torna alle news
19 Dicembre 2009

Contratto di apprendistato a tempo indeterminato

Il Ministero del Lavoro, rispondendo ad un quesito posto dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del lavoro, ha sottolineato che il contratto di apprendistato è fin dall’inizio un contratto di lavoro a tempo indeterminato, caratterizzato da un periodo iniziale di formazione oltre che di attività lavorativa.
Pertanto il datore di lavoro può recedere dal contratto per giusta causa o giustificato motivo anche prima della scadenza del termine per il compimento della formazione, senza incorrere negli obblighi risarcitori che caratterizzano il recesso prima del termine previsto per il contratto a tempo determinato
Ed infatti il contratto di apprendistato è caratterizzato, da sempre, dalla coesistenza di una funzione formativa, che il datore di lavoro si impegna ad assolvere affinché l’apprendista possa conseguire la prevista qualifica contrattuale, e di un rapporto sinallagmatico in base al quale a fronte della prestazione lavorativa il datore è tenuto ad erogare la dovuta retribuzione.

Già con la sentenza n. 169 del 22 novembre 1973 la Corte Costituzionale aveva dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 10 della legge 15 luglio 1966, n. 604, recante norme sui licenziamenti individuali, nella parte in cui esclude gli apprendisti dall’applicabilità nei loro confronti degli artt. l, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8 e 11, 12, 13 della medesima legge, nel corso del rapporto di apprendistato. In tal modo la stessa Corte Costituzionale, con la richiamata sentenza sancisce che “tale dichiarazione di illegittimità va limitata, peraltro, al solo licenziamento adottato nel corso del rapporto di apprendistato, giacché, una volta che questo si sia esaurito, il datore di lavoro resta libero di assumere o meno l’ex apprendista e di stringere con lui un normale rapporto di lavoro o di dare disdetta a mente dell’art. 2118 del codice civile: il che è assicurato dall’art. 19 della legge 19 gennaio 1955, n. 25”. Durante il periodo di apprendistato, quindi, il datore di lavoro non può procedere al licenziamento dell’apprendista se non per giusta causa o giustificato motivo. 

Lo scadere del periodo di apprendistato costituisce, invece, di per sé motivo di recesso da parte del datore di lavoro in quanto si considera assolto il suo obbligo formativo. In tal senso l’articolo 49 del D.lgs. n. 276/2003, in materia di apprendistato professionalizzante, dispone che il datore di lavoro non può recedere dal contratto di apprendistato in assenza di una giusta causa o di un giustificato motivo e che il datore di lavoro può recedere dal rapporto al termine del periodo di apprendistato ai sensi di quanto disposto dall’articolo 2118 del codice civile. Il datore di lavoro può, pertanto, liberamente recedere dal contratto al termine di detto periodo, comunicando formalmente il licenziamento e dando regolare preavviso. Qualora il datore di lavoro non si avvalga della possibilità di recedere dal contratto di lavoro, questo prosegue a tempo indeterminato, con l’attribuzione della qualifica conseguita. 

Non costituisce invece giustificato motivo di licenziamento, durante il periodo di apprendistato, l’eventuale mancato superamento della prova d’arte, dovendo il periodo di formazione giungere alla sua naturale scadenza, salvo che il datore di lavoro ritenga di attribuire anticipatamente la qualifica contrattuale.

Per ulteriori informazioni:

Pasquale Del Buono
p.delbuono@confartigianatobologna.it

Tutte le informazioni a proposito di Lavoro
 

Vai a Lavoro e Gestione del Personale