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2 Ottobre 2009

Compensazione dei crediti IVA

 L’articolo 10 del decreto legge D.L. 78 del 1° luglio 2009, convertito in legge n. 102 del 3 agosto u.s., introduce alcune rilevanti modifiche nel sistema delle compensazioni dei crediti fiscali, in particolare del credito IVA, al fine contrastare gli abusi nell’utilizzo dei crediti fiscali (comma 1, lettera a) e, conseguentemente, incrementare il limite delle compensazioni fiscali (comma 1, lettera b).
La stesura definitiva del decreto legge ha sostanzialmente ricalcato la formulazione originaria del decreto.

In termini generali, per effetto delle nuove disposizioni:
• la compensazione del credito IVA annuale o trimestrale per importi superiori a € 10.000 annui, può essere effettuata a partire dal giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione (annuale) o dell’istanza (trimestrale). Conseguentemente è prevista la possibilità di presentare la dichiarazione IVA annuale in forma autonoma. A tal fine i soggetti che presentano la dichiarazione annuale entro il mese di febbraio sono esonerati dalla presentazione della Comunicazione dati IVA;
• il contribuente che intende utilizzare in compensazione il credito IVA, in misura superiore a € 15.000 annui (l’importo originario era di € 10.000), deve disporre di una dichiarazione IVA "certificata" circa la sussistenza di detto credito. A tal fine, alla dichiarazione deve essere apposto il visto di conformità da parte di un soggetto abilitato;
• il contribuente che intende compensare il credito IVA, annuale o trimestrale, in misura superiore a € 10.000 annui, sarà tenuto ad utilizzare esclusivamente i servizi telematici che verranno messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. A tal fine la stessa Agenzia dovrà emanare un apposito Provvedimento attuativo.
• è innalzato a euro 700.000 (in precedenza stabilito in euro 516.456, 89) il limite per le compensazioni, con decorrenza 1° gennaio 2010.

Si esaminano ora, nel dettaglio, le singole disposizioni.

Compensazione del credito annuale o infrannuale IVA

Con una modifica all’articolo 17, comma 1, del decreto legislativo n. 241 del 9 luglio 1997, l’articolo 10, comma 1, lettera a), n. 1, introduce la facoltà, relativamente al credito annuale o infrannuale IVA superiore a 10.000 euro annui, di effettuare la compensazione a partire dal giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione o dell’istanza da cui il credito emerge.
Per consentire ciò, è nuovamente prevista la possibilità di presentare la dichiarazione IVA annuale in forma autonoma: l’articolo 10, comma 1, lettera a), n. 2, punto 2.1, introduce una deroga all’obbligo di presentazione della dichiarazione unificata annuale consentendo, unicamente ai contribuenti che intendono utilizzare in compensazione o chiedere a rimborso il credito IVA risultante dalla dichiarazione annuale, di presentare tale dichiarazione in via autonoma.
La disposizione consente quindi al contribuente di anticipare, rispetto alla scadenza ordinaria del modello UNICO, l’invio della dichiarazione e, di conseguenza, di anticipare l’utilizzo del credito in compensazione.
Al fine di semplificare gli adempimenti a carico dei contribuenti, qualora la dichiarazione IVA in via autonoma sia presentata entro il mese di febbraio, è introdotto un esonero dalla presentazione della comunicazione dati IVA (ai sensi dell’articolo 10, comma 1, lettera a, n. 2, punto 2.4).
Il contribuente, titolare di partita IVA, che intende effettuare la compensazione del credito annuale o infrannuale IVA per importi superiori a euro 10.000 annui, è tenuto ad utilizzare esclusivamente i servizi telematici che saranno messi a disposizione dell’Agenzia delle entrate (come previsto dall’articolo 10, comma 1, lettera a, n. 6).
A tal fine l’Agenzia dovrà emanare un apposito provvedimento entro il 4 ottobre p.v. (cioè entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione).
Nel caso in cui il contribuente intenda utilizzare in compensazione un credito IVA per importi superiori a 15.000 euro annui, è richiesto l’obbligo dell’apposizione, sulle dichiarazioni da cui emerge il credito, del visto di conformità rilasciato da un soggetto abilitato, ai sensi dell’articolo 35, comma 1, lettera a), decreto legislativo n. 241/97 (responsabile dell’assistenza fiscale dei CAF, dottore e ragioniere commercialista, consulente del lavoro e soggetti iscritti alla data del 30 settembre 1993 nei ruoli di periti ed esperti tenuti dalle camere di commercio, industria ed artigianato in possesso del diploma di laurea in giurisprudenza o in economia e commercio o del diploma di ragioneria).
In alternativa al visto di conformità, per le società ed enti, la dichiarazione IVA deve essere sottoscritta oltre che dal rappresentante legale anche da coloro che sottoscrivono la relazione di revisione, ove prevista (articolo 10, comma 1, lettera a, n. 7).
Rispetto alla formulazione originaria del decreto legge, non è più previsto che il visto di conformità può essere apposto unicamente dai professionisti di cui all’articolo 3, comma 3, lettera a), del D.P.R. n. 322/1998 (soggetti iscritti negli albi dei dottori commercialisti, dei ragionieri e periti commerciali e dei consulenti del lavoro) ed è stato innalzato, da 10.000 a 15.000 euro, il limite oltre il quale è necessaria la certificazione della dichiarazione.

Altre modifiche normative

L’articolo 10 introduce altre modifiche di minore rilevanza, aventi la finalità di armonizzare la normativa.
In particolare:
• le modalità e i termini per l’esecuzione dei rimborsi IVA annuali e infrannuali, saranno definite con apposito provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate. Per il momento (e fino all’emanazione di tale provvedimento), rimangono comunque in vigore ed applicabili le modalità e i termini già in uso (articolo 10, comma 1, lett. a), n. 3, punto 3.1; n.4);
• con una modifica al comma 6 dell’articolo 38-bis del D.P.R. n. 633/72, è previsto che se dopo la compensazione (oltre che dopo il rimborso), viene notificato avviso di rettifica o accertamento, il contribuente deve versare le somme indebitamente compensate (o rimborsate), con gli interessi (salvo garanzia fino a quando l’accertamento è divenuto definitivo) (articolo 10, comma 1, lett. a, n. 3, punto 3.2);
• in caso di fallimento o liquidazione coatta amministrativa, la dichiarazione relativa alle operazioni registrate nella parte dell’anno solare anteriore alla dichiarazione di fallimento o liquidazione, è presentata solo in via telematica ed entro 4 mesi dalla nomina di curatori o commissari liquidatori (articolo 10, comma 1, lett. a, n. 2, punto 2.2);
• viene arrotondato a euro 25.000 (anziché euro 25.822,84), il limite del volume di affari al quale o al di sotto del quale vi è l’esonero dall’obbligo di presentare la comunicazione dati IVA (articolo 10, comma 1, lett. a, n. 2, punto 2.3).

Nuovo limite annuo delle compensazioni

L’articolo 10, comma 1, lettera b) prevede che con apposito decreto ministeriale il limite massimo dei crediti d’imposta e dei contributi compensabili o rimborsabili nell’anno solare, attualmente fissato ad un miliardo di lire, potrà essere innalzato fino ad euro 700.000 a decorrere dal 1° ottobre 2010.

Decorrenza delle nuove disposizioni

Poiché il decreto legge non ha previsto uno specifico termine di decorrenza delle disposizioni, queste risultano ancorate alla data di entrata in vigore del decreto stesso, cioè il 1° luglio 2009.
Tuttavia, l’Agenzia delle entrate, con comunicato stampa del 2 luglio 2009, ha precisato che le nuove regole sulle compensazioni avranno effetto dal 1° gennaio 2010, al fine di evitare disparità di trattamento con i contribuenti che hanno già compensato e per la necessità di introdurre le relative applicazioni informatiche.

 Per informazioni:
Marco Scorzoni 
m.scorzoni@confartigianatobologna.it

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