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26 giugno 2012

NECESSARIO IL RICALCOLO DEGLI ACCONTI IN CASO DI POSSESSO DI FABBRICATI DI INTERESSE STORICO O ARTISTICO

Con la conversione in legge del D.L. n.16/12 sono state introdotte disposizioni che di fatto hanno inasprito la tassazione sugli immobili d’interesse storico o artistico.

Le vecchie regole:

La Legge n.413/91 aveva introdotto nel nostro ordinamento una tassazione di favore per gli immobili riconosciuti di interesse storico o artistico ex art.3 della L. n.1089/39 (ora art.10 del D.Lgs. n.42/04).
L’articolo 11 della citata legge stabilisce che: “In ogni caso, il reddito degli immobili riconosciuti di interesse storico o artistico ai sensi dell’articolo 3 della legge 1/6/1939, n.1089, e successive modificazioni e integrazioni, è determinato mediante l’applicazione della minore tra le tariffe d’estimo previste per le abitazioni della zona censuaria nella quale è collocato il fabbricato”.
In applicazione della norma, i beni riconosciuti di interesse storico ed artistico venivano tassati sulla base della minore rendita catastale rinvenibile tra quelle dei fabbricati siti nella medesima zona senza distinzione tra immobili liberi o locati, posseduti da persone fisiche o società.

Nuove regole per i privati:

L’articolo 37 del Tuir stabilisce che la rendita catastale utilizzata per il calcolo dei redditi dei fabbricati ai fini Irpef si determina:

– per gli immobili a destinazione ordinaria (categorie A, B e C): mediante l’applicazione delle tariffe d’estimo stabilite dalla legge catastale;
– per i fabbricati a destinazione speciale o particolare (categorie D ed E): mediante stima diretta del valore da parte dell’Agenzia del Territorio. Nel caso in cui il fabbricato sia locato il reddito si determina assumendo il maggiore ammontare fra il canone risultante dal contratto di locazione, ridotto forfettariamente del 15% (25% per i fabbricati situati in Venezia centro, isole della Giudecca, Murano e Burano) e la rendita catastale iscritta in Catasto.

L’articolo 4, co.5-sexies, lett.a) del D.L. n.16/12 convertito per effetto delle modifiche apportate all’art.37, ha introdotto per gli immobili storici ed artistici una riduzione forfettaria del canone di locazione pari al 35%.
Le nuove disposizioni di calcolo del reddito ai fini Irpef si applicano a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2011 ovvero dal 2012 ma, ai fini della determinazione dell’acconto per il 2012, si deve assumere quale imposta del 2011 quella che si sarebbe determinata applicando le nuove disposizioni con conseguente necessità di ricalcolo degli acconti dovuti (ferma la facoltà di avvalersi del criterio previsionale).

Nuove regole per le imprese:

In modo analogo, sono state modificate le regole relative agli immobili patrimonio delle imprese.
In caso di unità immobiliari di interesse storico o artistico, il reddito medio ordinario è ridotto del 50%. Se tali immobili (storici o artistici) risultano locati, concorrerà alla formazione del risultato d’esercizio il maggiore tra il canone risultante dal contratto di locazione ridotto del 35% e il reddito medio ordinario dell’unità immobiliare.
Anche in tal caso, le nuove disposizioni per la determinazione del reddito trovano applicazione a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2011, tuttavia, ai fini della determinazione degli acconti dovuti per 2012, si deve assumere quale imposta del 2011 quella che si sarebbe determinata applicando le nuove disposizioni con conseguente necessità di ricalcolo degli acconti dovuti (ferma la facoltà di avvalersi del criterio previsionale).
 

Per ulteriori informazioni:
Servizio Fiscale
Confartigianato Bologna

fiscale@confartigianatobologna.it