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16 marzo 2011

Fotovoltaico – Stop Inaccettabile

Bologna, giovedì 10 marzo 2011

Dura presa di posizione delle Associazioni di Categoria, che insieme alla Regione Emilia Romagna e alle Aziende del settore, denunciano attraverso la condivisione della posizione assunta dalla regione e con un comunicato stampa unificato, la situazione venutasi a creare in seguito all’approvazione dell’ultimo decreto legislativo di incentivazione per le energie rinnovabili.

SCARICA IL COMUNICATO STAMPA DELLE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA

(Confartigianato – CNA – CLAAI – UnionApi – Confcooperative – Lega Coop – AGCI – Confagricoltura – CIA – COPAGRI – Confcommercio – Confesercenti)

Durante una riunione operativa tenutasi presso la Regione Emilia Romagna il 10 marzo scorso sono emersi il malumore ed un grave problema da affrontare in tutte le aziende della filiera del settore fotovoltaico, che ricopre un’importantissima quota di rappresentanza del mercato delle energie rinnovabili. 

A seguito dell’incontro è stata inviata una comunicazione da parte della Regione Emilia Romagna condivisa dalle autonomie locali, dalle associazioni e da tutte le aziende del settore, che hanno richiesto l’urgente ripristino delle condizioni e di discutere insieme il nuovo decreto di regolamentazione degli incentivi.

SCARICA LA LETTERA DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA INVIATA AL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Tutto questo per poter avere riferimenti legislativi certi sul lungo periodo a tutti gli operatori del settore, che non si modifichino in corso d’anno le "regole" e le condizioni di mercato precedentemente approvate, poichè il variare delle regole di incentivazione (e di conseguenza l’appetibilità degli investimenti per la produzione con fonti rinnovabili), come è successo in questo caso, ha già causato un danno quantificabile (dato delle imprese del settore) in 8 miliardi di euro di ordini chiusi nella sola settimana successiva al 03 marzo.

Ripristinare le condizioni e riaprire subito le discussioni sul nuovo conto energia diventano oggi una necessità improrogabile, senza la quale non si salverebbero da un futuro costituito da casse integrazioni e chiusura delle attività per centinaia di aziende e per migliaia di posti di lavoro.

Gli interventi degli addetti ai lavori del settore e dei rappresentanti delle associazioni ascoltati nella riunione presso la Regione si possono riassumere in tre macro informazioni:

"A differenza degli altri settori produttivi il settore del fotovoltaico e delle fonti rinnovabili è in continua crescita. Tutto questo ha portato migliaia di posti di lavoro e la possibilità delle aziende manifatturiere del settore elettrico di potersi reimpiegare arrivando a rappresentare l’1% del PIL Nazionale"

"L’Associazione Internazionale delle Banche ha dichiarato che l’Italia è un Paese nel quale non è sicuro investire perchè il sistema legislativo italiano risulta avere poca affidabilità"

"Con il decreto che toglie le incentivazioni e cambia le regole del mercato sono serio a rischio tantissimi posti di lavoro creati negli ultimi anni da questo settore in crescita. Se non riparte immediatamente il conto energia tutte le aziende che hanno investito nel settore, si troveranno a dover fare i conti con casse integrazione, riduzioni di personali e conseguenti licenziamenti, fino ad arrivare alla chiusura dell’attività. Tutto questo da subito, perchè i danni avuti dalle aziende sono già presenti, in una settimana sono stati quantificati 8 miliardi di euro di danni per annullamento di ordini e blocco del mercato!!"