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30 settembre 2011

Presentato a Roma il Manifesto delle Imprese

Gli imprenditori del paese, attraverso i propri rappresentanti (Confindustria, Abi, Ania, Alleanza delle cooperative e Rete Imprese Italia) hanno presentato oggi, a Roma nella sede di Rete Imprese Italia, il manifesto contenente le proposte, rivolte al Governo, per incentivare la crescita e risanare i conti dello Stato.

I punti principali del manifesto ruotano intorno a: spesa pubblica e riforma delle pensioni, riforma fiscale, cessioni del patrimonio pubblico, liberalizzazioni e semplificazioni, infrastrutture ed energia. Per quanto riguarda il primo punto, le associazioni imprenditoriali sottolineano come sia importante rivedere la spesa pubblica in modo tale da individuare risorse per lo sviluppo e per la riforma fiscale. Per il sistema pensionistico, è stato proposto di innalzare a 65 anni l’età pensionabile per le donne già dal 2012 e l’impossibilità di andare in pensione, salvo penalità, prima dei 62 anni. È importante inoltre ridurre le tasse per imprese e lavoratori, in particolare è necessario ridurre l’Irpef sui redditi più bassi e contemporaneamente aumentare le deduzioni per il cuneo fiscale Irap. Semplificazioni, liberalizzazioni, lotta all’evasione, ma soprattutto scelte concrete e profonde sono le altre richieste che le imprese rivolgono al Governo, con l’obiettivo di imprimere una svolta e un cambiamento ritenuto ormai da tutti non rimandabile.

Riportiamo qui di seguito le parole del Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini.

"Questo progetto […] è la prosecuzione di un impegno di proposta concreta e responsabile, che ha visto il suo primo passaggio nel documento presentato il 4 agosto dalle stesse sigle – unitamente, allora, ai sindacati – e che ha contribuito ad innescare il processo di accelerazione degli interventi da compiere in contrasto alla crisi.

Abbiamo tutti vissuto un’estate difficile, sia nelle nostre imprese, sia nella nostra attività di rappresentanza e sappiamo come le difficoltà perdurino nonostante la recente manovra, che si va ad aggiungere ad una serie di interventi senz’altro necessari a “chiudere le falle”, ma che le rincorrono senza riuscire a consolidare lo scafo: il rischio è che si tratti di interventi che non riescono ad evitare il collasso generale.
Per questo, nonostante il nostro impegno quotidiano ai “tavoli” attivati dal Governo per il cd. “Piano sviluppo”, abbiamo ritenuto, assieme alle altre rappresentanze […], di fare un passo in più, di selezionare le priorità e realizzare quindi un “progetto” in senso proprio, realizzabile, sostenibile, condiviso e soprattutto utile a sciogliere quei nodi che ci tengono ancora sostanzialmente fermi.

Abbiamo indicato cinque questioni, che non sono nate con la crisi, ma la crisi ha acuito e reso ostacoli pressoché insormontabili alla ripresa della crescita e dello sviluppo: la spesa pubblica, la riforma fiscale, le cessioni del patrimonio pubblico, le liberalizzazioni e le semplificazioni, le infrastrutture e l’energia.

Si tratta di cinque capitoli che, come dicevo, sono presenti da anni nel novero delle questioni critiche del “fare impresa” in Italia: la differenza, ora, è la necessità di risolverle in fretta e risolverle tutte assieme, per poter dare una vera scossa positiva alla nostra economia e invertire quella tendenza continua alla stasi – se non al declino – che non rende merito alla vitalità imprenditoriale del tessuto economico del nostro Paese.

Offriamo quindi al Governo, alle Istituzioni ed ai decisori pubblici nazionali, regionali e locali, ai colleghi imprenditori, ai lavoratori ed alla società italiana la nostra esperienza “sul campo”, nella coscienza responsabile della necessità di una vera e concreta coesione nazionale – come anche auspicato dal Presidente della Repubblica – che superi i singoli interessi dei singoli comparti: una coesione che ci consenta tutti assieme di fare un passo indietro per farne presto, sempre assieme, molti avanti."

Il Presidente

Giorgio Guerrini

 

La versione integrale del documento è consultabile al seguente link