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26 Agosto 2002

Dal 2003 energia libera per 1 milione di imprese.

Dal 1° gennaio 2003 sarà abbassata a 50.000 kwh di consumo annuo la soglia per essere considerati clienti idonei, cioè per poter accedere al mercato libero dell’energia elettrica. Dal gennaio 2004 la soglia di consumo scomparirà definitivamente per tutti i clienti non domestici.
La novità è contenuta nel Disegno di legge di riforma del mercato dell’energia, approvato dal Consiglio dei Ministri. Tutto questo si tradurrà in un notevole risparmio per le aziende interessate: la misura farà risparmiare a ciascuna impresa almeno 500 euro l’anno. Confartigianato Federimpresa giudica positivamente la novità: “E’ un provvedimento di portata storica con il quale il Governo ha recepito le nostre sollecitazioni. – dice la Confartigianato – Ma non basta per completare la liberalizzazione del mercato elettrico occorre avere più coraggio nell’aprire l’offerta all’effettiva concorrenza e nell’evitare discriminazioni di qualsiasi tipo tra piccoli e grandi cons
umatori”.
Confartigianato non condivide, ad esempio, che nel testo approvato dal Governo, non vi sia più alcun cenno all’obbligo per l’ex monopolista elettrico di cedere ulteriore capacità produttiva, oltre ai 15.000 MW delle 3 GENCO, e non sia fissato più alcun tetto individuale antitrust ai produttori-distributori. Nè convincono le disposizioni relative ai contratti bilaterali per l’assegnazione delle bande di import di elettricità dall’estero, in deroga al sistema delle offerte, che sembrano introdurre palesi discriminazioni tra i clienti nel mercato libero, in quanto esonerano solo i grossi clienti energivori dall’obbligo di autorizzazione dell’Autorità per l’energia. “Non comprendiamo perché mentre si vuole eliminare con grande zelo e tempestività l’onere per i produttori del rimborso della rendita idroelettrica (addirittura con retroattività a partire dal 1° gennaio 2002), non si utilizzi un criterio analogo per gli stranded costs, che invece spariranno solo a partire dal 2004, costringend
o quindi i consumatori, almeno per 1 anno ancora, a pagare con la propria bolletta gli oneri generali del sistema energetico, il cui livello è insopportabile. E questo mentre ancora permangono palesi iniquità nelle accise sull’energia elettrica (imposte e addizionali enti locali) tra i grossi consumatori (esentati) e i piccoli consumatori (che pagano l’imposta piena). Sono problemi questi che nel testo di DdL licenziato oggi non trovano alcun cenno di risoluzione”.