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23 febbraio 2005

MANUFATTI DI LEGNO

Dal 7 febbraio 2005, per tutti i prodotti in legno, il produttore o l’importatore è obbligato a predisporre e fornire al distributore una scheda informativa (o scheda prodotto) in lingua italiana, la quale deve sempre accompagnare il bene, qualunque sia la modalità di offerta al consumatore, perciò anche per le vendite effettuate tramite la televisione o internet. La scheda informativa deve quindi essere sempre resa disponibile al potenziale acquirente e redatta in modo tale da essergli immediatamente comprensibile, prevedendo anche l’obbligo di conformare i contenuti alle definizioni commerciali in uso.
I prodotti per i quali sorge l’obbligo sono tutti quelli realizzati con l’impiego del legno, purché non rientranti nel campo di applicazione di normative specifiche (per esempio giocattoli in legno o infissi e manufatti in legno per l’edilizia).
La scheda deve essere consegnata dal venditore all’acquirente al momento della conclusione del contratto o della consegna del bene.
La circolare ministeriale distingue tra contenuti obbligatori ed eventuali.
Devono essere sempre indicati:
·        Nome o ragione sociale o marchio e sede del produttore o importatore;
·        Tipologia della singola categoria di prodotto;
·        Materiali impiegati, distinguendo quelli usati per la struttura e quelli per il rivestimento esterno. Questa informazione è da fornire anche quando siano utilizzati materiali simili al legno.
Nella scheda possono inoltre comparire:
  • Istruzioni per la manutenzione e pulizia, se opportuni o necessari;
  • Indicazioni circa lo smaltimento del prodotto.
Oltre alle informazioni richieste da questa normativa, il prodotto dovrà riportare anche tutte le indicazioni che sono imposte dalle sue caratteristiche (per es. dovrà essere dichiarata la presenza di sostanze pericolose, se esse, durante l’uso possono essere rilasciate in quantità rischiose).
Dal 7 febbraio 2005, quindi, chi immetterà sul mercato prodotti in legno non accompagnati dalla scheda o con la scheda contenente informazioni anche parzialmente non veritiere, rischierà una sanzione amministrativa da un minimo di euro 516,00 a un massimo di euro 25.882,00.