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8 ottobre 2002

LA QUOTA DI REDDITO SUGLI INVESTIMENTI AMBIENTALI SI PUO’ DETASSARE

Le piccole e medie imprese che realizzano “investimenti ambientali” usufruiscono della detassazione della quota di reddito corrispondente. La detrazione vale ai fini delle imposte sui redditi.
E’ quello che ha stabilito l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione dell’ 11 luglio 2002, n. 226/E dopo essere stata interpellata in materia. Il quesito all’Agenzia delle Entrate era stato posto da una società di ossidazione e laccatura di alluminio che voleva acquistare una nuova cabina di verniciatura automatica a polvere per sostituirne una vecchia, anche se ancora funzionante. Con la nuova cabina i vantaggi sarebbero stati molti: aumento di produttività, minore impatto ambientale in termini di produzioni di polveri da vernici di scarto da smaltire, minori emissioni atmosferiche. E miglioramento dell’ambiente di lavoro per i prestatori d’opera.
La società, in relazione al nuovo investimento, aveva chiesto all’Agenzia delle entrate di poter fruire sia de
i benefici di cui all’art. 4 della legge 18 ottobre 2001, n. 383 (c.d. legge Tremonti bis) sia della detassazione del reddito di cui al citato art. 6, commi da 13 a 19, della legge n. 388/2000.E di poter dedurre, ai fini della determinazione del reddito d’impresa, le quote di ammortamento del bene oggetto dell’investimento. In pratica di poter fruire dei benefici di due leggi, in quanto entrambe le disposizioni non prevedono il divieto di cumulabilità.
Ricordiamo che l’articolo 6 della legge 388/2000 prevede che, a decorrere dall’esercizio in corso al 1° gennaio 2001, la quota di reddito delle piccole e medie imprese destinata ad investimenti ambientali (cioè per tutte quelle misure che aiutano a ridurre i danni all’ambiente) non concorre a formare il reddito imponibile ai fini delle imposte sui redditi.
L’Agenzia delle Entrate ha accettato la richiesta della azienda circa la possibilità di cumulare la detassazione per investimenti ambientali di cui al citato art. 6 insieme con l’agevolazione conten
uta nell’art. 4 della legge n. 383/2001, perché “dal tenore letterale delle due norme agevolative non risultano elementi di incompatibilità”. “Tuttavia – dice l”Agenzia – in conformità a quanto già evidenziato nella circolare n. 181/E del 27 ottobre 1994, relativa all’agevolazione di cui al decreto-legge 10 giugno 1994, n. 357, convertito con modificazioni dalla legge 8 agosto 1994, n. 489 (c.d. agevolazione Tremonti), l’ammontare cumulato dei benefici “non può essere superiore al costo dell’investimento agevolato”.
L’ultima nota riguarda la rilevanza fiscale degli ammortamenti: “sono deducibili dal reddito – dice l’Agenzia – esclusivamente le quote relative ai beni oggetto degli investimenti ambientali che rientrano tra i beni ammortizzabili di cui all’art. 67 del T.U.I.R.