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17 Gennaio 2009

Nasce il Libro Unico del Lavoro

Il 16 Febbraio 2009 nasce il libro unico del lavoro; lo prevede il decreto legge n. 112/2008, approvato dal Governo che abroga i libri matricola e paga oltre al registro d’impresa nel settore agricolo.

Sono tenuti ad istituirlo e tenerlo i datori di lavoro del settore privato, con la sola esclusione del datore di lavoro domestico.

Nel libro unico devono essere registrati:

1) lavoratori subordinati inseriti nell’organizzazione d’impresa;
2) lavoratori in somministrazione (che quindi risulteranno iscritti nel libro unico dell’utilizzatore e in quello dell’agenzia del lavoro che li assume);
3) collaborazione coordinata e continuativa;
4) collaborazione coordinata e continuativa a progetto;
5) collaborazione coordinata e continuativa occasionale (cd. “mini-co.co.co.”);
6) associazione in partecipazione con apporto di lavoro

Si evidenzia inoltre che i lavoratori somministrati e i lavoratori distaccati devono essere registrati nel LUL dei datori di lavoro utilizzatori o distaccatari. In presenza di tali casi occorrerà pertanto che le imprese interessate comunichino alla sezione paghe i dati anagrafici e il codice fiscale dei lavoratori somministrati o distaccati e il nome dell’agenzia interinale o dell’impresa distaccataria. In riferimento invece ai lavoratori a domicilio si segnala che è indispensabile che l’impresa provvedi a comunicare all’ufficio paghe, la data di consegna e la data di presunta riconsegna, nonché i giorni lavorati e il relativo compenso. Sono esclusi invece i soci di società o familiari del titolare dell’impresa non dipendenti. 

Vengono completamente riscritte anche le regole di compilazione dei dati che riguardano il rapporto di lavoro. Il nuovo libro, infatti, è costituito dal cedolino paga integrato con un dettaglio delle presenze. Ed infatti, oltre ai dati anagrafici, vanno indicate le dazioni in denaro o in natura corrisposte o gestite dal datore di lavoro, comprese:

1) Le somme a titolo di rimborso spese, anche se esenti da imposte e contributi ( come ad esempio il rimborso del pasto al ristorante);
2) Le trattenute a qualsiasi titolo effettuate;
3) Le detrazioni fiscali;
4) I dati relativi agli assegni per il nucleo familiare;
5) Le prestazioni ricevute da enti e istituti previdenziali

La norma prevede altresì che siano distinte dalla normale retribuzione non solo le somme erogate a titolo di straordinario ma anche i premi. Il libro unico del lavoro deve inoltre contenere un calendario delle presenze, da cui risulti, per ogni giorno, il numero di ore di lavoro (o la presenza per i mensilizzati) e di assenze effettuate da ciascun lavoratore subordinato.

Per i lavoratori dipendenti dovranno, dunque, risultare registrate per ogni giorno:

1) Il numero delle ore di lavoro effettuate;
2) l’indicazione delle ore di straordinario;
3) le eventuali assenze dal lavoro, indicando la causale;
4) le ferie;
5) i riposi.

Con riferimento ai lavoratori che sono retribuiti in misura fissa o a giornata intera o con riguardo a periodi superiori deve essere annotata soltanto la giornata di presenza al lavoro, fermo restando l’obbligo di indicare la causale relativa alle assenze.

Il nuovo libro unico inoltre deve essere conservato presso la sede legale del Datore di Lavoro o, in alternativa, presso lo studio dei consulenti del lavoro o degli altri professionisti abilitati o presso la sede dei servizi e dei centri di assistenza delle associazioni di categoria delle imprese artigiane e delle altre piccole imprese, anche in forma cooperativa. 

In caso di ispezione, il libro unico del lavoro deve essere esibito, dal Datore di Lavoro che lo detenga nella sede legale, tempestivamente e comunque entro il termine assegnato nella richiesta espressamente formulata a verbale dagli organi di vigilanza.
Se lo stesso è tenuto, invece, presso i consulenti del lavoro e gli altri soggetti autorizzati, questi devono esibirlo entro 15 gg. dalla richiesta espressamente formulata a verbale dagli organi di vigilanza.

Il datore di lavoro ha l’obbligo di conservare il libro unico del lavoro per la durata di cinque anni dalla data della ultima registrazione e di custodirlo nel rispetto della normativa sulla privacy.

Sul fronte delle sanzioni, la violazione dell’obbligo di istituzione del nuovo libro unico comporta l´applicazione della sanzione da 500 a 2.500 euro. L´omessa esibizione agli organi di vigilanza, invece, è punita con la sanzione pecuniaria amministrativa da 200 a 2000 euro. L´omessa o infedele registrazione dei dati che determina differenti trattamenti retributivi, previdenziali o fiscali è punita con la sanzione pecuniaria amministrativa da 150 a 1500 euro e se la violazione si riferisce a più di dieci lavoratori la sanzione va da 500 a 3000 euro; la sanzione è esclusa nei “casi di errore materiale”. La registrazione oltre il termine del 16 del mese successivo a quello di riferimento è punita con la sanzione da 100 a 600 euro, (da 150 a 1500 euro se la violazione si riferisce a più di dieci lavoratori). La mancata conservazione del libro unico per almeno 5 anni dall’ultima registrazione, comporta la sanzione va da 100 a 600 euro.

Per ulteriori informazioni:
Carmen Bucciero
c.bucciero@confartigianatobologna.it

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