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21 ottobre 2002

Finanziaria: le proposte di riforma di Confartigianato

“La Legge Finanziaria è poco decisa sul versante riformista e non abbastanza incisiva nelle azioni per sostenere e rilanciare la crescita economica, in particolare del Mezzogiorno. Va quindi corretta per renderla efficace e più coerente con gli obiettivi del rigore e dello sviluppo”. E’ il giudizio espresso dai rappresentanti di Confartigianato e le principali associazioni di categoria nel corso dell’Audizione tenutasi in ottobre presso le Commissioni Bilancio riunite della Camera e del Senato. La delegazione di Confartigianato era composta dal Direttore dell’Area ‘Economia d’Impresa’ Bruno Gobbi e dal responsabile del Settore Tributario Andrea Trevisani. Confartigianato chiede il rispetto degli obiettivi del Patto per l’Italia, con riforme coraggiose e radicali nel mercato del lavoro, nella previdenza, nel fisco, nel federalismo, e misure per sostenere la competitività del Paese. Queste, in breve, le considerazioni avanzate:

CRI
SI FIAT

– Per fronteggiare la crisi della Fiat e di altri settori (tessile, telecomunicazioni), gli artigiani hanno sollecitato misure per sostenere la riconversione e l’innovazione produttiva delle piccole imprese dell’indotto e del contoterzismo, insieme ad interventi di sostegno al reddito dei lavoratori delle piccole imprese (che non godono di tutele o di ammortizzatori sociali pubblici).

MEZZOGIORNO
– I rappresentanti degli artigiani hanno chiesto modifiche al Fondo unico per le aree sottoutilizzate e ai Fondi rotativi per le imprese.

FISCO
– Per favorire un maggior gettito fiscale e contrastare il fenomeno del sommerso, hanno sollecitato l’immediata abolizione del divieto di cumulo tra reddito e pensione per i lavoratori autonomi. Mentre, per avviare una perequazione del prelievo fiscale a parità di reddito, viene chiesta la riduzione dello scarto tra le deduzioni per il lavoro dipendente e quelle per il lavoro indipendente.

OCCUPAZIONE
– Confartigianato ha chiesto inoltre la conferma del sistema di incentivi per la promozione ed il sostegno all’occupazione, dando priorità alle aree economicamente depresse ed eliminando o almeno riducendo i vincoli soggettivi all’utilizzo. Chiedono inoltre che vengano recuperate le agevolazioni per l’avvio di attività indipendenti (artigianato e commercio) con la conferma delle agevolazioni previste sino al 2001 che consistono nello sgravio nella misura del 50% dei contributi previdenziali per il primo triennio di attività.
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