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17 febbraio 2015

L’ISTAT HA PUBBLICATO L’ANNUARIO STATISTICO 2014

I dati presentati (riferiti al 2013) costituiscono la base per 24 capitoli, con dettaglio regionale e spesso con un confronto sintetico con i quattro anni precedenti.

L’Italia resta il Paese delle tante municipalità, ma sette comuni su dieci hanno una popolazione fino ai 5 mila abitanti, una frammentazione amministrativa comunque in via di riduzione per effetto della politica di contenimento della spesa pubblica che sta incidendo sul numero dei comuni; nei primi mesi del 2014 sono scesi a 8.057 unità, un livello simile a quello del 1971. Dopo la fuga dalle grandi città dei primi anni duemila, che ha fatto crescere in misura significativa i residenti dei comuni della prima e seconda cintura, il trend si è invertito fra il 2011 e il
2013. Pur con alcune piccole eccezioni, gli spostamenti si direzionano ora verso il centro capoluogo.

Sul fronte della tutela dell’ambiente va sottolineato che nel 2013 la quantità di rifiuti urbani raccolti si attesta a 29,6 milioni di tonnellate (490 chilogrammi per abitante), l’1,3% in meno dell’anno precedente. La raccolta differenziata raggiunge il 42,3%, dal 40% del 2012;

La crisi economica fa sentire i suoi effetti e si riducono i consumi energetici. Nel 2013, il consumo interno lordo di energia si è ridotto del 3% passando da 176,3 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio a 171,0. È forte anche il calo delle importazioni di energia elettrica, pari a -8,2%.
Si è ridotto in misura consistente l’apporto delle fonti tradizionali alla produzione di energia elettrica – dal 77,4% del 2009 al 66,6% del 2013. Al contempo è cresciuto il contributo delle fonti rinnovabili, nel 2013 si attestano al 38,6% della produzione lorda totale.

Allarme mobilità: nel 2014 i problemi maggiormente sentiti dalle famiglie nella zona in cui abitano sono il traffico (36,9%), la difficoltà di parcheggio (35,2%), l’inquinamento dell’aria (34,4%), la difficoltà di
collegamento con i mezzi pubblici (30,7%), il rumore (30,6%).

Aumenta il numero degli abitanti : 60.782.668 i residenti al 31 dicembre 2013 oltre un milione in più rispetto all’inizio dell’anno (+1,8%). La ripartizione in cui si è registrato il maggiore incremento è il Centro (+3,3%); quella con il maggior numero di residenti è il Nordovest (16.130.725, il 26,5% del totale). Diminuiscono i decessi, (600.744, erano stati 612.883 nel 2012) ma si registra un decremento maggiore delle nascite: 514.308 contro 534.186 del 2012.
Al 1° gennaio 2013 gli stranieri residenti sono 4.387.721 (l’8,3% in più di un anno prima) e costituiscono il 7,4% della popolazione complessiva. Il 28,3% dei cittadini stranieri proviene dall’Ue, il 24,3% dall’Europa centroorientale e il 14,1% dall’Africa settentrionale.
Si conferma la longevità degli italiani: causa la costante riduzione dei rischi di morte a tutte le età, prosegue nel 2013 l’incremento della speranza di vita alla nascita: per gli uomini da 79,6 del 2012 a 79,8 anni e per le donne da 84,4 a 84,6. La Liguria è la regione con l’indice di vecchiaia più alto (238,2 anziani ogni 100 giovani) mentre quella con il valore più basso è la Campania (106,4%).

Sanità: nel 2014, il 70% della popolazione ha fornito un giudizio positivo del proprio stato di salute, più elevato fra gli uomini (73,8%) che fra le donne (66,3%). A parità di età, già dai 45 anni in su le donne appaiono svantaggiate: nella fascia di età 45-54 anni il 72,8% degli
uomini si considera in buona salute contro il 68,4 delle
coetanee ma le differenze si accentuano tra i 55-59 anni
(63,8% contro 54,9) e i 75 anni e oltre (29,5% contro 17,7).

Nel settore della giustizia, i procedimenti civili (nel 2012) sopravvenuti in primo grado sono 4.041.919, il 34,1% viene trattato presso l’ufficio del Giudice di pace, il 65% è in carico ai Tribunali e lo 0,9% alle Corti d’appello.
Nel primo grado di giudizio, il primato dei procedimenti pendenti a fine anno spetta ai Tribunali (69,2%). Nel 2013 i protesti levati sono 1.234.670 (-12,3% sul 2012) con un valore complessivo di 2,8 miliardi di euro (3,4 l’anno precedente) e un importo medio unitario di 2.263 euro (2.412 nel 2012).
Nel 2012 sono stati 2.818.834 i delitti denunciati dalle
forze di polizia all’autorità giudiziaria, il 2% in più dell’anno precedente. Tra le tipologie di delitto, risultano in forte aumento le truffe e frodi informatiche (+10,5%).
Incrementi più contenuti si registrano per estorsioni (+6,2%), ricettazione (+5,5%), rapine e furti (+5,1 e 4,1%, rispettivamente). In calo, invece, lo sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione (-13,2%), i tentati omicidi (-5,3%) e gli omicidi volontari (-4%).
Continua a scendere a livello nazionale l’indice di affollamento delle carceri (rapporto tra detenuti presenti e posti letto previsti). Nel 2013 si attesta a 131,1 da 139,7 del 2012. La situazione è più critica nel Nord (142,3 detenuti per 100 posti letto), ma anche nel Mezzogiorno e al Centro i valori sono ben lontani da quello ottimale.
Tra le regioni i valori oscillano tra 163,4 della Liguria e 78,9 della Sardegna, l’unica regione che ha un tasso di affollamento inferiore a cento.

Il livello di istruzione della popolazione italiana si è costantemente innalzato nel corso del tempo. Quasi tre persone su dieci hanno un diploma di scuola secondaria superiore (29,2%), mentre sono il 12,3% quelli che hanno conseguito un titolo di studio universitario.
Il passaggio dalla scuola secondaria all’università (calcolato rapportando gli immatricolati all’università ai diplomati di scuola secondaria superiore che hanno conseguito il titolo nello stesso anno solare) è andato progressivamente riducendosi dopo la forte crescita negli anni di avvio della riforma (72,6 immatricolati su 100 diplomati nel 2003/2004). Nell’anno accademico 2012/2013 è al 55,7 per cento.
Nel 2012 circa 297.000 studenti sono arrivati al traguardo della laurea (o del diploma universitario), circa 1.400 in meno rispetto all’anno precedente (-0,5%).
I musei attirano sempre più visitatori. Nel 2013, oltre 38 milioni e 190 mila persone hanno frequentato i 431 luoghi di antichità e arte presenti sulla Penisola, circa 1 milione e 800 mila in più rispetto al 2012. Di contro scende la tiratura dei libri. Nel 2012 sono stati pubblicati 59.230 libri, per un totale di 179 milioni di copie. Rispetto all’anno precedente il numero dei titoli è rimasto stabile ma la tiratura è diminuita quasi di un quinto. Aumentano le prime edizioni, che rappresentano il 64,8% della produzione.
Nell’anno in corso legge un quotidiano almeno una volta a settimana il 47,1% della popolazione di sei anni e più ma la percentuale è in costante calo dal 2010 (55%). I lettori di quotidiani aumentano al crescere dell’età fino ai 74 anni: la quota maggiore si rileva tra i 60-64enni (58,5%) ed è più elevata tra gli uomini (52,8% contro 41,7% registrato per le donne). Continua a scendere anche la percentuale di lettori di libri. Nel 2014 si dedica alla lettura il 41,4% delle persone in età scolare (-1,6 punti percentuali rispetto al 2013).
L’uso della tecnologia sta lentamente prendendo piede nel nostro Paese. Nel 2014 cresce leggermente, dal 54,3% di un anno fa al 54,7%, la quota di popolazione che utilizza il personal computer mentre registra un deciso balzo in avanti, dal 54,8 al 57,3%, la percentuale di chi si collega ad Internet. Permane il digital divide fra le diverse aree del Paese: utilizza il pc il 46,6% della popolazione residente nel Sud, il 50,8% di quella delle Isole mentre nel Nord e nel Centro le quote salgono al 58%. Gli internauti sono invece il 61% al Nord-ovest, il 59,9% al Centro e il 49,3% al Sud.

Il mercato del lavoro registra qualche cambiamento. Nel 2013 sono 22.420.000 gli occupati, 478.000 in meno rispetto all’anno precedente.
A seguito dell’innalzamento dell’età pensionabile, continua a crescere la quota di occupati 55-64enni (da 40,4 a 42,7%) mentre si riduce il tasso di occupazione tra i giovani, soprattutto fra i 15-24enni (da 18,5 a 16,3%) e i 25-34enni (da 63,8 a 60,2%). La diminuzione degli occupati riguarda sia i lavoratori dipendenti (-335.000) sia gli indipendenti
(-143.000).
Perdono occupazione tutti i settori di attività economica: -89.000 unità nell’industria in senso stretto, -35.000 in agricoltura, -163.000 nelle costruzioni e -191.00 nei servizi. Si riduce il numero dei dipendenti a termine (-6,1%), in crescita dal 2010, mentre continuano ad aumentare gli occupati a tempo parziale (+2,8%).
Il tasso di occupazione è al 55,6%, valore che è ampiamente al di sotto della media Ue (64,1%); quello maschile si attesta al 64,8% (66,5% nel 2012), mentre il tasso riferito alle donne si posiziona al 46,5% (47,1%
l’anno precedente). Rimangono ampi i divari territoriali, con il tasso di occupazione che al Nord è oltre venti punti più elevato di quello dell’area meridionale.
Nel 2013 le persone in cerca di occupazione sono cresciute di 369.000 unità (+13,4%). Il tasso di disoccupazione sale al 12,2% (da 10,7%), quello di inattività al 36,5% (da 36,3%).

Mobilità: nel 2012 le ferrovie hanno trasportato oltre 854 milioni di passeggeri per un totale di poco meno di 47 miliardi di passeggeri-chilometro, registrando, rispetto all’anno precedente, un aumento dello 0,9% del numero di passeggeri e un calo dello 0,2% dei passeggeri-chilometro.
Nel corso dello stesso anno le imprese ferroviarie hanno trasportato circa 88 milioni di tonnellate di merci (-3,6%), gli autotrasportatori molte di più, 1 miliardo e 121 milioni di tonnellate (-16,3% sul 2011).
Nel 2013 il parco circolante è composto da poco meno di 42 milioni di autoveicoli (-0,4% sul 2012), quasi 37 milioni sono autovetture (-0,3%). L’automobile è ancora il mezzo di trasporto privato più utilizzato per recarsi al lavoro e a scuola. Nel 2014 la usano quasi sette occupati su dieci (68,3%) come conducenti, e poco più di un terzo (35,8%) degli studenti come passeggeri. È in aumento, anche se di poco, l’utilizzo della bicicletta, che nel 2014 viene usata per gli spostamenti dal 3% degli studenti (2,4% nel 2013) e dal 4,3% degli occupati (3,8% un
anno fa).

Si parla spesso troppo e male del trasporto pubblico locale che, invece, gode di un inaspettato consenso, Nel 2014, meno di una persona over14 su quattro (23,8%) usa i mezzi pubblici urbani, il 16,2% si sposta con i mezzi extra-urbani mentre il 28,9% ha preso il treno almeno una volta. Sugli aspetti della qualità del servizio quali
frequenza delle corse, puntualità e possibilità di trovare posto a sedere, la percentuale di utenti dei mezzi urbani che si dichiarano soddisfatti è generalmente più bassa di quella degli utenti del trasporto ferroviario o di pullman e corriere.