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7 gennaio 2002

2001: Anno del Cambiamento Le sfide che rilanciano la capacità di rappresentanza

Il 2001 è stato l’anno del cambiamento: basti pensare al provvedimento che introduce le Srl artigiane e rappresenta una sorta di ‘rivoluzione copernicana’ poiché abbatte anacronistiche barriere normative e consente all’artigianato di affermare la sua dignità d’impresa. La riforma dello Statuto confederale ha costituito la scelta conseguente per assecondare le nuove esigenze delle piccole imprese in rapporto ai mutamenti del sistema socio-economico. Il 2001 è stato anche l’anno di preparazione all’avvento dell’Euro, un traguardo fondamentale per i Paesi europei, e Confartigianato si è impegnata per accompagnare le piccole imprese nel percorso di adeguamento alla Moneta unica e per facilitarne l’impatto in questi giorni. In questi dodici mesi abbiamo dunque accettato di raccogliere numerose sfide, di sperimentare novità, di mettere in gioco capacità propositiva e di confronto con il Governo e con le altre par
ti sociali. Credo si possa trarre un bilancio positivo dei risultati raggiunti. Ad iniziare dalle norme del ‘Collegato Mercati’, che contengono la Srl artigiana, per arrivare alla cosiddetta ‘manovra dei 100 giorni’ e alla Legge Finanziaria che recepiscono molte delle nostre sollecitazioni. Anche se rimangono numerosi i fronti sui quali occorre continuare ad impegnarsi per creare un ambiente davvero favorevole allo sviluppo della piccola impresa. Le deleghe presentate in questi giorni dal Governo per avviare le riforme nel mercato del lavoro, nel fisco, nella previdenza rappresentano una poderosa opera di cambiamento per costruire la quale Confartigianato ha fornito un fattivo contributo di proposte. Molte nostre battaglie, come ad esempio quella per iniziare un percorso di federalismo contrattuale, hanno trovato ampio spazio nei progetti presentati dall’Esecutivo. Soprattutto nella seconda metà dell’anno, la consultazione con il Governo ed i rapporti con il Parlamento – sia nelle sedi istituzionali che nell
e occasioni informali – sono stati serrati. Non abbiamo mai fatto mancare la nostra capacità di critica e di denuncia. Altrettanta energia abbiamo dedicato ad aggregare su obiettivi comuni le forze imprenditoriali interessate a realizzare le riforme strutturali necessarie per la competitività del Paese. Ciò senza peraltro mai abdicare alla difesa della nostra identità e alla tutela degli interessi delle nostre aziende. Ripongo molte aspettative nel percorso avviato in questi mesi e nel quale il Sistema Confartigianato dovrà continuare ad impegnarsi. In particolare, considero utile ed innovativo il metodo di confronto adottato dal Governo con cui si inaugura una stagione di dialogo che rilancia il protagonismo delle parti sociali. E’ una novità che abbiamo accettato: si sta ai tavoli di confronto se si ha qualcosa da dire e su cui spendere le capacità negoziali, se si è in grado di costruire soluzioni condivise e se si è dis
ponibili ad assumersi responsabilità, anche e soprattutto nel cambiamento. E’ una sfida che finalmente introduce anche nel mondo della rappresentanza un po’ di sana competizione, sottraendo spazio a chi continua a pensare di poter campare di rendita. Nel 2002 ci attendono molte altre sfide, non meno impegnative: mi riferisco, ad esempio, alla riforma federalista che dovrà vederci attenti protagonisti affinché possa rappresentare realmente un’opportunità di valorizzazione dei territori, di governo delle economie locali, di sviluppo delle piccole imprese. In questo, come in altri futuri impegni, sarà ancora una volta indispensabile ‘fare sistema’, condividere metodi e finalità per far ‘pesare’ di più e meglio la nostra identità, i nostri valori, le potenzialità e le attese di crescita degli imprenditori che rappresentiamo.