torna alle news
2 maggio 2005

Botta e risposta su: il contratto di vendita

Sono una produttrice di borse per donna.
Ho venduto una collezione a un mio cliente giapponese che doveva ricevere la merce entro la fine di marzo, in tempo per esporla ad un evento di moda che aveva organizzato a Tokyo. Purtroppo i miei fornitori non mi hanno consegnato i pellami alla data concordata e io ho spedito il 30 marzo.
Ora il mio cliente mi chiede un risarcimento danni per mancata esposizione all’evento fashion e mancato guadagno. Ne ha il diritto?

In fase di trattativa commerciale, presentate un contratto di vendita o condizioni generali di vendita che prevedono la clausola della penale in caso di ritardi di consegna?

No, non sapevo della penale. Normalmente nel testo offerta inserisco le stesse condizioni applicate ai clienti italiani: prezzo, quantità, resa merce, data di consegna. E’ sufficiente?

Sarebbe meglio prevedere anche come comportarsi nel caso una delle due parti venga meno agli accordi. Questo, oltre a trasmettere un’immagine trasparente e positiva dell’azienda, permette di conoscere prima gli eventuali costi. Consigliamo quindi la redazione o di un testo di condizioni generali di vendita o di un contratto, tenendo conto che occorre differenziarli a seconda del paese della controparte.

Io comunque metto sempre nelle offerte che il foro competente è quello italiano (Bologna), perciò se mi chiederanno una grossa somma andrò dal mio avvocato. 

Purtroppo in molti paesi le sentenze emesse in Italia non vengono riconosciute, pertanto non è sempre opportuno inserire come Foro competente quello del proprio paese. Senza contare che bisogna anche verificare qual è la legge applicabile.

Servizio realizzato in collaborazione con L&B Export Consulting S.n.C.