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1 gennaio 1970

Paura e realtà dell’apertura all’estero: quali servizi per le piccole imprese bolognesi?”

Giovedì 25 settembre si è svolto a Bologna un importante convegno sull’accesso ai mercati esteri organizzato dalla Confartigianato Federimprese di Bologna in collaborazione con il Dipartimento di Statistica Aziendale dell’Università di Bologna, la Camera di Commercio di Bologna, lo “Sprint” (Sportello Internazionalizzazione Imprese) della Regione Emilia Romagna e CARISBO.


Il convegno, dal significativo titolo “Paura e realtà dell’apertura all’estero: quali servizi per le piccole imprese bolognesi?”, si è svolto nella suggestiva cornice dell’Aula Absidale S.Lucia.


Furio Camillo, Professore di Statistica Aziendale dell’Università di Bologna, e Francesco Maiorano, responsabile tecnico della società di ricerche Hi-Know, hanno presentato i risultati conclusivi di un’approfondita indagine sul grado di internazionalizzazione delle imprese bolognesi, realizzata negli ultimi quattro mesi coinvolgendo un campione di oltre 300 piccole e medie imprese.


A discutere i risultati della ricerca sono intervenuti esperti di prestigio come Alberto Clò, Professore di Economia Industriale dell’Università di Bologna e Giorgio Tassinari, Professore di Statistica Aziendale e Direttore del Dipartimento di Scienze Satistiche dell’Università di Bologna.


A rendere ancora più concreto il tema del dibattito hanno testimoniato la loro esperienza i titolari delle imprese Bmg Service Srl, Cogem Srl ed Elettronica Alfaoerre Srl, che vivono in prima persona la realtà dell’esportazione.


Silvano Bertini, Responsabile Servizio Sviluppo Economico della Regione Emilia-Romagna, Giada Grandi Responsabile Promozione Economica della Camera di Commercio di Bologna, Paolo Lelli Direttore Generale di Carisbo, Nicola Carrea, consulente per il commercio con l’estero, hanno contribuito a trattare l’argomento da punti di vista ulteriormente diversificati.


Dalla ricerca è emerso che il 19% delle aziende intervistate sono esportatrici e il 17% lo sono solo a livello potenziale, mentre il rimanente 64% non esportano.


Molte aziende che già esportano si stanno impegnando a fondo per consolidare la loro presenza sui mercati esteri, specializzando e differenziando i loro prodotti, al fine di tutelarsi dalle crisi del mercato interno.


Le aziende che non esportano hanno dichiarato di temere lo sforzo organizzativo necessario per adeguare la propria struttura aziendale all’inserimento sui mercati esteri e di sentirsi disorientate di fronte alla difficoltà nel reperire le informazioni necessarie per muovere il primo passo verso la nuova attività di export, senza tralasciare il problema, ormai costantemente citato, relativo al reperimento dei capitali necessari.


Il Segretario Provinciale di Confartigianato Federimprese Agostino Benassi, che con il suo intervento di saluto aprirà i
lavori del convegno, ha colto la provocazione spiegando che: “La nostra Associazione ha promosso questa iniziativa con il preciso obiettivo di approfondire la conoscenza dei bisogni reali delle imprese che si affacciano sui mercati esteri. I risultati della ricerca e le ulteriori sollecitazioni che stanno emergendo dal convegno costituiranno per noi la base oggettiva sulla quale costruire nuove attività di supporto allo sviluppo delle imprese in ambito internazionale.”