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15 settembre 2009

Moratoria crediti alle imprese

Riscadenziamento dei debiti, smobilizzo dei crediti e ricapitalizzazione aziendale: questi i temi-chiave dell’accordo fra l’Abi,( l’Associazione bancaria Italiana), le Associazioni Nazionali Imprenditoriali delle Pmi (Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti e altre) , e il Ministero dell’Economia. In questo articolo li esamineremo singolarmente, nel dettaglio.

Sospensione del pagamento della quota capitale delle rate del mutuo o del leasing per 6 o 12 mesi

Possono accedere a tale misura le Pmi (fino a 50 milioni di € di fatturato e fino a 250 dipendenti) che si trovano “in Bonis” alla data del 30 settembre 2008 (cioè senza sofferenze, partite incagliate, ristrutturate o scadute , oppure rate non pagate o solo parzialmente da non piu’ di 180 giorni dalla presentazione della domanda), ovverosia imprese che presentano difficoltà temporanee ma che possono provare la continuità aziendale. La sospensione della quota capitale determina la traslazione del piano di ammortamento per analogo periodo; le rate sospese, per la sola parte della quota capitale, vengono ammortizzate utilizzando lo stesso tasso contrattuale e la stessa periodicità. Per tali operazioni non ci saranno né costi amministrativi, né aumenti dei tassi, né la richiesta di garanzie aggiuntive. Le domande potranno essere presentate fino al 30 giugno del 2010.

Sui tempi di risposta da parte dell’Istituto di credito all’azienda richiedente si parla di max trenta giorni dal ricevimento della domanda. Vi è da ricordare che dall’Accordo sono stati esclusi i finanziamenti o leasing agevolati da contributo pubblico (vedasi nel nostro caso, L.r.3/99 art 40, legge Sabattini e L.598, raggruppati nella Misura 1.1. az B del Pia Regionale delle’Emilia Romagna, veccha Artigiancassa L.949/52, finanziamenti con contributi Camerali ecc).

L’elenco aggiornato delle banche aderenti si puo’ trovare presso il sito web dell’Abi, www.abi.it.

Allungamento termini relativi a operazioni di smobilizzo a breve

Per sostenere le esigenze di cassa delle Pmi, per lo smobilizzo/anticipazione dei crediti certi ed esigibili a breve, l’Accordo prevede l’allungamento delle scadenze del credito dato a breve termine (anticipo fatture Italia ed estero, anticipo sbf su effetti o ricevute, i crediti “fattorizzati” pro solvendo,i crediti gia’ anticipati ma che, alla data della domanda, non siano ancora arrivati a scadenza, i crediti che saranno anticipati successivamente alla presentazione della domanda) da 180 a 270 giorni (nell’Accordo non vengono citati, ma probabilmente rientreranno nella casistica anche i debiti verso la Pubblica Amministrazione).

Sono esclusi dall’accordo i finanziamenti all’operazione e le operazioni di finanziamento di anticipazione su contratti (i primi perchè sono un finanziamento per il pagamento di merci già acquistate, i secondi perché hanno i requisiti di certezza ed esigibilità del credito inteso come credito esclusivamente esigibile dalla banca che ne ha effettuato l’anticipazione, attraverso quindi la procedura di notifica al debitore dell’avvenuta cessione e con la successiva accettazione della cessione del credito da parte dello stesso debitore ceduto).

Va ribadito dunque che il riscadenziamento non è di “270gg” ma “fino a 270 gg”, il che significa ad es., che la scadenza originaria del mio credito era di 30gg , l’allungamento massimo è di ulteriori 240gg. Ovviamente la banca resta libera di consentire allungamenti anche maggiori, concedendo ulteriori facilitazioni alla propria clientela rispetto a tale Accordo.

Operazioni per sostenere i processi di ricapitalizzazione

Il terzo punto dell’accordo riguarda la capitalizzazione delle imprese e il sostegno che puo’ provenire a questo scopo dal sistema bancario con strumenti di capitalizzazione che possono essere forniti dallo stesso sistema bancario (vedasi ad es. i prestiti partecipativi, sia per società di capitali sia per società di persone). Gli istituti firmatari (gli stessi del tema 1, di cui in precedenza) si sono infatti impegnati a prevedere un apposito finanziamento “pari ad un multiplo dell’aumento di capitale effettivamente versato dall’imprenditore e dai suoi soci”, aiuto che poi si va a sommare allo sgravio fiscale del 3% annuo (per 5 anni) previsto nel decreto anticrisi per operazioni fino a 500.000 €.

A riguardo vi è da dire che se volessimo incrociare i due benefici, cioe’ quello dell’agevolazione fiscale del 3% sugli aumenti di capitale sociale dettato dalla manovra estiva (Dl. 78/09, convertito nella L.102/09), e il multiplo che le banche sono disponibili a concedere sotto forma di finanziamento rispetto al nuovo capitale immessovi, ci sarebbe da chiarire che innanzitutto vengono agevolati gli aumenti di capitale eseguiti tra il 5 agosto 2009 e il 5 febbraio 2010, aumenti di capitale che possono avvenire sia tramite conferimento di denaro (per ottenere il bonus fiscale), ma anche attraverso conferimenti in natura come per es. beni materiali (immobili ad es.) , brevetti, marchi e Know-how (questo per le srl), o anche attraverso crediti dei soci (persone fisiche) verso la società, attraverso perizia giurata da parte di un esperto o da parte di un revisore iscritto negli appositi registri o albi.

Vi è inoltre da specificare che per “aumenti di capitale effettivamente versato dai soci e quindi perfezionato” si intende anche l’aumento eseguito effettuando la sottoscrizione entro il prossimo 5 febbraio, ovverosia l’assunzione dell’obbligo di conferimento da parte dei soci: ciò significa che non dovrebbe bastare la semplice deliberazione dell’aumento di capitale.

Ricordiamo, infine, che nelle società con una ristretta compagine di soci le procedure formali da espletare per realizzare l’aumento sono abbastanza semplici, ossia:
1) Per le società di persone occorre una semplice riunione dei soci, senza formalità di convocazione, i quali di regola decidono all’unanimità;
2) Per le srl si convoca l’assemblea, attraverso relativo avviso inviato ai soci e si delibera a maggioranza.
Ovviamente il tutto formalizzato da atto notarile e modifica statutaria.

Ritornando al finanziamento multiplo, rispetto all’apporto di aumento di capitale sociale, che la Banca puo’ deliberare e concedere, specifichiamo inoltre che esso viene concesso con la finalita’ di capitalizzazione dell’impresa, e non è concesso alla società ma ai soci, affinchè questi ultimi lo riversino a capitale sociale, quindi la banca riscuoterà il proprio credito non nei confronti della società ma dei soci (è il tipico caso dei prestiti partecipativi dove gli oneri finanziari sono a carico della società che li puo’ “scaricare” fiscalmente, mentre il rimborso della quota capitale è carico dei soci).

Per informazioni:

Ufficio Credito Confartigianato
Luciano Moda, Lucia Gandini
051/4172311-051/6388670
l.moda@confartigianatobologna.it
l.gandini@confartigianatobologna.it

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