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13 novembre 2006

Novità fiscali dal Decreto Bersani

Presentiamo alcuni dei principali cambiamente nella normativa fiscale.

IVA SETTORE IMMOBILIARE
Locazioni (anche finanziarie).
Si estende il regime di esenzione Iva con conseguente assoggettamento ad imposta di registro, alle locazioni aventi ad oggetto: fabbricati o porzioni di fabbricati strumentali per natura censiti nelle categorie catastali B,C,D,E ed A/10; fabbricati o porzioni di fabbricati di tipo abitativo anche se locati da imprese che li hanno costruiti per la vendita. Tuttavia esistono delle eccezioni, infatti la locazione di fabbricati strumentali è soggetta ad iva quando: il locatario abbia una percentuale di pro-rata inferiore o pari al 25%; il locatario non sia un soggetto passivo di iva; il locatore abbia manifestato espressamente l’opzione per l’imponibilità in sede di contratto di affitto, inoltre, in tutti i casi la locazione di fabbricati strumentali è soggetta all’imposta di registro dell’1% anche se già soggetta ad iva.
Cessioni. L’esenzione iva si applica anche alle cessioni di immobili a prescindere dalla categoria catastale. Restano soggette ad iva: le cessioni di immobili, strumentali e abitativi, effettuate da imprese costruttrici o imprese che vi abbiano effettuato gli interventi di risanamento e ristrutturazione edilizia entro 4 anni dalla data di ultimazione della costruzione o dell’intervento; le cessioni di fabbricati strumentali effettuati nei confronti di soggetti passivi d’imposta che svolgono in via esclusiva o prevalente attività che conferiscono il diritto alla detrazione d’imposta in percentuale pari o inferiore al 25%; le cessioni di fabbricati strumentali effettuate nei confronti di cessionari che non agiscono nell’esercizio di impresa, arti o professioni; le cessioni di fabbricati strumentali per le quali nel relativo atto il cedente abbia optato per l’imposizione.
Rettifica della detrazione iva. L’ampliamento delle fattispecie di locazione e cessione immobiliare in regime di esenzione di imposta, comporta rilevanti conseguenze in ordine alla rettifica della detrazione iva assolta a monte.

REDDITO D’IMPRESA
Ammortamento terreni.
Indeducibile la quota di ammortamento per la parte riferibile al valore dell’area su cui insiste il fabbricato e al valore dell’area di pertinenza.
Ammortamento dei beni immateriali. È elevato al 50% il limite annuo di deducibilità in relazione ai diritti di utilizzazione delle opere dell’ingegno, dei brevetti industriali, di processi, formule ecc.Per quanto riguarda i marchi è prevista un’aliquota massima di ammortamento annuo che non potrà superare un valore pari a un diciottesimo del costo. Entrambe le disposizioni si applicano a decorrere dal 2006.
Perdite d’impresa. Per i soggetti Ires non si va a toccare la disposizione generale che consente il riporto delle perdite nel quinquennio. È invece toccata la regola che prevedeva il riporto illimitato delle perdite prodottesi nei primi tre periodi d’imposta. Il diritto, in sé, non si modifica, ma viene subordinato a due condizioni: si precisa che i primi tre periodi d’imposta sono quelli che si formano dalla costituzione della società; la perdita deve derivare da una nuova attività produttiva. Quanto ai soggetti Irpef, le perdite potranno compensare solo redditi della medesima natura. L’eccedenza non compensata è riportabile nei cinque anni successivi. In sostanza prima della modifica un soggetto riceveva una perdita da partecipazione in una Snc in semplificata di 100, possedendo un proprio reddito d’impresa di 50 e redditi di fabbricati di 20; egli poteva azzerare integralmente entrambi i redditi, ma la parte non compensata era persa; dopo la modifica, fatta uguale la situazione alla precedente, la perdita da partecipazione può compensare solo il reddito d’impresa di 50 e l’eccedenza non utilizzata di 50 è utilizzabile nei cinque anni successivi. La norma si applica alle perdite realizzate dal 2006.
Minusvalenze da autoconsumo. Tornano ad essere fiscalmente irrilevanti le minusvalenze che si generano dall’assegnazione di beni ai soci, ovvero dalla destinazione di beni a finalità estranee all’esercizio d’impresa. Pertanto per i soggetti in contabilità semplificata saranno da imputare come minusvalenze indeducibili, per i soggetti in contabilità ordinaria, invece, in sede di dichiarazione dei redditi occorrerà effettuare una variazione in aumento.
Società di comodo. L’intervento sulle società di comodo è piuttosto ampio, e riguarda l’incremento dei parametri per la determinazione dei ricavi minimi, l’incremento dei parametri per la determinazione del reddito minimo. Nella disciplina precedente, alle società di comodo era già fatto divieto di chiedere a rimborso i crediti Iva. Ora si introduce l’ulteriore limitazione in forza della quale tali crediti non possono essere nemmeno utilizzati in compensazione.

PROFESSIONISTI
I vincoli del conto corrente.
Per i lavoratori autonomi si prevedono due nuovi obblighi: quello di far transitare per il tramite di conti correnti bancari o postali i movimenti finanziari attinenti l’attività professionale; quello di incassare i compensi professionali il cui importo unitario ecceda specifici ammontari, tramite forme di pagamento diverse dal denaro contante (assegni non trasferibili, bonifici ecc.).
Modalità di incasso delle parcelle. i compensi devono essere riscossi esclusivamente mediante assegni non trasferibili, bonifici, ovvero altre modalità di pagamento bancario o postale, nonché mediante sistemi di pagamento elettronico, salvo per importi unitari inferiori a 1.000 € per l’anno 2006, 500 € per l’anno 2007 e 100 € per il 2008.
Determinazione del reddito. Sono state apportate le seguenti novità al Testo Unico, nella parte che si riferisce alla determinazione del reddito dei professionisti: concorrenza alla formazione del reddito delle plusvalenze e delle minusvalenze, salvo che per immobili e oggetti d’arte, di antiquariato e da collezione; concorrenza alla formazione del reddito professionale dei corrispettivi percepiti a fronte della cessione della clientela o del marchio; integrale deducibilità delle spese di vitto e alloggio sostenute dal committente per conto del professionista, se addebitate in parcella; estensione dei criteri di imputazione e di deducibilità delle perdite previste per le imprese in contabilità ordinaria alle perdite derivanti dall’attività di lavoro autonomo, anche attraverso società semplici e associazioni tra professionisti.

STUDI DI SETTORE
Le importanti novità possono essere così riassunte: nei confronti dei soggetti in regime di contabilità ordinaria l’accertamento tramite studi di settore sarà possibile anche in caso di non congruità per un singolo periodo d’imposta, viene pertanto eliminata la regola in base alla quale i soggetti in regime di contabilità ordinaria potevano essere accertati solo in presenza di un duplice scostamento anche non consecutivo nell’arco di un triennio considerato (cosiddetta regola del 2 su 3); per i soggetti in contabilità ordinaria per natura viene eliminato lo schermo della “inattendibilità della contabilità”, valutata sulla base dei criteri dettati dal regolamento introdotto con il DPR n. 570/96; con le nuove disposizioni, infine, diventano pressoché inutilizzabili i nuovi indici di coerenza economica, finanziaria e patrimoniale, che potevano essere utilizzati per superare la regola del 2 su 3 ed applicare lo studio di settore alla singola annualità.

F24 TELEMATICO
Dal 1° ottobre 2006 per i soggetti Ires, e dal 1° gennaio per gli altri soggetti titolari di partita iva, decorre l’obbligo di utilizzare, anche tramite intermediari, modalità di pagamento telematico delle imposte, dei contributi e dei premi. Quindi l’F24 cartaceo, presentato allo sportello bancario o postale, non è più utilizzabile salvo che per i soggetti privati non esercenti cioè attività di impresa o di lavoro autonomo. Il contribuente potrà indifferentemente utilizzare: la proceduta dell’F24 online disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate, previa acquisizione del codice PIN per accedere al servizio; il servizio di home-banking messo a disposizione dei propri clienti dagli istituti di credito; il servizio predisposto dagli intermediari abilitati alla trasmissione telematica.

ELENCHI CLIENTI FORNITORI
Viene ripristinato l’obbligo di presentare l’elenco clienti e fornitori. Tale adempimento, da espletare necessariamente per via telematica, trova applicazione già a decorrere dal periodo d’imposta 2006.
Nell’elenco devono essere indicati: i clienti nei cui confronti sono state emesse fatture nell’anno, sia clienti titolari di partita IVA che consumatori finali (per il solo periodo d’imposta 2006, è obbligatorio elencare tra i clienti i soli titolari di partita IVA); i fornitori, titolari di partita IVA, non rilevano gli acquisti di beni e servizi esclusi dal campo di applicazione dell’IVA.
Contenuto: per ciascun soggetto, cliente o fornitore, devono essere fornite le seguenti indicazioni: codice fiscale; importo complessivo delle operazioni effettuate; imponibile; imposta; importo operazioni non imponibili; importo operazioni esenti.
Termine di presentazione: il nuovo obbligo dovrà essere assolto entro il 29 aprile dell’anno successivo a quello di riferimento.
Il problema del codice fiscale: le maggiori difficoltà sono sicuramente da ricondursi al reperimento del dato riguardante il codice fiscale. Il Legislatore , infatti, non ha tenuto conto che l’articolo 21 del DPR 633/72 disciplinando il contenuto della fattura non prevede l’indicazione di tale dato.

RISTRUTTURAZIONI EDILIZIA
Fatture.
Viene introdotto l’obbligo di separata indicazione dell’ammontare della manodopera sulle fatture per le opere che danno diritto all’agevolazione.
Agevolazioni. A decorrere dalle operazioni effettuate dal 1° ottobre 2006 è stata reintrodotta l’aliquota Iva agevolata del 10% sulle opere di manutenzione straordinaria eseguite su immobili a prevalente destinazione abitativa; è stata ridotta l’agevolazione fiscale al 36%; il tetto di spesa di 48.000 euro viene limitato ad immobile.

SUBAPPALTI IN EDILIZIA
E’ stato recentemente confermato il rinvio al 1° gennaio 2007 dell’entrata in vigore del meccanismo del “reverse charge” o inversione contabile, finalizzato ad evitare i problemi di mancato versamento dell’Iva nei rapporti di appalto e subappalto del settore edile.

Per informazioni più dettagliate è possibile rivolgersi al proprio Ufficio di Zona.

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