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18 dicembre 2006

UE: strumenti di difesa commerciale

Peter Mandelson: “In un’economia mondiale in continua evoluzione, dobbiamo essere sicuri che i nostri strumenti per la difesa commerciale e il loro utilizzo siano compatibili con le nuove realtà della globalizzazione”

L’esecutivo europeo ha adottato oggi un Libro verde che avvia una riflessione e una consultazione pubblica sull’applicazione degli strumenti di difesa commerciale dell’Unione europea, in un’economia mondiale in continuo cambiamento. Questo processo costituisce parte della nuova strategia della Commissione per la competitività europea. La presentazione del Libro verde sarà seguita da una consultazione delle parti interessate che andrà avanti fino al 31 marzo 2007. Dopo questo dibattito pubblico, Bruxelles comunicherà i risultati e, se necessario, proporrà ulteriori iniziative.

“Agire contro le pratiche commerciali sleali è un elemento politico ed economico essenziale per la difesa del libero commercio, il mantenimento della competitività europea e il lavoro dei cittadini”, ha dichiarato il commissario per il commercio Peter Mandelson. “In un’economia mondiale in continua evoluzione, dobbiamo essere sicuri che i nostri strumenti per la difesa commerciale e il loro utilizzo siano compatibili con le nuove realtà della globalizzazione”.

L’Unione europea, come la maggior parte delle economie importatrici applica un sistema di strumenti di difesa commerciale o una serie di misure antidumping, antisovvenzioni e di salvaguardia per difendere i produttori europei dal commercio sleale e da cambiamenti radicali nei flussi di scambio. Il Libro verde della Commissione non chiama in causa il valore fondamentale degli strumenti attualmente disponibili, ma invita a una riflessione pubblica su un loro migliore impiego al fine di tutelare il lavoro e la crescita in un contesto caratterizzato dal continuo cambiamento dell’economia mondiale. Negli ultimi dieci anni l’economia europea e quella mondiale hanno affrontato cambiamenti strutturali di vasta portata. Oggi molte aziende europee producono beni al di fuori dell’Unione per poi importarli, mentre altre hanno delocalizzato alcune fasi del processo di produzione o utilizzano un sistema di forniture che si estende al di là del mercato europeo. Questi cambiamenti mettono in discussione le concezioni tradizionali di produzione e di interessi economici dell’Ue. Un processo di riflessione può aiutare ad assicurare che gli strumenti di difesa commerciale dell’Ue siano pienamente in linea con i mutamenti dell’economia mondiale e servano gli interessi economici generali dell’Ue.

Alcuni dei temi chiave sollevati dal Libro verde includono:

  • La credibilità degli strumenti di difesa commerciale si basa sulla percezione che essi siano utilizzati nell’interesse economico generale dell’Ue. La consultazione chiede se questi strumenti che proteggono i produttori ed i lavoratori in Europa debbano anche tenere in considerazione la realtà di coloro che hanno delocalizzato la produzione e che importano nell’Ue e se ci sia bisogno di una mofica delle modalità attraverso le quali gli interessi dei consumatori sono tenuti in considerazione. 
  • Nell’ambito delle regole dell’OMC, l’Europa possiede un margine di manovra per definire i dettagli del proprio sistema di difesa commerciale. La consultazione chiede se i criteri di apertura delle inchieste volte a determinare l’esistenza di dumping e il tipo e livello dei dazi imposti debbano essere rivisti. 
  • Un’effettiva trasparenza è un requisito essenziale per la credibilità degli strumenti di difesa commerciale. Le regole comunitarie rappresentano un equilibrio tra la necessaria apertura nella conduzione delle inchieste e il bisogno di rispettare la confidenzialità dell’informazione commerciale. La consultazione chiede se la trasparenza del processo di difesa commerciale possa essere migliorata. 
  • La consultazione chiede se sussistono particolari ostacoli alla partecipazione delle piccole e medie imprese alle inchieste di difesa commerciale e, in caso di risposta affermativa, come questi problemi potrebbero essere affrontati.

Per informazioni:

Ilaria Bellini
i.bellini@confartigianatobologna.it

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