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6 maggio 2008

Testo Unico sulla Sicurezza dei lavoratori

Testo Unico sulla Sicurezza dei lavoratori – D.Lgs 81 del 9/04/2008
La storica normativa "626" va in pensione.

Pubblicato sul Supplemento ordinario n. 109/L alla Gazzetta ufficiale del 30 aprile 2008 n. 101 il decreto legislativo 9 aprile 2008 n. 81, recante il nuovo testo unico sulla sicurezza dei lavoratori. Estenderà il campo di applicazione della normativa sulla sicurezza dei lavoratori, rafforzando il ruolo delle rappresentanze dei medesimi e semplificando alcuni obblighi formali. Inasprirà fortemente il sistema sanzionatorio. Si traduce così la risposta delle istituzioni alle così dette "morti bianche" sul lavoro che negli ultimi tempi, hanno assunto livelli allarmanti e alle quali la stampa e i media hanno dato ampia risonanza.

Vediamo le principali novità introdotte dal T.U.:

  • Estensione gli obblighi in materia di sicurezza sul lavoro anche ai lavoratori autonomi ed alle nuove fattispecie di lavoratori come collaboratori coordinati e continuativi (anche a progetto) e componenti dell’impresa familiare ai sensi dell’art. 230-bis c.c.
  • Ruoli e figure aziendali:La nuova normativa, poi, ridisegna i compiti ed i ruoli dei protagonisti della sicurezza sul lavoro stabilendo in maniera precisa quali obblighi siano delegabili e quali, invece no (art. 17 e seguenti del T.U.). Sempre su questo tema, particolarmente interessante si rivela l’art. 16 che, riprendendo le indicazioni della giurisprudenza in materia di delega, definisce gli elementi in presenza dei quali è valida la delega di funzioni in materia di sicurezza.
  • La formazione e l’informazione sono elementi che pervadono tutta la normativa: viene ribadito che dovrà essere preventiva precisando, altresì, che solo i lavoratori che abbiano ricevuto adeguate istruzioni e addestramento potranno essere adibiti allo svolgimento di mansioni che comportino particolari rischi (art. 18 T.U.).
  • Sistemi di qualificazione: tra le tante novità da segnalare v’è pure l’introduzione di un sistema di certificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi sulla tutela della sicurezza sul lavoro. Il possesso di questa "certificazione" costituirà il presupposto necessario per partecipare ad appalti e subappalti pubblici, nonché per ottenere agevolazioni, finanziamenti e contributi pubblici.
  • Responsabilità amministrativa ulteriore importante novità è l’estensione della responsabilità amministrativa degli enti ex D.lgs 231/01 alle ipotesi di omicidio e lesioni colpose connesse alla violazione della normativa di sicurezza e igiene sul lavoro. Tale estensione, per la verità, non è una novità del Testo Unico appena approvato. La predetta responsabilità amministrativa, infatti, era già stata prevista dalla legge 123 del 2007. L’art. 30 del Testo Unico, tuttavia, completa la normativa citata, introducendo una serie di principi che, se adottati ed efficacemente attuati nel modello di organizzazione e gestione ex D.Lgs 231/01, avranno efficacia esimente della responsabilità amministrativa della società. Com’è noto, il D.Lgs 231/2001 ha introdotto nel nostro ordinamento il principio della responsabilità amministrativa delle società per i reati commessi, a loro vantaggio o interesse, da persone che rivestono funzioni rappresentanza, di amministrazione o di direzione dell’ente o di una sua unità organizzativa o se il reato è stato commesso da persone soggette alla loro direzione o vigilanza. Le sanzioni applicabili alle società per gli illeciti amministrativi dipendenti dal reato sono pecuniarie, interdittive, la confisca e la pubblicazione della sentenza. Particolarmente temibili sono le sanzioni interdittive: esse infatti possono arrivare a condizionare anche la stessa esistenza dell’ente (ad es. interdizione dall’esercizio dell’attività di impresa). La società, tuttavia, può essere esonerata dalla predetta responsabilità qualora sia in grado di provare l’adozione e l’efficace attuazione di misure di organizzazione, gestione e controllo idonee a prevenire la commissione di illeciti della specie di quello verificatosi. L’adozione del modello è facoltativa. La sua mancata predisposizione, infatti, non è sanzionata. Esso, tuttavia, è condizione necessaria per ottenere l’esenzione della responsabilità sopra descritta.

Gli uffici Confartigianato sono a disposizione per ogni chiarimento necessario

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