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8 luglio 2015

CONFARTIGIANATO SULLA RIFORMA DEL SISTEMA CONFIDI

“I Confidi sono un patrimonio unico dell’Italia, rappresentano un efficace strumento di garanzia mutualistica, ispirato al principio della sussidiarietà pubblico-privato. Sono un’ottima pratica di rete tra imprese che ha saputo assicurare l’accesso al finanziamento bancario per migliaia di imprenditori, orientandoli ad un sostanziale miglioramento del dialogo con il mondo bancario e accompagnandoli nelle loro esigenze di gestione della finanza d’impresa. Per questo è necessario valorizzarne il ruolo, potenziandone il patrimonio e semplificando le norme che li regolano”. Con queste parole, il Presidente di Confartigianato Emilia Romagna Marco Granelli esprime soddisfazione per il via libera del Senato al disegno di legge per la riforma del sistema dei confidi.

A fronte delle condizioni critiche che il mercato del credito dell’artigianato ha registrato nell’ultimo anno con un calo del 3,8%, Granelli ha aggiunto che: “In queste situazioni si inserisce l’attività dei Confidi, istituti che attraverso la propria garanzia rendono possibile l’accesso al credito a piccole imprese ed artigiani, notoriamente sottocapitalizzati e trattati con sufficienza da molti istituti di credito”.
In effetti nello scorso mese di marzo si è rilevato un leggerissimo miglioramento nelle condizioni di accesso al credito per le imprese manifatturiere. Questo non toglie però che ad oggi un’ impresa manifatturiera su dieci non ottenga i finanziamenti richiesti o per il rifiuto della banca o perché ha giudicato troppo onerose le condizioni richieste.
Inoltre se il calo di prestiti erogati si è ripristinato in tutta Italia, le regioni in cui si riscontrano diminuzioni meno accentuate sono Campania, Valle d’Aosta e Sardegna mentre in 9 regioni su 20 si registra un miglioramento del trend, con una flessione del credito meno accentuata rispetto a quella di settembre 2014. In più della metà delle province (59) si registra un calo tendenziale dei prestiti all’artigianato, con qualche segnale di miglioramento: erano 70 nel trimestre precedente. A fronte di un peso medio del credito all’artigianato sull’ammontare dei prestiti al totale imprese del 5,3%, in 9 province tale peso è superiore al 10%. A dicembre 2014 una impresa italiana paga mediamente un tasso effettivo del 5,91% sui finanziamenti per cassa riferiti ad operazioni in essere e a rischi autoliquidanti e a revoca.
Sulla base delle recenti indagini, il calo dei prestiti all’artigianato prosegue da due anni, anche se a dicembre 2014 si può osservare una lieve decelerazione del fenomeno rispetto al -4,0% di settembre 2014 e al -6,7% del 2013.
A livello ripartizionale il Centro-Nord assorbe l’83,5% dei prestiti all’artigianato: il 32,9% nel Nord-Ovest e il 30,7% nel Nord-Est.
Invece nel dicembre 2014 il calo dei prestiti all’artigianato su base annua si è diffuso a livello territoriale: il meno intenso si riscontra nel Nord-Ovest con meno del 3,1% registrato, seguito dal Nord-Est a -5,0%.

“Mi auguro –ha sottolineato il Presidente Granelli- che ora il provvedimento venga rapidamente approvato dalla Camera per poi essere altrettanto rapidamente attuato da parte del Governo.
Mai come in questa fase economica le misure normative devono essere in perfetta sincronia con l’evoluzione del mercato e con le esigenze degli imprenditori.
Non possiamo permetterci di attendere mesi o anni, come è avvenuto proprio con la norma sul rafforzamento patrimoniale dei Confidi contenuto nella legge di stabilità 2014 che è ancora in attesa di attuazione. Ma anche le Regioni, nostra compresa, debbono fare qualcosa di concreto per i Confidi così come fanno in tutta Europa. E’ ora di passare ai fatti perché le imprese soccombono”.

Prestiti alle imprese* e all’Artigianato e dinamica nell’ultimo anno nelle regioni.
Stock 31 dicembre 2014 in milioni di euro, incidenze, var. % rispetto a dicembre 2013 e rango. Al lordo delle sofferenze.

//////////// Totale
Imprese
Var. % su
dicembre
2013
ARTIGIANATO % sul
totale
Var. ass. su
dicembre
2013
Var.% su
dicembre 2013
Rank %su
totale
imprese
Rank
EMILIA-
ROMAGNA
97.010 -3,2  5.278 11,2 -286 -5,1 16 5,4 17

Al lordo delle sofferenze e concessi a società non finanziarie e famiglie produttrici
N.B. Variazioni % tendenziali NON corrette per cartolarizzazioni e riclassificazioni

Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Banca d’Italia e Artigiancassa da fonte Banca d’Italia

Prestiti all’Artigianato nelle province
Stock al 31 dicembre 2014 in milioni di euro, composizione, incidenze, var. su dicembre 2013 e ranghi. Al lordo delle sofferenze

PROVINCE Min
di euro
   % Rank Incid.
su prestiti
a imprese
Rank Var. % su
dic. 2013
Rank
BOLOGNA 989 2,1 12 4,5 101 -3,4 43
 FERRARA  311 0,7 47 8,0 37 -6,9 103
FORLì-
CESENA
709 1,5 21 7,0 58 -5,3 83
MODENA 770 1,6 17 4,7 98 -4,5 70
PARMA  567 1,2 27 5,8 79 -5,6 89
PIACENZA 356 0,8 42 7,6 46 -5,6 89
RAVENNA 459 1,0 34 4,8 96 -6,7 100
REGGIO-
EMILIA
665 1,4 23 5,0 93 -5,5 88
RIMINI 453 1,0 34 6,2 68 -5,7 92

Al lordo delle sofferenze e concessi a società non finanziarie e famiglie produttrici
N.B. Variazioni % tendenziali NON corrette per cartolarizzazioni e riclassificazioni

Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Banca d’Italia e Artigiancassa da fonte Banca d’Italia