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8 aprile 2015

NETTUNO: CONFARTIGIANATO ADERISCE AL RESTAURO

Secondo gli antichi Nettuno abitava in fondo al mare e comandava ai mostri marini e alle tempeste.

I mariani lo temevano e lo veneravano per farselo amico e compagno di viaggio.

Rappresentato con un tridente nella mano destra, quasi scettro regale, governava i destini di inermi e umani naviganti.

Guai a contrariarlo! Ulisse pagò a lungo la sua ostilità. Eppure, se queste sono le sue origini mitologiche, la storia del “nostro” Nettuno si sviluppa nella simbologia dell’incontro.

La fontana e l’imponente figura opera del Giambologna è, e domina, non solo nell’immaginario collettivo, un cammino di congiunzione che è quasi un manifesto di comune destino fra l’autorità religiosa e quella civile.

E quella felice collocazione, che apre alla straordinaria Piazza Maggiore, diviene un manifesto di comunità e il simbolo di una città che ha saputo nel tempo coniugare la libertà del “Liber Paradisus” alla tolleranza di una convivenza vivace ma inclusiva.

E chissà ce il nostro Lucio Dalla in quel “Com’è profondo il mare” non intravvedesse, fra l’incresparsi delle onde e gli abissi, quel gigante, felice di unire storie così diverse ma così aperte da renderle storie di ciascuno e di tutti.

Per questo, anche per questo, condividiamo e riteniamo opportuno l’appello de il Resto de Carlino. Quella fontana, quel gigante, quel tridente sono il segno della nostra città e farcene carico è più un diritto che un dovere. Riuscirci è una sfida per tutti noi.

Per questo Confartigianato di Bologna e di Imola aderisce all’iniziativa di sottoscrizione con un contributo di 5 mila euro, ma soprattutto con l’obiettivo di coinvolgere le proprie imprese ed i propri associati. Piccoli segni certo, ma è attraverso i piccoli passi che si possono percorrere lunghe distanze.

di Gianluca Muratori
Presidente di Confartigianato Imprese di Bologna e di Imola

clicchi qui per scaricare l’articolo pubblicato sul Resto del Carlino del 29 Marzo