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9 marzo 2007

Conciliare vita e lavoro

Conciliare tempo di vita e di lavoro è l’obiettivo della legge 8 marzo 2000 n.53 (Art. 9) e del Decreto intermini­steriale 15 maggio 2001, che regola le modalità di erogazione dei contributi.

I termini per la presentazione delle domande sono il 10 febbraio, il 10 giugno e il 10 ottobre. I destinatari sono in via prioritaria le lavoratrici madri ed i lavoratori padri, compresi quelli adottivi o affidatari. I beneficiari sono le aziende che, in applicazione di accordi contrattuali stipulati con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative, attuino azioni positive per la flessibilità e l’innovazione organizzativa.

In particolare l’accordo collettivo deve essere rivolto a:

1) introdurre una procedura generale che consenta alle esigenze di flessibilità dei lavoratori di essere soddisfatte in via prioritaria rispetto alle esigenze della azienda;
2) fornire soluzioni dirette a specifiche esigenze di flessibilità dei singoli;
3)conciliare flessibilità con sperimentazioni di innovazioni organizzative.

Le azioni ammesse sono progetti o programmi che prevedano forme di flessibilità tali da favorire ed agevolare la conciliazione del tempo di vita e di lavoro. Le azioni positive devono intendersi, in via prioritaria, ma non esclusiva, con riferimento alla cura dei figli, anche adottivi o in affidamento.

I progetti si articolano per:

a) consentire alla lavoratrice madre o al lavoratore padre, anche quando uno dei due sia lavoratore autonomo, di usufruire di particolari forme di flessibilità degli orari e della organizzazione del lavoro (part time reversibile, telelavoro e lavoro a domicilio, orario flessibile in entrata o in uscita, banca delle ore, flessibilità sui turni, orario concentrato) con priorità per i genitori che abbiano bambini fino ad otto anni di età o fino a dodici anni, in caso di affidamento o di adozione;
b) prevedere programmi di formazione per il reinserimento dei lavoratori dopo il periodo di congedo;
c) individuare progetti che consentano la sostituzione del titolare di impresa o del lavoratore autonomo, in periodo di astensione obbligatoria o di congedo parentale, con altro imprenditore o lavoratore autonomo. In via prioritaria, sono ammessi al finanziamento programmi di formazione diretta al reinserimento lavorativo dei soggetti destinatari a seguito di un periodo di congedo parentale.

L’ importo massimo finanziabile per progetti aziendali : 1.000.000 di euro Stima delle risorse disponibili ad oggi presso la IV Divisione del Ministero: circa 35.000.000 di euro per l’intera nazione. I progetti di azioni positive possono essere articolati in fasi temporali nell’arco di 12 mesi massimi.

Per informazioni:
Ufficio Formazione, Tel. 0514172311