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10 novembre 2009

Responsabilità lavoro appalto e subappalto

Salvo diverse previsioni dei contratti collettivi nazionali di lavoro stipulati da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative, in caso di appalto di opere o di servizi il committente imprenditore o datore di lavoro è obbligato in solido con l’appaltatore, nonché con ciascuno degli eventuali ulteriori subappaltatori, entro il limite di due anni dalla cessazione dell’appalto, a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi e i contributi previdenziali dovuti (art. 29, comma 2, D.Lgs. n. 276/2003; INAIL nota 10 giugno 2005).
 

Tali disposizioni, tuttavia, fermo restando quanto previsto in tema di sanzioni dagli articoli 18 e 19, D.Lgs. n. 276/2003, non trovano applicazione qualora il committente sia una persona fisica che non esercita attività di impresa o professionale (art. 1, comma 2, D.Lgs. n. 276/2003). Inoltre, il regime di solidarietà previsto dall’art. 29, comma 2, del D.Lgs. n. 276/2003 non è applicabile alle pubbliche amministrazioni e al loro personale. Infatti, l’unica forma di solidarietà che sussiste tra un committente pubblico ed un appaltatore privato è quella contemplata dall’art. 1676 cod. civ., circoscritta al solo trattamento economico dovuto dall’appaltatore ai propri dipendenti, con esclusione, quindi, degli adempimenti previdenziali (ML interpello n. 35/2009).
Nel caso in cui il committente si sostituisca alla società appaltatrice inadempiente e paghi la somma dovuta in relazione ad un rapporto di lavoro, il committente stesso è anche responsabile solidale dal punto di vista fiscale (Ag. Entr. ris. n. 481/E/2008).
 

Per favorire la piena occupazione e garantire l’invarianza del trattamento economico dei lavoratori impiegati in imprese che svolgono attività di servizi in appalto, l’acquisizione del personale già impiegato nel medesimo appalto, a seguito del subentro di un nuovo appaltatore, non comporta l’applicazione delle disposizioni in materia di licenziamenti collettivi di cui all’art. 24 della legge n. 223/1991 nei confronti dei lavoratori riassunti dall’azienda subentrante a parità di condizioni economiche e normative previste dai contratti collettivi nazionali di settore stipulati dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative (art. 7, comma 4-bis, D.L. n. 248/2007).
Inoltre, l’art. 35, comma 28 del D.L. n. 223/2006 prevede che in caso di subappalto l’appaltatore risponde in solido con il subappaltatore della effettuazione e del versamento delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e del versamento dei contributi previdenziali e dei contributi assicurativi obbligatori per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali dei dipendenti a cui è tenuto il subappaltatore.
L’articolo 3, comma 8, del D.L. n. 97/2008 ha abrogato i commi da 29 a 34 dell’articolo 35 del D.L. n. 223/2006, nonché il relativo regolamento di cui al D.M. 25 febbraio 2008, n. 74. 
 

Si tratta delle norme che, tra l’altro, definivano la documentazione che l’appaltatore, che conferiva in subappalto servizi od opere, era tenuto ad acquisire per evitare la responsabilità solidale con il subappaltatore per il pagamento di ritenute fiscali e contributi.
Il D.L. n. 97/2008 lascia inalterata la disciplina dell’art. 29 del D.Lgs. n. 276/2003 (v. sopra) in base al quale in caso di appalto di opere o di servizi il committente imprenditore o datore di lavoro è obbligato in solido con l’appaltatore, nonché con ciascuno degli eventuali ulteriori subappaltatori entro il limite di due anni dalla cessazione dell’appalto, a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi e i contributi previdenziali dovuti.
Pertanto, solo tra appaltatore e subappaltatore sussiste la solidarietà piena che riguarda anche le ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente, le ritenute previdenziali ed i premi INAIL; mentre tra committente e appaltatore, nonché con ciascun eventuale subappaltatore la responsabilità solidale riguarda gli aspetti retributivi e contributivi, ma non quelli fiscali.

Per ulteriori informazioni:

Pasquale Del Buono
p.delbuono@confartigianatobologna.it

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