti misure di tutela:– la limitazione del numero degli esposti e la segregazione delle lavorazioni ove possibile;
– l’aspirazione alla fonte senza ricircolo in ambiente di lavoro; – la regolare e sistematica pulizia dei locali, delle attrezzature e degli impianti, adottando sistemi di aspirazione;
– l’individuazione di idonee procedure di intervento per ridurre il rischio di esposizione nelle fasi di attrezzaggio e manutenzione;
– la corretta gestione dei residui delle lavorazioni.

– di avere integrato il documento di valutazione dei rischi, come previsto dal D.Lgs. 626/94, considerando la cancerogenicità delle polveri di legno duro;
– che l’esposizione all’interno delle loro attività è inferiore a 5 mg/m3;
– il datore di lavoro dovrà provvedere alla misurazione delle polveri di legno per verificare l’efficacia delle misure adottate.

Invitiamo tutte le aziende che necessitano di infor
mazioni o che devono regolarizzare la loro posizione a rivolgersi agli uffici di zona dell’Associazione.