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2 settembre 2008

Manovra d’estate, disposizioni fiscali

I seguenti provvedimenti fanno parte della "Manovra d’estate". Decreto-legge 25 giugno 2008 n. 112, convertito in legge n. 133 del 6 agosto 2008 (pubbl. Suppl. Ord. n. 196 a G.U. n. 195 del 21 agosto 2008)

Rassegna delle disposizioni di carattere fiscale di interesse del sistema delle piccole imprese

Il decreto legge entra in vigore il giorno stessa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Quindi, le disposizioni originarie del decreto legge sono entrate in vigore il 25 giugno 2008. Le modifiche intervenute in sede di conversione, sono entrate in vigore il 22 agosto 2008 (giorno successivo a quello di pubblicazione della legge di conversione in Gazzetta Ufficiale). 

Esenzione delle plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni reinvestite

Con una norma tesa a favorire il reinvestimento delle risorse, derivanti dal disinvestimento di partecipazioni detenute in società di persone o di capitali, viene previsto che le plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni al capitale in società di persone o di capitali, costituite da non più di sette anni, possedute da almeno tre anni, sono esenti da tassazione. Il beneficio dell’esenzione è subordinato alla condizione che, entro due anni dal conseguimento, le plusvalenze medesime siano reinvestite in società di persone o di capitali che svolgono la medesima attività, mediante la sottoscrizione del capitale sociale o l’acquisto di partecipazioni al capitale delle medesime, sempreché si tratti di società costituite da non più di tre anni. L’esenzione spetta a condizione che la società le cui partecipazioni sono state cedute abbia a sua volta provveduto ad effettuare investimenti in beni strumentali o in ricerca e sviluppo. L’importo dell’esenzione sopraesposta non può in ogni caso eccedere il quintuplo del costo sostenuto dalla società le cui partecipazioni sono oggetto di cessione, nei cinque anni anteriori alla cessione, per l’acquisizione o la realizzazione di beni materiali ammortizzabili, diversi dagli immobili, e di beni immateriali ammortizzabili, nonché per spese di ricerca e sviluppo.

Sterilizzazione dell’IVA sugli aumenti petroliferi

La disposizione è finalizzata a rendere efficace la norma di “sterilizzazione” della fiscalità in relazione agli aumenti del petrolio greggio contenuta nell’articolo 1, comma 290 e seguenti, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 annullando l’effetto sui prezzi derivante dalla variazione di gettito Iva. In particolare si mira a rendere automatico il processo di accertamento della maggiore Iva e di compensazione delle accise, mentre la norma previgente lo prevedeva come una facoltà affidata alla volontà dei Ministri nonché a definire un valore di riferimento fisso, rispetto cui calcolare le maggiori entrate, che può essere individuato nel valore assunto a riferimento in DPEF, evitando che eventuali aggiornamenti in alto dei valori previsionali, effettuati in corso d’anno, vanifichino l’effetto politico della misura e ne rendano incerta l’attuazione. Il riferimento all’andamento dei consumi è necessario per evitare effetti indiretti di riduzione sulle entrate statali. L’articolo prevede inoltre misure di sostegno per i settori dell’agricoltura, della pesca e dell’autotrasporto, gravemente colpiti dal rincaro del greggio, tramite apposita convenzione tra Ministero dello sviluppo economico e l’Agenzia per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, che pone a disposizione proprie risorse.

Antiriciclaggio

Viene ripristinata a 12.500 euro la soglia prevista dalla normativa antiriciclaggio per l’utilizzo del contante (tale limite, si ricorda, era stato ridotto a 5.000 euro). Rimane tuttavia fermo il diritto del Ministero dell’economia di modificare tale importo con proprio decreto. Sono state abrogate le disposizioni, introdotte dal decreto legge Visco-Bersani del 4 luglio 2006, che imponevano l’obbligatorietà di effettuare i pagamenti a favore degli esercenti arti e professioni, se di importo superiore a 100 euro, esclusivamente a mezzo assegni o bonifici bancari o postali. La norma, pur non avendo un diretto interesse per il sistema delle imprese, determinava ulteriori costi e disagi per i cittadini.

Entrata in vigore degli studi di settore nell’anno di approvazione

La disposizione previgente stabiliva che gli studi di settore, approvati entro il 31 marzo, erano applicabili con riferimento al periodo d’imposta precedente. La Confederazione ha rappresentato, in più occasioni, la necessità, per le imprese e gli operatori del settore al fine di migliorare la compliance in materia, di conoscere i risultati di GERICO anteriormente alla chiusura del periodo d’imposta. La norma, dispone che gli studi devono essere approvati entro il 30 settembre ed entrano in vigore nell’anno di loro approvazione. Per il 2008, in deroga al citato principio generale, gli studi dovranno essere approvati entro il 31 dicembre 2008. Si ritiene che l’anticipazione di 6 mesi del termine di approvazione venga, solo in parte, incontro alle richieste del sistema delle imprese, in quanto, di fatto, la conoscibilità del risultato di GERICO sarà possibile solo in un momento molto ravvicinato alla chiusura del periodo d’imposta.

5 per mille

Nelle dichiarazioni che dovranno essere presentate nell’anno 2009, con riferimenti ai redditi prodotti nel 2008, viene confermata la possibilità di destinare una quota pari al 5 per mille dell’imposta a sostegno di alcune strutture, come ad esempio quelle che si occupano di volontariato, alle organizzazioni non lucrative, a fondazioni riconosciute, alle A.p.s, alle associazioni sportive dilettantistiche riconosciute ai fini sportivi dal CONI a norma di legge; è ulteriormente prevista la possibilità destinare la predetta percentuale al finanziamento della ricerca scientifica e dell’università, della ricerca sanitaria e delle attività sociali svolte dal comune di residenza del contribuente. Resta fermo il meccanismo dell’8 per mille di cui alla legge 20 maggio 1985, n. 222. Con apposito D.P.C.M. verranno stabilite le modalità per beneficiare di tale possibilità e la lista dei soggetti beneficiari.I soggetti ammessi a beneficiare del contributo del 5 per mille devono redigere, entro un anno dalla ricezione delle somme ad essi destinate, un apposito e separato rendiconto dal quale risulti, anche a mezzo di una relazione illustrativa, in modo chiaro e trasparente la destinazione delle somme ad essi attribuite.

Per informazioni:
Marco Scorzoni 
m.scorzoni@confartigianatobologna.it

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