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20 dicembre 2001

La posizione di Confartigianato sulla riforma fiscale

Per il Presidente di Confartigianato Nazionale Luciano Petracchi il disegno di riforma fiscale è molto ambizioso sotto il profilo della sostanziale riduzione della pressione fiscale. Confartigianato ha sempre sostenuto che solo una riduzione nominale delle aliquote di prelievo fiscale può portare a reali ampliamenti della base imponibile e la rimodulazione delle aliquote Irpef va in questa direzione. L’ampliamento della base imponibile non deve però avvenire riducendo la detraibilità di costi aziendali quali gli interessi passivi purché gli stessi non siano palesemente utilizzati per manovre elusive. II superamento dell’IRAP cominciando dall’eliminazione del costo del lavoro dalla base imponibile non deve, però, portare ad un aumento della fiscalità locale. Confartigianato è molto preoccupata dai possibili inasprimenti sia dell’imp
osizione locale che degli aumenti tariffari che molti enti locali hanno deliberato. L’eliminazione della DIT che permetteva notevoli risparmi d’imposta per le grandi imprese, specie per quelle operanti nei settori finanziari, riteniamo debba essere sostituita con un intervento strutturale a favore delle aziende che investono in beni strumentali nuovi specie in tecnologia e in formazione professionale. II mondo dell’artigianato si aspetta dal Governo, inoltre, una sostanziale riduzione degli adempimenti burocratici anche in conseguenza dell’introduzione dell’istituto del concordato preventivo triennale.