torna alle news
10 luglio 2015

Confartigianato: “No al latte in polvere nei formaggi. Il governo difenda il made in Italy”

Il Presidente di Confartigianato-Caseari, Salvatore Bellopede, è critico nei confronti delle richieste dall’UE all’Italia di cancellare le disposizioni all’interno del nostro paese che, fino ad oggi, hanno vietato l’impiego di latte in polvere per formaggi e derivati.

“Qualità degli alimenti, rispetto delle tradizioni produttive, chiarezza di informazione ai consumatori non sembrano stare a cuore all’Unione europea”.

Con queste parole, Bellopede critica le istanze pervenute in questi giorni da parte dell’Europa in merito alla questione, rammentando agli altri paesi che la produzione alimentare italiana si fonda su materie prime di qualità e su una tradizione ben radicata.
“Si tratta –aggiunge- di un grave attacco alla tradizione agroalimentare Made in Italy che ha nella produzione di formaggi un settore di punta apprezzato in Italia e all’estero e nel quale operano 2.000 imprese artigiane.
L’Italia è leader tra i Paesi europei -ha aggiunto il Presidente- per il numero di formaggi di qualità con marchio DOP, IGP e STG: ben 47, i cui disciplinari di produzione, se venisse accolta la richiesta dell’Ue, potrebbero essere modificati a tutto svantaggio dei consumatori”.
In tal modo Bellopede esprime la propria preoccupazione in merito a queste disposizioni che, qualora fossero accettate da parte del governo italiano, potrebbero arrecare  uno svantaggio economico e produttivo compromettendo nel tempo i marchi e le aziende che
contraddistinguono ancor’oggi le produzioni italiane, esportate in tutto il mondo.
A tal proposito, Bellopede conclude facendo appello al nostro governo affinché tuteli la qualità ed il pregio dei prodotti italiani:
“Chiediamo al Governo italiano di difendere questo nostro patrimonio produttivo.
Le norme in materia alimentare devono tendere a standard elevati e non piegare al ribasso, come già avvenuto per altri prodotti enogastronomici pregiati.
I prodotti di qualità, preparati con ingredienti selezionati e secondo procedimenti tradizionali migliorati nel corso degli anni dalle capacità degli artigiani, non devono infatti, in nessun modo essere equiparati a quelli che sono invece veri e propri surrogati”.