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16 marzo 2002

LA DEDUZIONE FORFETTARIA PER I SOCI DI COOPERATIVE DI AUTOTRASPORTO

Disciplina normativa
E’ prevista, per i soci delle società cooperative autorizzate all’autotrasporto, una particolare modalità di utilizzo della deduzione concessa alle imprese di autotrasporto di merci, che, in luogo della deduzione, anche analitica, delle spese sostenute in relazione alle trasferte effettuate dai propri dipendenti fuori del territorio comunale, possono dedurre un importo pari a 110.000 lire al giorno, elevate a 180.000 per le trasferte all’estero, al netto delle spese di viaggio e di trasporto (art. 62, comma 1-quater, D.P.R. n. 917/1986).


Ambito soggettivo
L’agevolazione si applica esclusivamente alle cooperative di produzione e lavoro e alle cooperative di servizi operanti nel settore dell’autotrasporto merci, che corrispondono ai lavoratori soci compensi assimilati a quelli di lavoro dipendente (art. 47, comma 1, lett. a del TUIR).


Ai fini di tale assimilazione:

– i compensi di lavoro, erogati ai soci, non devono superare del venti per cento i salari correnti;

– la cooperativa deve essere iscritta nel registro prefettizio o nello schedario generale della cooperazione;

– lo statuto deve indicare i principi della mutualità stabiliti dalla legge, la cooperativa deve rispettare tali principi.


Applicazione dell’agevolazione
La norma trasferisce, in via sussidiaria, dalla cooperativa al socio la deduzione forfetaria prevista dal TUIR per le imprese di autotrasporto merci, in relazione alle trasferte effettuate fuori dal territorio comunale dai dipendenti. Lo scopo della norma è quello di evitare che la compagine sociale della cooperativa di autotrasporto perda tale beneficio, qualora la società non possa avvalersene direttamente in considerazione del particolare regime di esenzione o di riduzione dell’IRPEG previsto per le cooperative di produzione e lavoro (art. 11, D.P.R. n. 601/1973).



Pertanto, qualora la cooperativa di autotrasporto non fruisca della deduzione forfettaria prevista né della deduzione analiti
ca delle spese sostenute, la stessa, in qualità di sostituto d’imposta, potrà operare sul reddito di lavoro del socio, per ogni giorno di trasferta effettuato, un abbattimento di importo pari a lire 110.000 (o a lire 180.000 per le trasferte all’estero), al netto delle spese di viaggio e di trasporto.


La circolare precisa inoltre che, poiché la deduzione ha carattere forfettario, anche per il socio l’abbattimento del reddito di lavoro viene operato senza che assuma alcuna rilevanza l’effettivo ammontare delle somme che egli percepisce a titolo di indennità di trasferta o di rimborso delle spese di trasferta.


Il beneficio della deduzione forfettaria, prioritariamente spettante alla cooperativa, può
essere trasferito al socio a condizione che la cooperativa rinunci anche alla deduzione analitica dei medesimi costi, ciò ben evidenzia l’incumulabilità tra deduzione analitica e forfettaria.


N.B.: dalle precisazioni fornite dalla circolare è possibile formulare
le seguenti considerazioni sul presupposto della similitudine esistente fra la deduzione forfettaria, applicabile ai redditi assimilati al lavoro dipendente percepiti dai soci di società cooperative (art. 62 legge n. 342/2000), e quella applicabile ai redditi d’impresa in relazione alle trasferte dei propri dipendenti (legge 10 agosto 2000 n. 229).


In sintesi riteniamo di poter fornire i seguenti chiarimenti in merito alla deduzione forfettaria, spettante alle imprese autorizzate all’autotrasporto, per le trasferte dei propri dipendenti:


1. la deduzione forfettaria delle spese è direttamente correlata alla singola trasferta giornaliera e spetta per ogni dipendente in trasferta;

2. la deduzione forfettaria, in quanto tale, prescinde dall’effettivo ammontare delle somme corrisposte al dipendente a titolo di indennità o di rimborso di spese di trasferta;

3. la deduzione forfettaria non è cumulabile con la deduzione analitica delle spese sostenute i
n relazione alle trasferte dei propri dipendenti;


Si è in attesa, da parte dell’Agenzia delle Entrate del Ministero delle Finanze, della conferma della correttezza dei comportamenti sopra descritti; inoltre, la stessa Agenzia, dovrà chiarire ulteriori questioni in merito alla disposizione dell’art. 62, comma 1-quater, del TUIR introdotta dalla legge n. 229/2000 in particolare dovrà essere precisato il trattamento ai fini IRAP della deduzione in parola in relazione agli eventuali rimborsi corrisposti ai dipendenti per vitto e alloggio.

Nella prossima dichiarazione dei redditi dovrà, inoltre, essere inserito un apposito rigo nei quadri RG e RF per indicare la deduzioni forfettaria in discorso.



Rimborsi spese
Anche in presenza della deduzione forfettaria, le indennità e i rimborsi delle spese sostenute in occasione di trasferte effettuate fuori del territorio comunale, percepite dal socio lavoratore, concorrono alla formazione del suo reddito (art. 48, comma 5, T
UIR). In particolare le indennità restano assoggettate a tassazione per la parte eccedente lire 90.000 al giorno, elevate a 150.000 per le trasferte effettuate all’estero, al netto delle spese di viaggio e di trasporto. Tale limite è ridotto di un terzo in caso di rimborso delle spese di alloggio, ovvero di quelle di vitto, o di alloggio o vitto fornito gratuitamente e di due terzi in caso di rimborso sia delle spese di alloggio che di quelle di vitto.


Decorrenza
La disposizione del collegato, in assenza di una specifica norma che ne disciplina l’entrata in vigore, ha effetto dal 1° gennaio 2000 anche in relazione alle trasferte già effettuate, in base al principio di unitarietà del periodo d’imposta. Pertanto, la cooperativa, in qualità di sostituto d’imposta, relativamente alle trasferte già effettuate nel corso del 2000, doveva tenere conto in sede di conguaglio di fine anno della deduzione forfettaria di ammontare pari all’importo di lire 110.000 (elevato a lire 180.00
0 per le trasferte all’estero),
al netto delle spese di viaggio e di trasporto, per ogni giorno di trasferta effettuato dal socio-lavoratore nell’anno 2000.


Anni successivi al 2000
Resta inteso che, per gli anni successivi al 2000, che può considerarsi come anno transitorio di applicazione della normativa, non si renderà più necessario operare la deduzione in unica soluzione, in riferimento a tutti i giorni di trasferta effettuati nell’anno, poiché la deduzione verrà effettuata in riferimento ai singoli periodi di paga. Ciò implica che la cooperativa deve stabilire, in relazione a ogni trasferta, se avvalersi o meno della deduzione, dato che l’esclusione dalla tassazione degli importi opera sul reddito del socio lavoratore a condizione che la cooperativa non usufruisca del beneficio direttamente sul proprio reddito.