Archivi del giorno: 18 Maggio 2020

LA RISPOSTA di DANIELE RAVAGLIA ALLA LETTERA DEL SEGRETARIO CREMONESI

 

“Caro Cremonesi,
Ho trovato la sua lettera molto garbata ed a tratti spiritosa, nonostante tatti di argomenti estremamente seri.
Per questo motivo credo sia opportuna una puntualizzazione ovviamente senza alcuna pretesa di rappresentare il mondo bancario ma esclusivamente l’azienda che rappresento: Emil Banca.
Il primo elemento che vorrei sfatare è che la responsabilità della lentezza nell’erogare i finanziamenti tanto attesi dalle piccole imprese, che sono peraltro i nostri clienti di riferimento, sia la nostra.
Le varie comunicazioni pubbliche hanno creato negli imprenditori l’aspettativa che bastasse fare domanda per ottenere i famosi 25.000 euro che, in questo preciso momento, sono come l’acqua per un disperso nel deserto. Ma ovviamente non è così, seppure la proceduta è semplificata e, almeno per quanto ci riguarda, non chiediamo alcun documento in più rispetto a quelli previsti dal decreto, abbiamo il dovere di verificare la reale possibilità di rimborso del prestito. Questo lo dobbiamo fare a tutela del cliente ed anche nostro, in quanto abbiamo anche responsabilità penali nel caso di erogazioni irregolari (responsabilità che, nonostante ripetute richieste, il governo non ha azzerato per questo genere di operazioni).
Ma lo facciamo anche nell’interesse del cliente, il quale deve sapere che non si tratta di soldi a fondo perduto e che la garanzia statale tutela la Banca non lui. Se infatti non paga se la dovrà poi vedere con gli esattori di stato.
Vorrei anche precisare che le condizioni sono decisamente più basse delle ordinarie e comunque entro un tetto massimo stabilito dal Governo.
Certo, in altri paesi funziona in modo diverso, ma questa non è certo una responsabilità delle Banche, che da noi, sono state chiamate a sopperire
ad evidenti difficoltà pubbliche (basti pensare agli anticipi sulla Cassa Integrazione che noi stiamo erogando con regolarità ai nostri clienti).
Mi permetto poi di sottolineare con forza la grandissima disponibilità dimostrato dal personale Bancario, che nessuno ha ringraziato, ma che ha operato in condizioni di grande difficoltà, come tanti altri, a contatto con clientela non sempre consapevole della situazione.
E’ vero che anche noi stiamo ricevendo i clienti solo su appuntamento, ma abbiamo sempre assicurato il servizio e il nostro personale è sempre disponibile a dare consigli ai clienti su come affrontare questa difficile situazione. E questo lo facciamo non semplicemente raccogliendo le richieste di finanziamento in modo passivo, ma cerchiamo di indirizzare il cliente verso soluzioni a lui più congeniali, ad esempio rispetto alla durata del rimborso.
In questi due mesi abbiamo concesso moratorie su quasi 8.000 mutui per un importo debitorio di quasi 800 milioni ed abbiamo istruito 2.000 richieste di finanziamento. Per fare questo abbiamo chiesto ampia disponibilità al personale e creato team di lavoro dedicati; la Banca è con convinzione e determinazione a fianco dei clienti in un rapporto consolidato da tempo che ritengo si fonda sulla reciproca fiducia.
Vogliamo quindi lavorare fianco a fianco anche con le Associazioni di categoria, sapendo che anche voi avete i nostri stessi obiettivi.
Sappiamo bene infatti che da questa situazione ne usciremo solo insieme e noi intendiamo fare la nostra parte”.

Daniele Ravaglia  –  Direttore Generale Emil Banca

CONFARTIGIANATO: LETTERA ALLE BANCHE del SEGRETARIO CREMONESI

“Cara banca ti scrivo così mi distraggo un po’ (si fa per dire) e siccome sei molto lontana più forte ti scriverò… l’anno vecchio è finito ma qualcosa ancora non va, si esce poco la sera…

Ma la televisione ci spiega che nessuno sarà lasciato solo, che si potranno chiedere finanziamenti a tassi molto bassi e che tutti o quasi,potranno accedervi.
E così speranzosi, molti si sono accostati ai 160 provvedimenti e altrettante circolari, ordinanze, delibere, protocolli.

Abbiamo poi sentito parlare di bazooka di liquidità per finanziamenti e crediti (europei, nazionali, regionali) e del mitico contributo di 25.000 euro alle piccole imprese. Un prestito che in altri paesi è riconosciuto in pochi giorni ed erogato direttamente sul conto corrente, ma che da noi richiede una folta e variegata documentazione: bilanci coi relativi verbali, dettaglio dei conti, Durc, Durf, DM10, debiti tributari, affidamenti bancari, carte del mutuo o del leasing…
Certo comprendiamo le difficoltà di tutti, anche le vostre. Eppure molti cittadini/artigiani di fronte alla moratoria delle rate di mutuo e la sospensione degli accordi di risoluzione di affidamento (una sorta di atto dovuto) hanno trovato sportelli chiusi, operatori telefonicamente irraggiungibili, modulistiche estemporanee.

Alcuni istituti, inoltre, non hanno pubblicato nel loro sito neppure l’account di posta elettronica ordinaria della filiale.
Dopo settimane di attesa vengono richiesti ulteriori moduli diversi per ogni banca (dati contabili e di fatturato infra annuale mese su mese 2020/2019) difficili da reperire data la quasi totale chiusura degli uffici.

Senza contare che per i finanziamenti superiori ai 25.000 euro garantiti “solo” al 90%” viene richiesta una istruttoria aggiuntiva, che è veloce per aziende in “buona salute” ma eterna per quelle in difficoltà.
Da ultimo molto variabile e indeterminata la consistenza degli interessi che spesso si avvicina agli oneri applicati in condizioni ordinarie.

Non abbiamo chiaro se sia un problema di decretazione frettolosa o mal comunicata, di burocrazia o di inefficienza. E non ci interessa puntare il dito contro qualcuno. Più semplicemente vorremmo essere aiutati a mantenere in vita le nostre aziende. E se anziché bazooka che sparano liquidità a parole ci fossero risorse concrete e immediate, ci accontenteremmo delle meno ambiziose fionde.

Cara banca, attraversiamo un tempo difficile e sappiamo bene che in tante situazioni i nostri associati hanno trovato una disponibilità non comune in tanti vostri operatori.
Eppure ci piacerebbe che queste non fossero eccezioni ma norma e la richiesta di finanziamenti non fosse una corsa ad ostacoli.

In particolare dalle banche locali, che maggiormente conoscono il territorio e il tessuto produttivo che tante piccole realtà artigianali e commerciali contribuiscono ogni giorno a sostenere, ci aspetteremmo una vicinanza, una visione di futuro e un contributo per capire insieme se le misure nazionali, molto spesso più comunicate che realizzate, sono sufficienti per ripartire e se ci sono altre iniziative concrete per affiancare i piccoli e medi imprenditori.

Il presidente Conte ha chiesto alle banche un atto d’amore verso i cittadini, noi più prosaicamente chiediamo non solo affetto ma il riconoscimento di un interesse economico e sociale reciproco per provare a ricominciare insieme
E chissà cara banca se, come cantava l’indimenticato L. Dalla “potremo togliere i sacchi dalle finestre e ci sarà da mangiare e luce tutto l’anno” almeno di quel che resta”

Giuseppe Cremonesi
Segretario Confartigianato Bologna