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1 gennaio 1970

CONFARTIGIANATO A BRUXELLES

Il mondo della piccola impresa vuole contare di più. Soprattutto vuole che il governo europeo tenga in maggior considerazione la rete delle piccole aziende. E’ per questo obiettivo che la Confartigianato Federimpresa di Bologna è volata nel cuore del governo dell’Europa.
Dal 17 al 21 settembre una rappresentanza della Confartigianato bolognese è andata a visitare le istituzioni europee in Lussemburgo, Bruxelles e Strasburgo.
Il 19 settembre 2002 il presidente Fabio Bordoni, il vicepresidente Alberto Bernardi e il segretario Agostino Benassi sono stati i protagonisti del convegno “Il fenomeno italiano della piccola impresa. Le politiche europee di sostegno”, svoltosi in una sala del Parlamento europeo in collegamento in video-conferenza con Bologna. Obiettivo del convegno: sensibilizzare la legislazione europea sul tema della piccola impresa.
Un convegno affollato. Moltissimi sono stati infatti partecipanti: dai parlamentari europei Giorgio Lisi e Guido Bodrato al pre
sidente della Provincia di Bologna Vittorio Prodi e l’assessore alle Attività Produttive del Comune di Bologna Enzo Raisi (in videoconferenza da Bologna). Ma hanno preso parte alla giornata di discussione anche Galuco Lazzari dell’assessorato regionale alle Attività Produttive, Andrea Bonetti, Presidente dell’ Associazione europea della piccola media impresa e Jean-Pierre Camus della “Camera dei Mestieri” della “Nord Pas-de-Calais”, una regione del nord della Francia che ha avviato una collaborazione con l’associazione bolognese.
La Commissione Europea è stata rappresentata dai dirigenti che si occupano delle politiche di sostegno all’economia: Francesco Ianniello (Direzione Generale Impresa, Unità Artigianato), Sebastiano Fumero (responsabile PMI della Direzione Generale Ricerca e Innovazione), Antonello Pezzini (responsabile Settore Artigianato al Comitato Economico e Sociale).
Per il presidente provinciale Fabio Bordoni “L’iniziativa belga è stata è determinante per la consapevolezz
a di una nuova realtà: il futuro della nostra economia e delle nostre imprese dipende sempre più dalle decisioni che vengono prese a livello europeo. Ricordiamo – ha continuato – che in Emilia Romagna ogni quattro persone in età lavorativa una fa l’imprenditore, ed a questo corrisponde un tasso di disoccupazione tra i più bassi d’Europa. Nella regione ci sono 458.000 imprese, di cui ben 137.000 artigiane, e solo queste ultime danno lavoro ad oltre 140.000 dipendenti e considerando soci e familiari rappresentano complessivamente 350.000 posti di lavoro. Per questo riteniamo che il nostro sistema possa essere una ricchezza anche per l’Europa intera.
Il Segretario Provinciale Agostino Benassi a sua volta ha sottolineato “La grande capacità dimostrata dalle piccole medie imprese di reagire e reggere ai momenti congiunturali difficili. Ma l’imprenditoria diffusa per essere vincente ha bisogno di interventi di protezione. Con questa iniziativa abbiamo voluto lanciare un messaggio forte partendo dal Pa
rlamento Europeo, per arrivare a tutte le altre istituzioni: Regione, Provincia, Comune e Camera di Commercio. A queste chiediamo di essere con noi interlocutori in Europa. All’Unione Europea chiediamo di difendere
la piccola impresa dai rischi dello strapotere dei grandi gruppi della finanza e del credito e della concorrenza sleale. Con leggi che tengano conto delle peculiarità della piccola impresa e della tutela dei mestieri tradizionali e dei prodotti tipici. In particolare chiediamo che le associazioni che rappresentano la piccola impresa siano invitate in forma stabile ai tavoli della concertazione a livello europeo”.