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20 febbraio 2004

IL CONCORDATO PREVENTIVO BIENNALE


La Finanziaria 2004 ha introdotto un nuovo istituto che prevede un accordo tra l’Amministrazione Finanziaria e il contribuente per il periodo d’imposta in corso al 2003 e quello successivo.
I contribuenti ammessi al concordato preventivo sono i titolari di reddito d’impresa e gli esercenti arti e professioni che rispettano le seguenti caratteristiche:
· hanno iniziato l’attività entro il 31 dicembre 2000;
· hanno dichiarato ricavi e compensi di importo non superiore a 5.164.569 euro nel periodo d’imposta in corso al 1 gennaio 2001;
· non si sono avvalsi di regimi forfettari relativamente ai periodi d’imposta 2001 o 2003;
· dichiarano di impegnarsi a rispettare le condizioni imposte per l’ammissione al concordato.
L’adesione deve avvenire esclusivamente in via telematica entro il 16 marzo 2004.
I contribuenti che aderiscono al concordato devono garantire sia per il 2003 che per il 2004 un incremento minimo di ricavi (o compensi) e di reddito, ottenuto applicando ai redditi e ricavi 2001 determinate percentuali.
Il raggiungimento degli incrementi minimi previsti dal concordato può avvenire anche mediante adeguamento in dichiarazione, sia ai fini dell’Iva che delle imposte sui redditi.
Per i contribuenti soggetti agli studi di settore o ai parametri che hanno dichiarato ricavi o compensi inferiori a quelli risultanti dagli studi di settore o dai parametri è richiesta un’ulteriore condizione per l’accesso al concordato preventivo: essi dovranno provvedere all’adeguamento al valore puntuale e al relativo pagamento delle maggiori imposte (Iva e redditi).
L’articolo 2, comma 2 della L. 350/2003 ha previsto un’alternativa all’adeguamento per quei soggetti non congrui che definiranno il periodo d’imposta 2002 mediante i condoni previsti dall’Art.7 e dall’Art. 9 della L.298/2002.
L’Amministrazione Finanziaria riconosce al contribuente i seguenti vantaggi:
1) Tassazione agevolata per la parte di reddito che eccede quello dichiarato nel 2001;
2) Sospensione dell’emissione dello scontrino fiscale o della ricevuta fiscale (salvo che non venga richiesto dal cliente) solo dopo aver comunicato l’adesione;
3) Poteri di accertamento limitati da parte dell’Amministrazione Finanziaria.

In merito alla sospensione dell’emissione dello scontrino fiscale è opportuno precisare che permane l’obbligo di tenuta del registro dei corrispettivi e di tutti gli adempimenti periodici relativi all’Iva.
Inoltre, per coloro che non aderiranno al concordato preventivo è prevista la sospensione immediata dell’attività, per un periodo da 15 giorni a 2 mesi qualora vengano sorpresi in tre distinte violazioni, compiute in giorni diversi nella durata di un quinquienno.

I contribuenti che hanno aderito al concordato ma non hanno rispettato le condizioni minime di incremento dei ricavi e dei redditi hanno l’obbligo di comunicarlo nella dichiarazione dei redditi e, di conseguenza, decadranno dai benefici previsti dall’istituto.
In particolare, l’emissione degli scontrini fiscali e delle ricevute fiscali dovrà ripartire con riferimento al periodo d’imposta successivo a quello in cui si è verificato il mancato rispetto delle condizioni.

Per maggiori informazioni, vi invitiamo a contattare i nostri Uffici di Zona