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7 febbraio 2007

Fondi Pensione, è l’ora delle scelte

L’avvio della riforma previdenziale integrativa, o complementare, costringe i lavoratori del settore privato ad anticipare le scelte circa la destinazione da dare al proprio TFR esprimendo, entro il 30 giugno prossimo, o l’eventuale adesione ai fondi pensione o la decisione di mantenere il proprio TFR in azienda, o meglio, per le aziende con oltre 50 dipendenti verrà conferito, ad un fondo apposito dell’Inps. I lavoratori appartenenti ad una stessa categoria o dipendenti di una medesima impresa possono aderire collettivamente ad una forma pensionistica complementare: fondo chiuso di categoria, se già operante, oppure fondi pensione aperti di una banca o di una società assicurativa. In questo caso c’è anche la possibilità che il datore di lavoro versi una quota integrativa di sua spettanza, di pari percentuale ad un’altra a carico del lavoratore, se previsto dai contratti integrativi. Viene inoltre confermata la possibilità per il lavoratore di scegliere liberamente e volontariamente se aderire a forme pensionistiche complementari individuali o collettive: tale libertà è rafforzata rispetto al passato dalla rimozione del vincolo che subordinava l’iscrizione a fondi aperti alla mancata costituzione del fondo negoziale di categoria cui il lavoratore appartiene. In base a questo principio è stata confermata inoltre la “libera portabilità” da un fondo ad una altro della posizione individuale maturata, purché siano maturati almeno due anni di versamenti nel precedente strumento integrativo adottato dal lavoratore.
 
Alcuni dati per i dipendenti:
In generale chi ha fino ai 40 anni d’età (poco più o poco meno) andrà in pensione con un assegno dell’Inps che dovrebbe attestarsi fra un 50% e un 60% dell’ultimo stipendio percepito. Con il versamento per circa 30 anni della quota Tfr maturanda in una forma di previdenza integrativa (individuale o collettiva che sia) ci si dovrebbe attestare ad una integrazione che va dal 15% al 20% circa del proprio ultimo stipendio. La riscossione delle somme versate può avvenire solo o al raggiungimento dell’età pensionabile (anzianità o vecchiaia che sia) o nel caso di anticipazioni (fino al 75% del maturato) per spese mediche per se stessi, per il coniuge e per i figli, o per acquisto prima casa o ristrutturazione dell’immobile adibito a prima casa per sé e per i figli a carico, solo dopo almeno 8 anni o dopo aver cessato l’attività lavorativa seguita da un periodo di inoccupazione superiore a 48 mesi. La liquidazione delle somme versate e maturate avviene quasi esclusivamente come rendita periodica, difatti l’erogazione sotto forma di capitale può avvenire non integralmente, ma solo sino alla metà del montante finale accumulato negli anni.
 
Alcuni dati per le aziende:
A fronte del trasferimento del TFR maturando ai fondi pensione integrativi o all’Inps, il datore di lavoro ha diritto a misure compensative del maggior costo che verrà sostenuto. Per le micro e piccole aziende (quelle che hanno meno di 50 dipendenti) è stata abolita la norma che prevedeva l’iscrizione ad un fondo di garanzia pubblico, a titolo di garanzia, per l’accesso al credito bancario. È stata introdotta una misura che prevede la deduzione dal reddito d’impresa di una quota pari al 6% dell’ammontare del Tfr annualmente destinato a forme pensionistiche complementari al Fondo per l’Erogazione dei Tfr ai lavoratori dipendenti del settore privato. Vi è inoltre la possibilità di non versare più il contributo al Fondo di Garanzia e al Fondo per l’erogazione del Tfr ai dipendenti privati nella stessa percentuale di Tfr maturando conferito alle forme pensionistiche complementari. Infine dal 1/1/2008 vi sarà l’esonero dal versamento dei contributi sociali dovuti per maternità, assegni familiari e disoccupazione, sempre in funzione della percentuale di Tfr maturando conferito al fondo previdenziale complementare.
 
Il nostro servizio di consulenza:
Stiamo attivando un servizio di informazione per le aziende associate che ne faranno richiesta e per i loro dipendenti. Inoltre le nostre Agenzie Assicurative stanno attivando, con le principali compagnie assicurative italiane ed estere, convenzioni e proposte riguardanti la previdenza complementare.
 
Per informazioni:
Coordinatore del Servizio Assicurativo, Luciano Moda, Tel. 051/4172331, l.moda@confartiginatobologna.it 
Le nostre Agenzie Assicurative:
Assigest srl e Assigest Due Torri srl, presso i locali della sede Provinciale Confartigianato (Referente Franco Ferraro);
Federassicurazioni srl, presso gli Uffici Confartigianato nel territorio di Pieve di Cento, San Giovanni in Persiceto, San Pietro in Casale e Castello d’Argile (Referente Edgardo Venturi).

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