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29 Novembre 2006

Il settore vitivinicolo bolognese

All’internodi “Viti e Vini” la due giorni interamente dedicata ai vini bolognesi che si è svolta a Villa Nasicae, è stata presentata una ricerca che Confartigianato ha svolto sulle aziende vitivinicole della Provincia di cui sotto riportiamo i risultati.

La Ricerca

Producono in maggioranza vini bianchi, hanno meno di 25 ettari di terreno, con una resa sotto i 60 quintali per ettaro: è il ritratto della maggioranza delle aziende vitivinicole della Provincia fotografate da Confartigianato Bologna attraverso una ricerca su un campione di 25 aziende.

La rilevazione è stata effettuata con interviste dirette a 25 aziende divise nelle due macro aree: Colli Bolognesi, comprendente Bazzano, Crespellano, Monteveglio, Zola Predosa, Monte S. Pietro, Castello di Serravalle, Savignano sul Panaro, Sasso Marconi, Casalecchio di Reno e Pianoro; Colli di Imola comprendenti Imola, Castel San Pietro, Dozza e la Pianura Bolognese.

Il 40% delle imprese è una ditta individuale, un altro 40% è una società semplice e il restante 20% appartiene invece ad altre categorie come S.a.s o Srl, solo due le cantine cooperative intervistate si tratta della Cantina di Bazzano e della Cantina Sociale di Argelato. Le aziende hanno una media di 3 soci che nell’81% dei casi sono famigliari mentre nelle ditte individuali si registra la presenza di una media di 2 collaboratori famigliari. In totale il 14% delle imprese ha tra i 2 e i 4 addetti, il 43% ne ha tra 5 e 8 ed un altro 43% ne ha oltre 8.

Per quanto riguarda la produzione nella zona Colli Bolognesi il 56% delle coltivazioni è dedicato ai bianchi con una prevalenza del Pignoletto con il 67%, seguito da Sauvignon con il 12%, terzo posto per lo Chardonnay a 7%, il restante 14% è coperto da altri vitigni.

Anche nella zona Colli di Imola i bianchi occupano la maggio parte della produzione e rappresentano il 51% del totale con l’Albana che si appropria del 34% delle coltivazioni, segue il Trebbiano con il 28%, lo Chardonnay con il 16%, il Pignoletto è solo quarto con il 9%, il restante 13% è coperto da altre produzioni.

Per quanto riguarda i rossi nella zona Colli Bolognesi rappresentano il 44% con il Barbera a prevalere su tutti con il 36% delle produzioni a seguire Cabernet-Sauvignon al 36% e Merlot al 22%. Nella zona Colli di Imola i rossi occupano il 49% delle vigne con il Sangiovese incontrastato protagonista con il 57% dei vitigni, distanziati il Cabernet-Sauvignon al 21%, il Merlot al 10% e il Barbera al 7%.

Le due zone si differenziano anche per dimensione territoriale, più ridotta per quelle dei Colli Bolognesi dove il 30% ha fino a 7 ettari, il 40% ha tra 8 e 15 ettari e il restante 30% ne ha tra 16 e 35, mentre la metà delle aziende dei Colli di Imola ha fino a 25 ettari, il restante 50% ne ha oltre 25 ma si ferma ad un massimo di 50. Qualche differenza anche nella resa per ettaro che per il 60% delle imprese sui Colli Bolognesi è sotto il 90 quintali per ettaro (con un minimo di 60 q), il restante 40% è sopra i 90 quintali per ettaro (con un massimo di 120 q); mentre sui Colli di Imola la metà delle imprese ha rese sotto i 90 quintali per ettaro (con un minimo di 60) l’altra metà supera i 90 quintali per ettaro (con un massimo di 120).

Per quanto riguarda la produzione sui Colli Bolognesi il 45% produce dai 200 ai 500 hl, il 30% dai 500 ai 1000 hl, il restante 25% produce oltre 1000 hl; viste la maggiori dimensioni delle aziende dei Colli di Imola la produzione è intorno ai 1.000 hl fino ma ci sono aziende che possono raggiungere anche 3.500 hl. In totale il 43% delle aziende imbottiglia dal 10 al 30% del vino prodotto, il 33% dal 30% al 70%, il 24% ne imbottiglia oltre il 70%.

Entrambe le zone vantano numerose Denominazioni d’Origine i Colli Bolognesi vantano 9 DOC: Pignoletto, Chardonnay, Pinot Bianco, Sauvignon, Riesling Italico, Bianco, Cabernet-Sauvignon, Barbera, Merlot; nessuna DOCG e 6 IGT: Pignoletto, Pinot, Lambrusco, Cabernet, Barbera, Bianco. Sui Colli di Imola sono presenti 8 DOC: Bianco, Chardonnay, Pignoletto, Trebbiano, Barbera, Cabernet-Sauvignon, Rosso, Sangiovese; numerose IGT, le più importanti sono Rubicone e Sillaro, una DOCG per l’Albana di Romagna e due Doc per Sangiovese e Trebbiano di Romagna.

Tutte le aziende hanno un mercato provinciale, il 70% raggiunge una dimensione regionale, con una predilezione per le province di Bologna e Modena, percentuale che scende al 45% per il mercato nazionale, in prevalenza nord Italia, Toscana e province di Milano e Roma, ma sale al 55% per il mercato internazionale con 9 paesi di destinazione privilegiati: Canada, Usa, Cina, Giappone, Svizzera, Austria, nord Europa, Paesi Scandinavi. La modalità di commercializzazione vede la vendita diretta fare la parte del leone con il 62,4% delle vendite, segue la ristorazione con il 24%, la vendita in negozi specializzati al 10,4% e la grande distribuzione al 3,2%.

Tra i canali commerciali viene privilegiata la pubblicità su carta stampata, scelta dal 60% delle aziende, seguono radio e tv con il 25% a parimerito con gli invii postali e il Direct Marketing al 10%. L’80% delle aziende ha preso parte a fiere locali, come Alimentarti, il 60% ha scelto eventi nazionali, come Vinitaly e Merano Wine Festival, solo il 30% si è recato all’estero ad aventi come Propine e Vinexpo.

“Il quadro che emerge dalla nostra rilevazione – dichiara il Segretario di Confartigianato Bologna Agostino Benassi – è quello di un settore in crescita che è stato capace di accaparrarsi quote consistenti di mercato anche all’estero. Va detto però che le dimensioni spesso ridotte delle aziende rendono necessari sostegni per la commercializzazione ed anche per l’ammodernamento degli impianti e dei comparti gestionali e tecnici. Il settore vitivinicolo è da sempre uno dei fiori all’occhiello della produzione agroalimentare della provincia di Bologna e può contribuire a risollevare le sorti di un settore che in tutta la regione continua a ridursi e marginalizzarsi. Sulla base di queste convinzioni Confartigianato Bologna ha creato il nuovo portale www.vitievini.it, portale di servizio dove le aziende possono trovare tutte le informazioni utili alla gestione degli adempimenti necessari alla corretta conduzione della propria attività.

Inoltre stiamo lavorando per creare nuovi eventi, come quello che si è appena concluso a Villa Nasicae, che posano fungere da vetrina per le produzioni vitivinicole della provincia.

Ci tengo a sottolineare – afferma Benassi con particolare enfasi – che tutti i campioni assaggiati dalla Commissione, sono stati giudicati tutti di grande qualità, con conseguente difficoltà dei singoli membri a stilare una graduatoria: ciò significa che il livello qualitativo del nostro vino è in crescita e che il nostro territorio ha potenzialità competitive ancora inespresse.