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29 luglio 2015

IL PRESIDENTE MURATORI: IL TAR FERMI L’ACER

Un ricorso al Tar per fermare il maxi appalto Acer sulla manutenzione. Lo ha presentato la Confartigianato di Bologna e Imola, accodandosi alle critiche di Cisl, Ance e Agci. «Quel bando è una presa in giro – attacca infatti il presidente, Gianluca Muratori –, e se l’Acer non vorrà ravvedersi, sarà un giudice a esprimersi».
Presidente, quale sarebbe la presa in giro?Foto_Muratori
«Ce ne sono tante, purtroppo. La prima è far finta che sia un bando a offerta economicamente vantaggiosa, quando basta una semplice somma per capire che si tratta di un massimo ribasso malcelato».
Sessanta punti vengono attribuiti al progetto, e solo trenta all’offerta economica.
«A parte il fatto che non c’è nessun progetto da consegnare, ma solo un questionario da compilare, come può esserci un progetto per un lavoro di manutenzione straordinaria?».
Il bando è più complesso di così.
«Così complesso che andrebbe bene per la costruzione di un grattacielo! Peccato che qui si parli di sostituire un tubo dell’acqua a Lizzano o liberare un inquilino bloccato nell’ascensore a Budrio. Sedicimila micro-interventi all’anno. E come fa, la multinazionale che vince, e che magari ha sede a chilometri da qui, a intervenire tempestivamente?»
Se partecipa al bando, saprà come fare, no?
«Lo so anche io: subappalta ad aziende locali, erodendo ulteriormente le condizioni economiche, per star dentro ai costi già bassi».
La partecipazione delle aziende locali al bando non è preclusa.
«Nessuna azienda in tutta la regione ha i requisiti per partecipare. Non lo dico io, ma un’analisi che abbiamo commissionato. E il Comune lo permette».
Il Comune cosa c’entra adesso?
«È il maggiore azionista di Acer. Infatti abbiamo recapitato il ricorso, per conoscenza, sia al sindaco cittadino che al sindaco della Città Metropolitana. Cioè la stessa persona: quella che, mentre siglava con noi un protocollo per eliminare il massimo ribasso estendendo la norma, sottolineo, anche alle partecipate, avallava il bando Acer. E c’è un ultimo paradosso, il peggiore».
Dica.
«Una clausola, contenuta nel disciplinare, che vieta di partecipare alle aziende che hanno avuto, hanno, o avranno in essere contenziosi con l’Acer. Cioè: se ho avuto da ridire in passato con l’azienda sono fuori a priori. Ma se vinco e, nell’arco dei dieci anni, avrò un contenzioso, potranno togliermi il lavoro in corso d’opera. Guardi, più ne parlo e più mi convinco che con quel bando c’è una sola cosa da fare: sospenderlo e rifarlo».
di Simone Arminio
Resto del Carlino 29 luglio 2015