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16 Maggio 2009

Novità fiscali

SANZIONI APPLICABILI ALLE VIOLAZIONI DEGLI OBBLIGHI INERENTI IL REVERSE CHARGE
Con Risoluzione Ministeriale n. 56 del 06/03/2009, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che , tutte le volte in cui, in sede di controllo, si riscontrino inadempimenti collegati al meccanismo del reverse charge, essa dovrà applicare alternativamente una delle due sanzioni amministrative previste dalla norma, irrogando quella più grave (dal 100% al 200% dell’imposta relativa all’acquisto di beni e servizi), qualora l’Iva relativa alla specifica operazione non sia stata in alcun modo assolta. Ugualmente, in caso di ravvedimento spontaneo, il contribuente dovrà versare, ancorché in misura ridotta, la sanzione pari al 100% dell’imposta se la stessa non è stata in alcun modo assolta, ovvero la sanzione pari al 3% se, invece, l’imposta è stata assolta ancorché irregolarmente. In ogni caso, laddove sia constatata una violazione del regime dell’inversione contabile che comporti, in quella sede, l’assolvimento del tributo da parte dei contribuenti, contestualmente all’accertamento del debito, deve essere riconosciuto il diritto alla detrazione della medesima imposta.

PROVA ALLARGATA PER SCOMPUTARE LE RITENUTE SUBITE
Con Risoluzione Ministeriale n. 68/E del 19/03/2009 l’Agenzia delle Entrate ha finalmente affermato che, in sede di controllo, lo scomputo della ritenuta potrà essere comprovato (alternativamente) seguendo una delle due seguenti modalità:
 

  1. esibizione all’Ufficio della certificazione rilasciata dal sostituto d’imposta;
  2. esibizione all’Ufficio della fattura dalla quale si evinca la presenza della ritenuta; della documentazione bancaria dalla quale si evinca l’avvenuto pagamento per la somma al netto della ritenuta e di una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, in cui il contribuente dichiari che il pagamento si riferisce ad una fattura regolarmente contabilizzata.

Con l’occasione, è bene rammentare che la modalità alternativa proposta dall’Agenzia delle Entrate non è sempre di agevole utilizzo; basti pensare alle fatture emesse senza indicazione della ritenuta, oppure alla mancanza di una documentazione bancaria attestante il pagamento. Tali indicazioni, ovviamente, dovranno essere attentamente valutate al fine di poter eventualmente disporre, in futuro, di tutti gli elementi che suffraghino la correttezza del proprio operato.

SPESE PER ALBERGHI E RISTORANTI 
Con circolare n. 6/E del 03/03/2009, l’Agenzia Entrate, in merito al trattamento fiscale delle spese sostenute per la somministrazione di alimenti e bevande e per le prestazioni alberghiere, ha chiarito, tra l’altro, che:
– in mancanza della fattura, l’IVA non detratta va considerata indeducibile dal reddito d’impresa o di lavoro autonomo;
– se non vi è coincidenza tra il soggetto che acquista il servizio (datore di lavoro) e quello che ne usufruisce (dipendente), la fattura va intestata solo al soggetto che può operare la detrazione (datore di lavoro); i dati del fruitore della prestazione (dipendente) vanno indicati nella fattura o in una nota allegata alla stessa.

ULTIME SENTENZE DELLA CORTE DI CASSAZIONE
1) Sequestro c/c dell’imprenditore (Sentenza Corte Cassazione 10.3.2009, n. 10549): È ammesso il sequestro del c/c e dei libretti di risparmio dell’imprenditore qualora il denaro utilizzato per il compimento di operazioni commerciali risulti di ammontare sproporzionato rispetto alla capacità reddituale del soggetto risultante dalle dichiarazioni fiscali.
2) Furto di documentazione (Sentenza Corte Cassazione 13.3.2009, n. 6118): È legittimo l’accertamento effettuato nei confronti di un soggetto non in grado ricostruire la propria contabilità a causa del furto di una valigetta 24ore nella quale erano contenute le fatture ed i registri.
È infatti inverosimile che una valigetta possa contenere tutta la documentazione scomparsa.

Per informazioni:
Marco Scorzoni 
m.scorzoni@confartigianatobologna.it

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