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9 novembre 2009

Italia al top per imprese rosa

La crisi non ha sconfitto la voglia delle donne di fare impresa. L’Italia ha il primato europeo per numero di imprenditrici e di lavoratrici autonome. A giugno 2009 il nostro Paese registra 1.519.100 imprenditrici a fronte di 1.278.700 imprenditrici della Germania, 1.078.900 nel Regno Unito, 1.055.600 in Polonia, 952.400 in Spagna e 767.100 in Francia. In particolare, tra il 2007 e il 2008, le donne a capo di imprese artigiane sono aumentate dello 0,8%, raggiungendo il numero di 365.913. 

Le imprese artigiane al femminile si concentrano prevalentemente nel Nord d’Italia, soprattutto in Lombardia (18,6% del totale), in Emilia Romagna (10,9%) e in Veneto (10,5%).  Il 47,7% delle imprenditrici artigiane è impegnato nel settore dei servizi alle persone, il 34,7% nel settore manifatturiero con una spiccata prevalenza nei comparti del tessile-abbigliamento e dell’alimentare, l’11,3% nel settore dei servizi alle imprese. Le regioni che tra il 2007 e il 2008 hanno registrato l’aumento maggiore di artigiane sono il Lazio (+2,9%), la Calabria (+2,7%), la Puglia (+2,5%), la Liguria (+1,8%).  Le imprenditrici artigiane sono prudenti sui tempi della ripresa economica (il 70% ritiene che l’uscita dalla crisi avverrà non prima di 1 o 2 anni), ma sono anche ben determinate a resistere: infatti l’Osservatorio rivela che, nonostante tra il 2008 e il 2009 il 61% delle imprenditrici abbia subito un calo del giro d’affari e del fatturato, l’84% ha mantenuto stabile l’occupazione in azienda. 

Ma più che della crisi le imprenditrici italiane sembrano spaventate dal problema della conciliazione tra lavoro e famiglia: lo dichiara l’82% delle imprenditrici intervistate dall’Osservatorio di Confartigianato. Anche la Presidente di Confartigianato Donne Impresa Rosa Gentile ha denunciato il problema durante la XI Convention di Confartigianato Donne Impresa (il movimento che, nell’ambito di Confartigianato, rappresenta le esigenze e tutela gli interessi delle imprenditrici artigiane). La denuncia delle imprenditrici di Confartigianato rivela una situazione che vede il nostro Paese in grave ritardo rispetto alla media dell’Unione Europea sotto questo punto di vista.

Nell’Osservatorio presentato alla Convention di Confartigianato Donne Impresa sono misurati i divari che separano il nostro Paese dalla media europea per quanto riguarda la condizione femminile e l’accesso al mercato del lavoro. L’Osservatorio di Confartigianato rivela che l’Italia ha il record negativo per la partecipazione delle donne italiane al mercato del lavoro: il tasso di attività delle donne con più di 15 anni di età è del 38,7%, rispetto al 53,1% della media europea. Il lavoro femminile, sia autonomo che dipendente, è ostacolato dalle carenze dei servizi pubblici per sostenere le donne nella cura dei figli e dei familiari anziani. Secondo l’Osservatorio di Confartigianato la spesa pubblica per la famiglia in Italia è la metà di quella media europea: 1,1% del Pil contro il 2,1% della media Ue.

La spesa sociale al netto delle pensioni è pari al 10,1% del Pil contro il 14,6% della media europea. Allarmanti i dati dell’Osservatorio di Confartigianato sulla carenza di offerta di posti negli asili nido pubblici: la percentuale di bambini fino a 3 anni che ne fruiscono è del 6,3%, a fronte del 19,6% dei 4 maggiori Paesi europei. Non va meglio per i servizi di cura e  assistenza agli anziani. L’indicatore esaminato è dato dal numero di letti per lungodegenti in ospedali e case di cura ogni 1000 abitanti con oltre 65 anni; tale indice è del 15,7% nel nostro paese, di gran lunga inferiore al 41,4% della media europea. Anche nella formazione permanente il nostro Paese mostra un divario consistente: la quota di popolazione femminile tra 25 e 64 anni che partecipa ad attività formazione e training è del 6,6%, circa la metà del 12,4%  medio europeo.