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25 giugno 2007

Revisione degli Studi di Settore

Il 9 luglio per le imprese soggette a studi di settore sarà la prima data utile per effettuare il versamento delle imposte a seguito della proroga concessa grazie al lavoro delle Associazioni di Categoria. L’attuale legislatore ha varato modifiche sostanziali sul tema, azzerando la regola del “2 su 3”, introducendo gli indicatori di normalità economica, modificando la natura presuntiva dei risultati e revisionando al rialzo molti studi di settore.

Alla redazione del protocollo d’intesa del 14/12/2006 è emersa la volontà del Governo di intervenire sugli studi di settore al fine di evitare la costruzione di una congruità fittizia. L’azione di Confartigianato, in quella sede, era finalizzata a ottenere tutte le garanzie necessarie per dare possibilità ai contribuenti di dimostrare di non essere evasori. E’ stata inoltre contestata la volontà unilaterale di partire dal 2006 in via anticipata con gli indicatori di normalità economica perché avrebbe avuto una pesante valenza retroattiva e non avrebbe potuto avere la “compliance” delle Associazioni di categoria.

Dopo l’emanazione del decreto ministeriale di approvazione degli indici di normalità economica, la Confederazione ne ha verificato l’efficacia su un campione significativo di imprese associate. Dall’analisi è emerso che le distorsioni più significative avvengono relativamente all’indice “valore aggiunto per addetto”, inoltre i risultati sono penalizzati dalla carenza di selettività generata dalla mancanza del riferimento al cluster. Queste osservazioni sono state condivise dall’Amministrazione finanziaria nella recente circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 31/E del 22 maggio 2007 che afferma che “in sede di accertamento gli Uffici dovranno valutare con estrema attenzione la posizione del contribuente”. Un positivo passo in avanti, non in grado però di garantire l’equità e la selettività richiamate nel Protocollo.

Pertanto il 30 maggio è stato individuato il seguente percorso, di concerto con l’Agenzia: selezionare casi concreti in cui i nuovi indici di normalità economica forniscono risultati abnormi; individuare gli elementi per meglio definire i contribuenti “marginali”; valorizzare la possibilità per le Associazioni di categoria di riconoscere la presenza di una o più condizioni di marginalità attraverso il meccanismo dell’ Asseverazione/Attestazione; operare per il miglioramento del contraddittorio. I contenuti di questo accordo sono sicuramente apprezzabili, e importante è il fatto che siano stati parzialmente recepiti dalla circolare C.M. 12.06.2007, n.38/E. E’ evidente che ciò non può essere giudicato sufficiente.

Per tali ragioni, Confartigianato ha richiesto una presa di posizione ufficiale su: assicurazione che questi indici non verranno applicati nell’accertamento; l’individuazione di criteri oggettivi per identificare la marginalità; una visibile e forte azione di informazione tesa a migliorare il contraddittorio tra funzionari dell’Agenzia delle Entrate e le Associazioni di categoria. Al momento di pubblicazione del presente, sta prendendo corpo la convinzione che dopo il voto del Senato del 26 giugno, il Governo avvierà il tavolo con le categorie per rendere più flessibile l’applicazione degli Studi di settore. La soluzione più accreditata è quella di non considerare ai fini delle dichiarazioni 2007 gli indicatori di normalità economica, lo scostamento da questi ultimi non dovrebbe condurre ad accertamenti automatici.

Per informazioni:

fiscale@confartigianatobologna.it

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