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10 luglio 2006

Da grandi faremo gli artigiani

Martedì 23 maggio è’ giunto alle fasi finali il progetto "Da grande farò l’artigiano", nato dalla collaborazione tra Confartigianato Federimprese e Camera di Commercio con il patrocinio della Provincia di Bologna, un insieme di iniziative che aveva come scopo l’avvicinamento dei bambini al mondo delle professioni artigianali con cui quotidianamente sono a contatto.

"Il progetto – dichiara il segretario provinciale di Confartigianato Federimprese Bologna Agostino Benassi – è nato partendo dalla considerazione che, in un momento in cui le nuove tecnologie si diffondono rapidamente e gli orientamenti di massa portano a scelte di massa, fosse importante valorizzare i mestieri tradizionali, molti dei quali si avviano a diventare, purtroppo, un "antico mestiere". Forti della consapevolezza che recuperare la conoscenza delle professioni artigianali è importante soprattutto per i bambini, che spesso non hanno consapevolezza del modo in cui nascono gli oggetti e i servizi di cui usufruiscono quotidianamente, ci siamo posti un obiettivo non solo divulgativo e culturale: abbiamo voluto offrire loro nuove prospettive per un futuro lavorativo in professioni necessarie e soddisfacenti, legate a creatività e intraprendenza".

Con la collaborazione del Centro Scolastico Amministrativo, sono state distribuite nelle scuole elementari della provincia di Bologna 1.000 copie del libro illustrato "Da grande farò l’artigiano", dopo la presentazione del quale da parte di un artigiano, alcune scuole hanno allestito laboratori attraverso i quali i bambini hanno potuto creare, insieme agli insegnanti e con l’ausilio di un artigiano, manufatti inerenti ad una delle professioni illustrate nel libro.
I lavori realizzati dalle scuole sono stati presentati nel corso della festa presso la sede del Quartiere Santo Stefano durante la quale anche gli alunni della Scuola Media Guinizzelli, coinvolta nell’iniziativa, hanno esposto alcune riflessioni sul mondo dell’artigianato:

“Anche se viviamo nell’epoca dei video-games e dell’elettronica, noi della 2^ C conosciamo il significato della parola “lavoro”. E non è una parola vuota. Significa molto. A causa del mondo in cui viviamo, forse noi non possiamo capirne tutti gli aspetti, ma la maggior parte sì. Questo è molto importante, perché ci permette di comprendere due tipi di vita e di mentalità, legati a due epoche. Un tempo l’esistenza della gente era basata su figure, oggi quasi scomparse, che con le loro mani producevano gli oggetti da utilizzare tutti i giorni. Erano gli artigiani. Noi, però, pensiamo che il termine più corretto sia “artisti”. Perché queste persone non svolgevano semplicemente la funzione delle fabbriche, ma ci mettevano l’anima e creavano dei capolavori veri e propri. Ora non è più possibile. Le fabbriche, anche se più redditizie del lavoro artigianale, producono oggetti di livello qualitativo molto basso. In più inquinano. Ovviamente non si possono sostituire le fabbriche con le botteghe artigiane, perché la produzione si ridurrebbe a livelli insufficienti, ma non ci si può dimenticare che esistano. E per non dimenticare che gli artigiani hanno permesso alla gente di vivere prima che le fabbriche prendessero il sopravvento, abbiamo avviato quest’attività.
Anche studiando storia lo possiamo riscontrare, infatti fino alla nascita delle fabbriche le botteghe artigiane erano l’unico modo per procurarsi gli oggetti necessari a vivere.
Quindi, col nostro progetto, abbiamo cercato di far capire che queste persone, così creative, disponibili e soprattutto utili agli altri, sono e sono sempre state importanti per l’esistenza delle persone.
Non siamo dalla parte di chi vorrebbe che le botteghe scomparissero, né da quella di chi vorrebbe che prendessero il sopravvento sulle fabbriche, perché entrambe le ipotesi hanno aspetti negativi, ma vorremmo che ci fossero sia botteghe che fabbriche, e che il mestiere degli artigiani non scomparisse, come invece sta succedendo.
Speriamo che in molti la pensino come noi.
Abbiamo notato che questi artigiani, così gentili e disponibili, hanno un modo di rapportarsi alle persone molto piacevole, diverso da quello dagli impiegati che lavorano negli uffici e hanno sempre fretta. E non hanno meno lavoro, perché tutti ci hanno detto che svolgendo questo tipo di mestiere si deve rimanere nella bottega molte ore al giorno e si fa tanta fatica. Secondo me, è proprio il tipo di mestiere, che ti trasmette una grande dolcezza, ma allo stesso tempo molta tenacia. Ti trasporta in un’altra epoca, in cui la gente non correva da una parte all’altra, presa dall’isterismo. Ti dà forza e dolcezza. Tranquillità e tenacia.
Però il mondo moderno non lo capisce. E non sembra farci caso. Noi sì. E’ un argomento che ci tocca in prima persona, perché oggi costruiamo il nostro futuro.
E non vogliamo, quando saremo adulti, non vedere più tranquille figure lavorare con passione nelle loro botteghe, creando un capolavoro dopo l’altro, curato nei minimi dettagli.
Voremmo che ci fossero ancora, tra vent’anni, questi signori dal volto sereno, questi artisti, questi artigiani, a mostrarci le loro creazioni, sorridendo.
Perché quando si guarda un oggetto creato da un artigiano, l’unica azione che viene spontanea a una persona con un po’ di cuore è un sincero sorriso.”