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22 settembre 2002

La Confartigianato di Bologna al parlamento europeo

L’Emilia Romagna? Un territorio di artigiani e di piccole imprese. Basta dire che una persona su quattro è un piccolo imprenditore. In altre parole, una grande realtà che vuole contare di più. Ecco perché la Confartigianato Federimpresa di Bologna è volata a Bruxelles. E proprio ” per esprimere le proprie esigenze, l’associazione dei piccoli imprenditori bolognesi ha invitato il 19 settembre parlamentari e referenti, nel cuore del Parlamento europeo, al convegno “”Il fenomeno italiano della piccola impresa, le politiche europee di sostegno”.
Molti i partecipanti, tutti scelti ad hoc: dai parlamentari europei Giorgio Lisi e Guido Bodrato (“in previsione del prossimo semestre , presenteremo le richieste che verranno fuori da questo convegno”) ai rappresentanti politici ed economici responsabili delle politiche di sostegno. Tutti coordinati dal segretario bolognese Agostino Benassi che è stato poi il promotore di tutta l’iniziativa.
Un c
onvegno, se vogliamo, ad alto tasso di tecnologia. Da Bologna infatti hanno partecipato in videoconferenza il presidente della Provincia Vittorio Prodi ed Enzo Raisi, assessore alle Attività produttive del Comune di Bologna, collegati in tempo reale dalla sede dell’associazione, in via Papini a Bologna.
“Siamo venuti in Europa – ha spiegato così la missione Fabio Bordoni, il presidente della Confartigianato bolognese – per conoscere le istituzioni politiche, ma anche per dire con molta chiarezza che la piccola impresa è una realtà che il governo europeo deve tenere in sempre in maggiore considerazione”.
Per Vittorio Prodi “Il mondo della piccola impresa è una realtà così forte e diffusa che svolge un ruolo di democrazia economica”. E i dati che ha più tardi ricordato proprio Bordoni, lo confermano. In Emilia Romagna ci sono 458.000 imprese di cui ben 137.000 sono artigiane. Queste ultime danno lavoro a oltre 145.000 dipendenti e, considerando soci e familiari, rappresentano complessivamen
te 350.000 posti di lavoro. In Italia il tasso di disoccupazione è del 9,5%. In Emilia Romagna è del 3,8%. A Bologna è del 3,5%.
“ L’appoggio della Provincia alle piccole imprese? – ha ricordato Prodi – Supportiamo per esempio i corsi di formazione professionale con le associazioni di categoria. Proprio a Bologna e in Emilia Romagna l’innovazione tecnologica delle piccole imprese è su livelli altissimi, spesso da primato mondiale, come per esempio nel comparto delle piastrelle”,
Certo, anche secondo Raisi, la formazione e l’innovazione hanno ruolo importante, tanto che “ Uno dei miei prossimi obiettivi – ha anticipato l’assessore – sarà il rilancio dell’Istituto Aldini”. Ma ovviamente solo questo non sarebbe sufficiente. “Abbiamo fatto varie bandi e sostenuto soprattutto le giovani imprese. Fra l’altro abbiamo attivato il prestito d’onore , pee un importo complessivo di 3.800.000 euro, in collaborazione con una banca bolognese per giovani neo imprenditori sotto i 36 a
nni”.
Ma i problemi quotidiano per chi è piccolo e fa impresa sono tanti. E l’Europa ha sicuramente bisogno di – diciamo così – un’opera di sensibilizzazione. Dal campo dei mestieri tipici e tradizionali che vanno difesi dal grande potere delle multinazionali ai cibi tipici che hanno bisogno di tutela: è l’Europa, ricordiamo che assegna i marchi di qualità DOP e IGP.