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9 Maggio 2011

Etica e Impresa. L’impresa è Etica.

"Il Senso dell’orchidea … un’immagine bellissima e pura…
La vita non è un giardino di orchidee, ma noi possiamo diventare dei giardinieri delle relazioni, dei rapporti, del lavoro fatto bene, del senso etico e del divertimento perché la vita è fatta di passioni… Quale migliore passione può nascere, se non quella di fare qualcosa per iniziare a trasformare il “ deserto” in cui viviamo, in un giardino fiorito? E’ vero, probabilmente non saremo noi a godere del giardino che vogliamo iniziare a coltivare, sarà qualcun altro, i nostri figli o nipoti, ma che importa, avremo lasciato un segno, piccolo ma concreto, tangibile, da continuare a coltivare…"

Queste sono solo alcune delle parole dette da Salvatore Vella, Pubblico Ministero Antimafia della Procura di Sciacca, durante l’evento “Etica e Impresa. L’impresa è Etica”, sesto incontro della stagione Pre-Congressuale di Confartigianato Bologna tenutosi Sabato 7 Maggio.

Un evento d’obbligo per un’associazione che sta cambiando e che vuol cambiare assieme ai suoi Associati.

“Sta cambiando il modo di fare impresa e di conseguenza il modo di fare associazione. Se noi non ci confrontiamo su ciò che vuol dire etica, molto probabilmente non stiamo costruendo il nostro futuro. Dobbiamo riscoprire il valore di essere associazione, è questo che contraddistingue la nuova Confartigianato!”. Questo il concetto da veicolare, questo il messaggio d’apertura del Segretario Stefano Serini, che ha colto l’occasione per salutare i tantissimi Associati intervenuti e ha presentato gli ospiti della giornata. “Condivisione è la parola chiave e avere una Carta di Valori  è necessaria per capire il motivo per cui stiamo insieme, il nostro intento.  In questo incontro presentiamo il nostro nuovo progetto, arrivando entro quest’anno, a costruire una Carta dei Valori valida sia per i dipendenti che per gli Associati, con l’ìntento di fare impresa recuperando soggettività.

Ma come si fa per costruire un’impresa etica? A questa domanda ha risposto Monsignor Stefano Ottani, studioso di Teologia Morale e Vicario Giudiziale del Tribunale Ecclesiastico Diocesano. Il suo intervento ha preso spunto dall’enciclica “Caritas in Veritate” di Papa Benedetto XVI del 2009 incentrata sui temi dell’economia etica, del bisogno da soddisfare e del profitto. Quando si parla di Economia Etica per Monsignor Ottani, non bisogna però limitarsi parlando solo di valori, ma è dobbiamo essere capaci di trasformarli in virtù,  non avendo quindi solo dei principi teorici ma riuscire ad applicarli nella vita di tutti i giorni.

“Parliamo di bisogni da soddisfare, il problema che sorge non dev’essere quello di vendere al prezzo adeguato, ma capire quali sono i beni di cui realmente necessitiamo; creare quindi un’economia che soddisfa bisogni “buoni” e non “cattivi”, perché questa non è un’economia, ma un’associazione a delinquere. Solo se il sistema economico sarà etico ci sarà un futuro per l’umanità, se no prima o poi si autodistruggerà. Non esistono aziende no-profit, perché nessuna azienda sopravvive senza profitto; il profitto non è lucro, non è autoarrichirsi, ma è ciò che fa bene all’uomo, questo è il vero guadagno. Cosa ci guadagniamo se creiamo profitto facendo male alla gente, che guadagno è?”

Dopo l’intervento di Monsignor Ottani ha preso parola il Pubblico Ministero Salvatore Vella, che è stato scelto come relatore, proprio per la particolare professione svolta, ma anche perché è un esempio per tutti noi, di come si possa fare dell’etica un principio di vita, anche se ciò comporta grandi sacrifici.

“La nostra vita è fatta di scelte, ogni giorno impariamo quello che bisogna fare e decidiamo quello che siamo e che saremo. La nostra vita è frutto di scelte. Ho scelto di fare questa professione quando a 17 anni mi sono accorto di quello che succedeva intorno a me…
Non riuscivo a capire perché il lavoro dei magistrati venisse crocifisso sui giornali, questi magistrati si chiamavano Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
Mi ricordo di quando il magistrato Rocco Chinnici fu ucciso dalla mafia da una bomba sotto casa, proprio lui fu il primo ad andare a parlare nelle scuole, il primo che capì l’importanza di raccontare cosa fanno i magistrati. Questo insieme di cose mi portò a fare la scelta di diventare magistrato, vincendo il concorso di magistratura senza avere dubbi dove lavorare: cioè in Sicilia, la mia Terra!

Secondo il Magistrato l’etica non ha che fare solo con i valori e il rispetto delle regole, ma ha a che fare soprattutto con la bellezza, con la pienezza dell’esistenza. L’etica ci deve far star bene, ma bene in modo pieno. "L’etica nasce dall’amore, dalla giustizia, dalla voglia di essere uomini liberi, liberi anche di sbagliare. Per parlare di etica bisogna quindi credere nella speranza e nel futuro, come diceva Sant’Agostino, la speranza che è figlia del Coraggio e della Rabbia. Coraggio vuol dire agire con il cuore ed è proprio con il cuore e la rabbia che si può avere speranza. Solo così contribuiremo al vero cambiamento."