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1 gennaio 1970

CONFARTIGIANATO ALLA CONFERENZA OCSE

Dal 13 al 16 Giugno si è tenuta a Bologna la Conferenza dell’OCSE “Migliorare la competitività delle PMI nell’economia globale: strategie e politiche”, alla quale erano presenti le delegazioni governative degli Stati industrializzati, e che ha avuto ampio risalto sugli organi di informazione.
Intervenendo alla conferenza, il Presidente di Confartigianato Ivano Spalanzani ha riproposto la candidatura dell’artigianato e delle piccole imprese come “esempio di imprenditorialità e di coesione sociale da imitare, pur con gli opportuni adeguamenti alle realtà locali, nei Paesi alla ricerca di una nuova identità socio-economica”.
“Per accompagnare lo sviluppo delle piccole e medie imprese, l’Unione Europea e i singoli Stati devono attuare una rivoluzione copernicana: gli interventi di politica economica siano innanzitutto adatti alla piccola impresa e, automaticamente, andranno bene anche per la gr
ande industria. Finora, invece, si è pensato ed agito esattamente al contrario, comprimendo le potenzialità dei piccoli imprenditori”. “Il successo del modello produttivo italiano, costituito per il 93% da imprese fino a 10 dipendenti – ha detto Spalanzani – dimostra che non c’è vero sviluppo senza un sistema imprenditoriale diffuso, flessibile e innovativo”.
“Ma, per affrontare le sfide della globalizzazione e dell’innovazione, le piccole imprese devono essere unite, devono puntare sull’associazionismo, sulle reti, sulla collaborazione transnazionale. L’esperienza italiana delle filiere e dei distretti produttivi, apprezzata in tutto il mondo, è la strada per fare massa critica e per mantenere la competitività delle nostre PMI”.
Confartigianato ha già avviato progetti di cooperazione con alcuni Paesi – Argentina, Sud Africa, Etiopia, Palestina, Marocco, Tunisia, Stati del Sud Est Europa – dove intende trasferire il proprio know-how ass
ociativo e imprenditoriale, programmi di formazione professionale dei titolari d’impresa e dei dipendenti, centri di assistenza sul modello delle Associazioni imprenditoriali italiane per facilitare l’accesso al credito e ai finanziamenti per avviare un’attività d’impresa.
“Ma è indispensabile – ha fatto notare Spalanzani – che, anche nei programmi di cooperazione con i Paesi in via di sviluppo, le istituzioni offrano maggiore sostegno alle imprese più piccole. Grazie alla loro innata capacità di creare occupazione, le piccole aziende possono costituire le migliori ‘ambasciatrici’ per presentare l’Italia all’estero e per instaurare rapporti di collaborazione dove ci vengono richiesti partner di dimensioni piccole e piccolissime, come quelle che appunto caratterizzano il nostro tessuto produttivo”.