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1 gennaio 1970

L’ECONOMIA DELL’EMILIA-ROMAGNA NEL 2002 E GLI SCENARI FUTURI

Per il secondo anno consecutivo Confartigianato Federimprese Emilia – Romagna, in collaborazione con Centro Nord ricerche,  presenta l’analisi dell’economia regionale, realizzata sulla base delle stime Prometeia.
L’analisi sullo stato di salute dell’economia dell’Emilia – Romagna e la sua presentazione ufficiale vogliono diventare un momento importante di verifica ed analisi dello sviluppo economico e produttivo regionale.
La sintesi che segue analizza i maggiori indicatori economici attraverso un confronto del dato regionale con quello nazionale e dell’area del Nord Est.


Il rallentamento dell’economia italiana avvertito  nel 2002 ha interessato tutto il territorio nazionale, con maggiori ripercussioni nel Nord – Ovest e nel Meridione. Il Nord -Est pur accusando una certa  contrazione economica, appare maggiormente reattivo rispetto alle altre del Paese.
Il PIL regionale del 2002, con 110.992 milioni di €, rileva il rallentamento dell’economia emiliano – romagnola attestando la crescita ad un modesto 0,5% rispetto al 2001. Deve comunque essere rilevato che l’Emilia – Romagna contribuisce per il 40% alla ricchezza del Nord – Est e per 8,8% a quella nazionale. I dati del PIL pro – capite segnalano ancora una volta con un dato di 27.792 € per il 2002, che l’Emilia – Romagna è un importante traino economico sia per l’area di appartenenza, il Nord – Est, dove supera il dato medio del 4,6% e ancora di più il dato nazionale,  con un divario del 27%.
I Consumi Interni delle Famiglie dell’E.R. hanno raggiunto, lo scorso an
no, i 64.338 milioni di €, pari al 40% dei consumi delle famiglie del Nord – Est e l’8,5% di quelle italiane, da segnalare inoltre che i consumi pro – capite ancora una volta nel 2002 sono incrementati,  superando del 3,5% il dato dell’area di appartenenza geografica (il Nord -Est) , confermando il trend positivo di  crescita degli ultimi vent’anni.
Gli Investimenti regionali, anche se le variazioni rispetto al 2001 non sono particolarmente significative, segnalano una certa propensione all’investimento in infrastrutture e fabbricati, che aumentano dello 0,7%, contro uno 0,4% di incremento negli investimenti in macchinari ed impianti quest’ultimo dato supera di poco il dato del Nord Est (0,3%) ma è inferiore di qualche decimo di punto a quello nazionale (0,6%).
Il Valore Aggiunto nel 2002 aumenta dello 0,6% rispetto al 2001 in linea con il dato nazionale, ed è leggermente superiore al dato del Nord – Est, la crescita è imputabile, nella massima parte, ai s
ervizi (1,5%) e alle costruzioni (0,9%), in sofferenza invece l’industria (-0,9%) e l’agricoltura (-3%).
Le Esportazioni emiliano – romagnole aumentano risp
etto al 2001 del 2,9%, in controtendenza rispetto all’Italia dove invece vi è una netta flessione (-0,6%) e superano di quasi 2 punti percentuali quelle del Nord – Est, i beni prodotti in Regione ed esportati costituiscono il 37,7% delle esportazioni del Area geografica di appartenenza e l’11,9% delle complessive esportazioni nazionali. Deve essere messo in rilievo anche il netto incremento delle importazioni, dell’ l’11,7% contro il 6,3% del Nord – Est.
Il Mercato del Lavoro, nonostante il rallentamento dell’economia si sia fatto sentire anche in Emilia Romagna, non accusa cedimenti, il Tasso di Disoccupazione al 3,3% indica una situazione di piena occupazione in linea con il dato del Nord – Est ed inferiore di quasi tre volte rispetto al dato nazionale (9%). Il Tasso di Occupazione di contro si attesta al 45,6% superiore rispetto all’area di riferimento (44,6) e distanzia di oltre 7 punti percentuali il dato nazionale (38%). Analogamente il tasso di attività regionale è non solo molto
più elevato della media nazionale ma di qualche punto percentuale superiore anche all’area di riferimento.
Il Reddito disponibile delle famiglie nel 2002 in E.R. è pari a 71.079 milioni di € ed è pari al 37,8% del reddito del Nord – Est e all’8% di quello nazionale. Interessante rilevare che rapportando il reddito da lavoro dipendente alle unità di lavoro, i dipendenti dell’Emilia – Romagna  abbiano guadagnato nel 2002 circa 800 € in più rispetto ai loro colleghi dell’area Nord orientale.



Confartigianato Emilia – Romagna ha presentato inoltre ufficialmente agli organi di Stampa e Comunicazione il Comitato Regionale “Donna impresa”, presieduto dalla Signora Alida Fabbri, imprenditrice cesenate e con la presenza della vice presidente Signora Picari di Rimini. 
Il ruolo dell’imprenditoria femminile è cresciuto e si è ritagliato spazi importanti soprattutto nelle piccole imprese. Confartigianato Emilia Romagna ritiene importante che tra i compiti istituzionali dell’Associazione si trovino sinergie utili a sostenere e a far crescere la presenza femminile all’interno delle imprese della nostra Regione. In particolare, le azioni sulle quali Confartigianato Impresa Donna Emilia Romagna spenderà maggiore impegno saranno dedicate ad interventi formativi mirati utili a rafforzare le competenze imprenditoriali delle donne. Saranno inoltre ricercati spazi dedicati di dialogo con gli Enti Locali affinchè possa crescere l
a sensibilità dell’interlocutore istituzionale nei confronti di una realtà oramai consolidata come quella della presenza femminile nel panorama imprenditoriale regionale. Sono in corso di verifica progetti di sostegno all’imprenditoria femminile attraverso particolari facilitazioni di accesso al credito, che costituisce da sempre ostacolo alla crescita ed alla sviluppo delle imprese a conduzione femminile.