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10 dicembre 2007

FPA, i fondi pensione aperti assicurativi

I fondi pensione aperti sono una forma pensionistica complementare istituita direttamente da società di gestione del risparmio, banche, società di intermediazione mobiliare e compagnie di assicurazione, e rappresentano una delle possibilità previste dalla riforma della previdenza integrativa per l’investimento del proprio Tfr (per il lavoratore dipendente) o di una propria parte di risparmi dedicati alla futura pensione (per il lavoratore autonomo). Spesso l’informazione disponibile su questi argomenti pecca di un eccessivo tecnicismo, per questo cerchiamo di illustrare ai nostri associati, con parole chiare, come si articola questa forma di previdenza integrativa.

Quali i vantaggi dei fondi aperti?
I fondi pensione aperti offrono soluzioni finanziarie diversificate, garantiscono cioè la possibilità di scegliere tra cinque o sei linee di investimento, venendo incontro alle diverse esigenze e alla propensione al rischio di ogni lavoratore, autonomo o dipendente che sia. Tra i fondi negoziali (quelli cioè di categoria), invece, solo un terzo (circa dieci su quaranta) diversifica la propria offerta, la maggioranza propone solo il monocomparto o un bi-comparto. Inoltre i fondi aperti forniscono in genere un’attenta consulenza finanziaria, che aiuta l’investitore a orientarsi nella scelta del comparto più idoneo sia nella prima fase dell’adesione sia nel corso dell’attività lavorativa e contributiva. La trasparenza è un’altra caratteristica che distingue i fondi aperti, tenuti sempre a fornire all’iscritto informazioni immediate sull’andamento del portafoglio (nel nostro caso il servizio è accessibile direttamente dal sito) e offrendo tutte le informazioni necessarie per valutare le condizioni del proprio investimento.

E’ vero che sono più onerosi?
Che siano più onerosi è tutto da dimostrare. Dovremmo confrontare il Ter (Total Expense Ratio) dei fondi pensione aperti e dei fondi negoziali, ma purtroppo questi ultimi fino a oggi non si sono mai pronunciati chiaramente sui costi. La Covip (commissione di vigilanza sui fondi pensione), invece, chiede di produrre un dettagliato esercizio finanziario nel quale i gestori dei fondi aperti indicano esattamente quali sono i costi per un iscritto. Le assicurazioni con cui Confartigianato si è convenzionata, ad esempio, garantiscono costi sotto l’1%, omnicomprensivi, a prescindere dalla durata della gestione, compresi anche il servizio di consulenza e di assistenza.

Quali sono le voci di costo?
I costi di partecipazione a un fondo pensione aperto sono riconducibili a poche voci: in alcuni casi (non nel nostro) esiste una commissione di ingresso, vi sono inoltre una commissione annua fissa amministrativa, eventuali commissioni di conversione del comparto e una commissione di gestione annua che varia a seconda della linea di investimento prescelta.

Si può uscire dal fondo?
Se un investitore si ritiene poco soddisfatto dell’andamento del fondo e decide di “migrare” affidandosi a un altro gestore, può uscire dal fondo, nel corso del rapporto, chiedendo il trasferimento della propria posizione previdenziale ad altra forma di previdenza complementare. In genere la spesa oscilla tra i 20 e i 30 euro.

Come si valutano i rendimenti?
I fondi pensione aperti hanno il vantaggio della trasparenza e le società di gestione hanno l’obbligo di pubblicare quotidianamente il valore di quota dei fondi. I rendimenti dipendono dal piano di investimento prescelto e dal tempo trascorso dall’ingresso nel fondo. E’ tuttavia da considerare che i dati riportati nelle tabelle di riviste e quotidiani si riferiscono a una performance finanziaria dell’intero fondo, calcolata in un lasso di tempo prestabilito, che serve a confrontare l’offerta dei portafogli finanziari ma non corrisponde ai risultati che conseguono i singoli iscritti. Ad esempio un dipendente, per calcolare correttamente la rendita del proprio portafoglio, deve fare riferimento al proprio piano di accumulo in quanto l’iscritto versa un ammontare nel fondo tutti i mesi, quindi calcolare le performance è molto più difficile. La previdenza è un versamento ripetuto fatto ogni mese per 20-30 anni: se io verso 100 euro tutti i mesi per quattro anni, non è come se io versassi 5000 euro il primo giorno e attendessi il risultato alla fine. Per questa ragione è molto importante che il fondo pensione a cui si aderisce fornisca un chiaro servizio di rendicontazione della propria posizione accessibile in ogni momento.

Come sono tassati?
I fondi aperti sono sottoposti a un regime fiscale particolare, per il quale i rendimenti sono tassati, ma ad un’aliquota agevolata rispetto ad altre forme di risparmio, e l’aliquota è all’11%.

Ci sono dei rischi?
Tra i lavoratori autonomi e i dipendenti a volte prevale il timore di affidare i propri risparmi o la propria liquidazione a situazioni “poco sicure”. E’ bene precisare che dal punto di vista della sicurezza, fondi negoziali e fondi pensione aperti offrono uguali garanzie. Inoltre esiste una normativa Covip che regola la struttura di governo dei fondi pensione aperti. Chi recepisce tale normativa gestisce il patrimonio del fondo mantenendolo separato dal resto del proprio patrimonio e da quello degli altri fondi gestiti e destinandolo esclusivamente al perseguimento dello scopo previdenziale.

Si possono riscattare i contributi?
A determinate condizioni è previsto il riscatto dei contributi versati, prima del raggiungimento dell’età pensionabile. Il riscatto totale, quindi il 100% della posizione maturata, è richiedibile in caso di premorienza (dagli eredi ovvero dai beneficiari designati); in caso di stato di invalidità permanente che comporti la riduzione della capacità di lavoro a meno di un terzo; in caso di Cessazione dell’attività lavorativa con conseguente inoccupazione superiore a 48 mesi. Il ricatto parziale, quindi il 50% della posizione individuale maturata, è richiedibile in caso di cessazione dell’attività di lavoro con conseguente inoccupazione per un periodo di tempo compreso fra 12 e 48 mesi; in caso di procedure di mobilità; in caso di Cassa Integrazione Guadagni ordinaria e straordinaria. In tutti i casi la quota riscattata è tassata con un’aliquota fissa che varia tra un max del 15% e un minimo del 9%.

Il dipendente puo’ chiedere anticipazioni?
Anche in questo caso le prestazioni sono disciplinate da precise regole di fruizione. Le anticipazioni per spese sanitarie sono richiedibili in qualsiasi momento, fino al 75% dell’importo maturato, con aliquota fiscale fissa max 15% e minimo 9%. Le anticipazioni per Acquisto della prima casa di abitazione per sé o per i figli, così come quelle per ristrutturazione, sono richiedibili dopo 8 anni di iscrizione, fino al 75% dell’importo maturato, con aliquota fiscale fissa del 23%.

Azionari, obbligazionari, bilanciati o monetari?
E’ bene considerare alcuni fattori prima di scegliere la linea di investimento. I comparti a prevalente contenuto azionario, caratterizzati da un grado di rischio alto sono adatti a coloro che investono con un orizzonte temporale lungo (oltre 15 anni). Le linee bilanciate tra una componente obbligazionaria e una azionaria, caratterizzate da un grado di rischio medio-alto, sono ancora adatte a coloro che investono con un orizzonte temporale di lungo periodo (oltre 10 anni). A prevalente contenuto obbligazionario (con una quota non superiore al 25% di azioni) sono quei comparti caratterizzati da un grado di rischio medio e da un orizzonte temporale medio-lungo (oltre 5 anni), con garanzia di restituzione del capitale versato. Vi sono poi fondi monetari, con garanzia di restituzione del capitale, la cui linea è caratterizzata da un grado di rischio basso e da un orizzonte temporale breve (fino a 5 anni).

Come scegliere la società di gestione?
Gli elementi fondamentali sono l’esperienza nell’attività di gestione degli investimenti in generale, in particolare dei fondi pensione, la serietà dell’azienda, la diversificazione dei prodotti, la convenienza economica.

Per eventuali informazioni tel agli uffici di Federfidi Bologna e chiedere di Franco Vernelli o di Luciano Moda ai nr. 051/4172311-051/6388670, oppure rivolgersi presso l’Ufficio di zona della Confartigianato Bologna.

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