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13 dicembre 2002

BRUNO PERON

Difficile dire se Bruno Peron, 53 anni sia un artigiano o (come dice lui con una vezzosa modestia) oppure un artista (come dicono i suoi clienti sparsi nei cinque continenti).

Peron, è uno dei pochi, artisti, pardon artigiani, al mondo che sa ideare, progettare e fabbricare scarpe gioiello. “Scarpe da uomo principalmente – racconta lui dalla sua bottega bolognese di Piazza San Francesco 14/a dove lavora tutti i giorni – perché gli uomini non sono così soggetti alle mode come le signore”.

Da Peron, associato di Confartigianato, si servono professionisti, capitani di industria, manager di tutta Europa e di oltre oceano. Vietato fare i nomi. “Più che clienti, diventano amici – spiega lui – gente che non ha piacere a farsi pubblicità”.

Si può citare invece qualcuno dei clienti più famosi? Come Eros Ramazzotti che si è fatto fare un paio di anfibi particolari o Adriano Celentano che quando ha indossato per la prima volta uno stivaletto firmato Peron è esploso: “Ecco finalmente la calz
atura che cercavo.

Non sembra di averla addosso!” E si è messo a ballare il tip tap, poco prima di entrare in studio per la sua ultima trasmissione televisiva. “Era andato mio figlio Simone che lavora con me a portargli la scarpa, è stato subissato di complimenti”.

E allora eccole qui le sue creazioni che occhieggiano nella sua bottega laboratorio odorosa di cuoio e di legno antico. Sugli scaffali scuri sono allineate scarpe di tutti tipi. A punta, quadrate, con i lacci o con la fibbia, di cuoio naturale o intarsiate come quelle che si è fatto confezionare un famoso giocatore americano di basket . “Aveva il 58 – ricorda Peron – il piede più grosso che abbia mai visto“‘.
Scarpe bellissime, tutte cucite a mano, con il puntale di ottone. La scarpa fatta a mano, secondo il punta di vista di Peron, è in ripresa. Certo non costa poco, si va dagli 800 euro in su. Ma chi la prova una volta, magari per farsi un regalo, poi fa di tutto per non rinunciarci più”.

Attenzione però a non confondere il lavoro dell’artigiano con quello delle industrie. “Io adatto la scarpa al piede. – dice Peron – In un negozio, anche nel più lussuoso, è il piede che si deve adattare alla scarpa. E’ una bella differenza”. Peron, aiutato dalla moglie Marisa e dal figlio Simone, lavora la scarpa tutta a mano, compresa l’impegnativa lavorazione a guardolo: é il bordo cucito con punti che sembrano decori. E’ uno dei due o tre artigiani in Italia che ancora conosce l’arte del fabbricare una scarpa senza l’uso delle macchine. “Certo, una macchina assembla un molte scarpe in un giorno. A me una giornata non basta per farne una”. Ma la differenza si vede eccome. Ma cosa ci vuole per diventare un mago come lui? “Oh! – si illumina lui – Per me è una gioia lavorare. Quello che serve è la passione. IL cuore. E poi – ride – queste due, le vede? Le mani. Questo è un lavoro che si fa con la mani”.
Al momento non esistono scuole o corsi di formazione. Una delle idee di Peron, con l’aiuto della Confartigianato, è quella di riuscire a
fondare una scuola, per chi è davvero interessato a imparare . “E’ il mestiere, per me, più bello del mondo!”

SCHEDA:

PERON Calzature su misura
di Bruno Peron
Piazza San Francesco 14/a
telefono 051/23.48.76
chiuso il giovedì pomeriggio e il sabato pomeriggio
tempo di consegna: tre mesi
sito internet: www.peron-e-peron.com