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2 ottobre 2005

Radiazioni ottiche: modificata la direttiva

“Abbiamo ottenuto un primo, importante risultato: è stato sconfitto il ‘partito’ dell’assurda burocrazia europea che pretende di imporre standards normativi incompatibili con la realtà imprenditoriale”. Questo il commento del Presidente Nazionale di Confartigianato Giorgio Guerrini sull’esito della votazione del Parlamento europeo che a Strasburgo ha modificato il progetto di Direttiva sulle radiazioni ottiche, rinviando agli Stati membri la decisione di includere o meno, nella legislazione nazionale, gli obblighi degli imprenditori in materia di valutazione e prevenzione dei rischi da esposizione al sole dei dipendenti che svolgono l’attività lavorativa all’aperto (quindi cantieri edili, attività di agricoltura e di pesca).

I Parlamentari europei hanno compreso le sollecitazioni di Confartigianato e di altre Organizzazioni di Pmi europee. Ora, però – aggiunge Guerrini – ci auguriamo che anche il Consiglio europeo accetti all’unanimità l’emendamento approvato oggi dal Parlamento Ue. Tuttavia, una volta che la Direttiva verrà emanata, la nostra battaglia continuerà anche in sede nazionale. Ci batteremo affinché la Direttiva sia recepita all’insegna del buon senso e non vengano imposti agli imprenditori inutili e costosi adempimenti. La tutela della sicurezza sul lavoro è sacrosanta. Ma non accetteremo la riproposizione di stravaganti eccessi burocratici”.

In pratica – denuncia Confartigianato – Bruxelles vorrebbe imporre a tutti gli imprenditori europei con lavorazioni caratterizzate da forti esposizioni all`aperto (soprattutto cantieri e coltivazioni agricole, ma anche le attività di pesca) l’obbligo di informare i propri dipendenti sulle condizioni meteorologiche previste e, in funzione di esse, di dotarli di attrezzature adeguate.

Insomma, se la Direttiva venisse approvata senza le modifiche approvate dal Parlamento Ue, i piccoli costruttori dovranno trasformarsi in una sorta di stazione meteorologica e di esperti dermatologi. A seconda del tempo previsto ogni giorno, infatti, dovranno valutare – senza peraltro alcun valore di riferimento – i rischi da esposizione al sole ai quali i lavoratori sarebbero esposti e suggerire loro di indossare maglie, cappelli, occhiali e, magari, di spalmarsi un po’ di crema solare. Oltre a questi nuovi obblighi, in base alla Direttiva gli imprenditori potrebbero essere ritenuti responsabili dai loro dipendenti di patologie legate all’esposizione solare senza però che sia possibile determinare l’origine esclusivamente professionale di tali malattie.

Per questo, il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini ha sollecitato i Parlamentari europei a modificare il progetto di Direttiva nel senso di rinviare agli Stati membri la decisione di includere o meno, nella legislazione nazionale, gli obblighi in materia di valutazione e prevenzione dei rischi solari. “Non fosse altro – sottolinea Guerrini – per le profonde differenze di latitudine dei Paesi europei. L’esposizione solare in Irlanda non è uguale a quella della Grecia”.