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14 Ottobre 2009

Chiarimenti lavoro occasionale accessorio

Dato il significativo interesse mostrato dalle aziende associate, riprendiamo il tema del lavoro occasionale accessorio cercando di evidenziarne gli aspetti salienti.
 
Questo tipo di rapporto di lavoro trova applicazione per prestazioni rese nei seguenti ambiti lavorativi:

  • imprese del settore agricolo (per tutte le attività di carattere stagionale, e non stagionali nel caso in cui siano svolte a favore dei produttori aventi un volume di affari non superiore a 7.000 €); 
     
  • imprese familiari nei settori commercio, turismo e servizi (per le attività specifiche normalmente esercitate nel campo del commercio, del turismo e dei servizi, l’impresa familiare potrà utilizzare qualsiasi tipologia di prestatori, con buoni lavoro ai quali si applica la contribuzione ordinaria del lavoro subordinato. In questo caso la prestazione di lavoro occasionale deve essere svolta da soggetti estranei all’imprenditore e all’impresa familiare stessa. In tutti i casi di utilizzo di prestazioni di lavoro occasionale l’impresa familiare dovrà rispettare il limite economico dei 10.000 € per anno fiscale);
     
  • settore domestico: i "lavori domestici di tipo occasionale accessorio" riguardano quelle prestazioni svolte esclusivamente in maniera occasionale, discontinua e saltuaria per far fronte ad esigenze familiari relative alla cura della famiglia e della casa che non presentano il carattere dell’abitualità. In questa fattispecie si inseriscono il babysittering così come il dogsittering;
     
  • lavori di giardinaggio, pulizia e manutenzione di edifici, strade, parchi e monumenti; 
     
  • manifestazioni sportive, culturali, fieristiche o caritatevoli e di lavori di emergenza o di solidarietà (svolti anche a favore di committenti pubblici); 
     
  • consegna porta a porta e vendita ambulante di stampa quotidiana e periodica; 
     
  • insegnamento privato e supplementare; 
     
  • in qualsiasi altro settore produttivo, ma limitatamente a queste tipologie di prestatori: giovani con meno di 25 anni di età, regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso l’università o un istituto scolastico di ogni ordine e grado e compatibilmente con gli impegni scolastici nonchè il sabato e la domenica, in tutti i periodi dell’anno, e durante i periodi di vacanza; pensionati e, in via sperimentale, fino al 31/12/2009, anche i lavoratori in cassa integrazione, in mobilità, in disoccupazione ordinaria o in trattamento speciale di disoccupazione edile, possono cumulare il compenso per il lavoro accessorio con il trattamento integrativo corrisposto.

I cittadini stranieri, presenti regolarmente sul territorio nazionale, possono accedere al lavoro occasionale accessorio.

Inoltre, anche le casalinghe possono svolgere attività agricole di carattere stagionale: per individuarle l’INPS ha specificato che esse sono coloro che svolgono, in via normale, lavori non retribuiti in ambito familiare. Ai fini della prestazione nello specifico settore, le stesse non debbono aver prestato lavoro subordinato in agricoltura sia nell’anno in corso che in quello precedente.

Si precisa infine che i prestatori possono svolgere attività di lavoro occasionale in generale fino ad un limite economico di 5.000 € netti (6.660,00 € lordi) per singolo committente nell’anno solare nel caso di percettori di prestazioni integrative o di sostegno al reddito, fino ad un limite economico di 3.000 € netti complessivi per anno solare e non per singolo committente.